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Materiale internet, indagato consigliere regionale IdV

Materiale internet, indagato consigliere regionale IdV
07 maggio
21:33 2011
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Aurelio Gianfreda

Roma – AURELIO GIANFREDA, consigliere regionale Italia dei Valori è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Lecce nell’ambito d’una inchiesta su divulgazione e condivisione di materiale pedopornografico. Foto e video sono infatti stati ritrovati in uno dei computer del suo studio di ingegnere ma in dotazione ad altre persone.

Restano ovviamente tutti i dubbi del caso, sollevati dagli stessi inquirenti che, al momento, non hanno alcuna prova concreta che, ad essere stato a scaricare il materiale fotografico, sia stato proprio il consigliere dipietrino, ex sindaco di Poggiardo, un centro per il quale si è speso tanto e nel nome del quale ha intrapreso diverse battaglie in consiglio regionale soprattutto attinenti la sanità.

Ma le operazioni di chi indaga sono ovviamente obbligate. Tanto più perché, comunque, la linea telefonica della rete è intestata proprio a Gianfreda. Gianfreda che, come riportato da alcuni media leccesi, ha già dichiarato che quel computer è utilizzato da numerose persone ma è evidente la necessità di fare chiarezza. I tecnici della polizia postale hanno utilizzato dei file civetta che scaricati dagli ignari consumatori di questo materiale illegale consente il loro riconoscimento. L’inchiesta è partita da Trento ed è giunta fino al Salento.

In attesa di risvolti, comunque, anche lo stesso partito di appartenenza del consigliere salentino cerca di muoversi con estrema cautela. Anche se, intanto, ha già diffuso una nota firmata dalla triade pugliese Ignazio Messina, Sebastiano De Feudis e il foggiano Orazio Schiavone: “Anche in questo caso, come sempre – si legge nella nota – l’Italia dei Valori si affida alla magistratura affinchè possa accertare i fatti. In un ufficio sarebbe stato scaricato materiale pedopornografico e occorre subito individuare chi è l’autore. Prendiamo atto e ringraziamo il consigliere Aurelio Gianfreda per aver rimesso il suo mandato a disposizione del partito. Ne trarremo le conseguenze dopo le conclusioni della magistratura”.

Redazione Stato

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