Manfredonia

Ricorso Giandolfi, giudizio Tar dopo il consiglio. Le voci sui debiti fuori bilancio


Di:

Tar Bari (giustizia.amministrativa.it)

Ricorso ex assessore Giandolfi dopo revoca incarico, Tar Bari si esprimerà il 18 maggio (archivio, ga.it)

Manfredonia – RINVIATA al 18 maggio 2011 la Camera di consiglio del Tar della Puglia di Bari relativa al ricorso presentato dall’ex assessore al Comune Nunzio Giandolfi, rappresentato e difeso dall’avvocato Serena Natalia Gatta, contro il Comune di Manfredonia e nei confronti di Gallifuoco Michele (attuale assessore all’ambiente in sostituzione dello stesso Giandolfi) per “l’annullamento previa sospensiva dell’efficacia del decreto sindacale n.5/201 del 23 marzo 2011, notificato al ricorrente nella stessa data, con il quale il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi ha revocato al signor Giandolfi con decorrenza immediata la nomina di assessore con delega all’Ambiente e Sviluppo Sostenibile“. Delega conferita con decreto del sindaco n.6/2010 in data 22 aprile 2010.

Quali gli scenari in futuro, per una decisione che si rivela ora importante, considerando lo slittamento della sentenza dei magistrati baresi per il prossimo 18 maggio 2011, all’indomani delle elezioni amministrative in Capitanata ma soprattutto dopo un importante consiglio comunale a Manfredonia ( Focus seduta consiglio ) con punti all’ordine del giorno, tra l’altro, la Presa d’atto risultati di gestione 2010 delle Società di capitale partecipate e l’Esame e approvazione del Conto Consuntivo dell’Istituzione Carnevale Dauno (sciolto, ndR) relativo all’esercizio finanziario 2010, la presa d’atto della Relazione della Giunta Comunale in tema di raggiungimento degli obiettivi del Patto di Stabilità interno, l’Esame e approvazione del Conto Consuntivo del Comune di Manfredonia relativo all’esercizio finanziario 2010. Soprattutto – da fonti attendibili – si è vociferata l’emersione di una prossima approvazione del riconoscimento dei debiti fuori bilancio del Comune per una somma che avrebbe raggiunto i 10 milioni di euro circa (9,7).

IL RICORSO DELL’EX ASSESSORE GIANDOLFI – Innanzitutto va premesso come il sindaco aveva autorizzato a resistere nel giudizio, suddetto, con affidamento all’avv. Totaro Teresa dell’incarico di rappresentare e difendere l’Ente dinanzi al Tar di Bari, questo dopo il ricorso, notificato in data 11.04.2011, dell’ex assessore Nunzio Giandolfi, per l’annullamento, previa sospensiva, del decreto sindacale n. 5/2011 del 23.03.2011 con il quale il Sindaco ha revocato al ricorrente la nomina di Assessore del Comune di Manfredonia, con delega all’ ”Ambiente e Sviluppo sostenibile”, conferita con proprio decreto n. 6/2010 in data 22.04.2010, nonché del decreto sindacale del 23.03.2011 con il quale veniva nominato il sig. Gallifuoco Michele, in sostituzione del ricorrente,” oltre ad ogni ed ulteriore atto, presupposto e/o consequenziale“. Ma come detto la sentenza dei magistrati baresi è stata rimandata, per ora, al 18 maggio 2011.


ALLA BASE DELLA SCELTA DEL SINDACO LE TENSIONI INTERNE NELL’UDC
– Si ricorda che, per accettare la carica di assessore all’ambiente e Sviluppo sostenibile (decreto 6/2010 del sindaco Riccardi), l’ex assessore Giandolfi si era dimesso da consigliere comunale (già UdC, attuale UdCapitanata), “essendo stato eletto – si legge nel ricorso – con largo consenso popolare in uno dei partiti a sostegno della coalizione risultata vittoriosa (centrosinistra, ndR), e precisamente risultanto primo degli eletti della propria lista”. Come emerge sempre nel ricorso dell’avvocato Serena Natalia Gatta l’ex assessore Giandolfi “espletava l’incarico conferitogli al tempo pieno e in coerenza con l’indirizzo politico del governo locale, perseguendo con efficacia ed operatività il programma amministrativo a favore della comunità locale”. Anzi “in più occasioni lo stesso sindaco (come sarebbe emerso anche durante il primo consiglio comunale successivo alle revoca dell’incarico di Giandolfi, ndR) manifestava ampia stima e piena fiducia nel ricorrente, elogiandolo per l’attività svolta a servizio della comunità e per gli obiettivi raggiunti”.

Ma ciò nonostante, “ con decreto n.5/2011 del 23 marzo 2011 e notificato al ricorrente Giandolfi nella stessa data, il sindaco Riccardi revocava l’incarico, senza una valida e nemmeno comprensibile motivazione”. In particolare, scrive l’avvocato S. Gatta, “nel provvedimento impugnato si legge testualmente che “problematiche di natura politica insorte a livello territoriale sia comunale che provinciale, all’interno del predetto raggruppamento, rivolte esclusivamente alla cura degli interessi della Comunità locale, interessi che potrebbero essere non più garantiti dai sopravvenuti rapporti interni alla maggioranza consiliare, impongono la revoca della nomina assessorile al sig. Giandolfi”.

L'ex assessore all'ambiente N. Giandolfi (ST)

FOCUS RECENTI RIMOSTRANZE UDC, UDCAPITANATA E FRA STESSI APPARTENENTI UDC, IL CAPOGRUPPO TROIANO IN CONSIGLIO: “DISAPPROVAZIONE OPERATO RICCARDI” Caratù e Troiano: l’assessore all’ambiente è provvisorio ), ( Troiano nell’ultimo consiglio: “prendiamo le distanze dall’operato della Giunta Riccardi e Focus divisione UdC, rimostranze verso Cera, risposta, gli incarichi, Cera sul coordinatore cittadino ).

L’ASSESSORATO ALL’AMBIENTE AFFIDATO A MICHELE GALLIFUOCO – Tornando al ricorso, sempre in data 23 marzo 2011 la sostituzione di Giandolfi con il nuovo assessore all’ambiente Michele Gallifuoco, “candidatosi nello stesso partito del ricorrente ma senza essere stato eletto” ( Nomina Gallifuoco ) e ( Caratù: “Riccardi ingrato, indicato Troiano”. Il sindaco: “potevo scegliere fra una rosa di 7 nomi”) e in precedenza Giandolfi ( In precedenza Giandolfi, consapevole della sostituzione, aveva suggerito il consigliere Spagnuolo )

IL LEGALE DELL’EX ASSESSORE: “DECRETO DI REVOCA ILLEGGITTIMO” – “Orbene – evidenzia l’avvocato S.Gatta – è evidente ictu oculi (a colpo d’occhio) l’illegittimità del decreto di revoca e del correlato decreto di nomina del nuovo assessore che pertanto vanno annullati”. Le ragioni: “violazione di legge, eccesso di potere, difetto di motivazione, violazione del principio di tipicità degli atti amministrativi, eccesso di potere per carenza, manifesta irrazionalità e illogicità, contraddittorietà intrinseca della motivazione”. Secondo l’avvocato Gatta infatti, “l’atto di revoca è assolutamente privo di motivazione”. Difatti, “è vero che la prassi politica usa quando occorre le motivazioni in senso enfatico e non strutturale per sottolineare gli assunti e non per dare una spiegazione logica e complessiva delle decisioni prese, ma nel caso de quo risulta davvero arduo trovare una giustificazione alla base del decreto gravato”.

Difatti, secondo il legale dell’ex assessore Giandolfi, “il sindaco del Comune si è limitato ad un generico e fumoso richiamo a problematiche di natura politica insorte a livello territoriale, sia comunale che provinciale, all’interno del raggrupamento di appartenenza (UdC) del ricorrente, che non rendono esplicite e trasparenti le reali ragioni che hanno determinato il decreto di revoca”. Più precisamente, scrive Gatta,”non si comprende in alcun modo quali siano gli specifici elementi di fatto che avrebbero diversamednte impedito a cura degli interessi locali” e che avrebbero determinato “la necessità di provvedere ad estromettere dalla giunta comunale il ricorrente”.

Inoltre, “sorge spontaneo chiedersi cosa c’entrino con gli interessi della comunità locale le problematiche politico di livello provinciale evidenziate dal sindaco di Manfredonia nel provvedimento.”. Come affermato dal Tar Lecce (ordinanza n.78872009, nello stesso senso Tar Lecce, sentenza nb.539/2009 n.1620/2009) “la scelta degli assessori comunali da parte del sindaco è libera scelta politica ma la revoca dei medesimi coinvolge l’espletamento di una funzione pubblica che deve pertanto basarsi sulla esistenza di ragioni di pubblico interesse che giustificano l’allontamento dalla carica del consigliere”. Dunque, “la revoca dell’assessore è caratterizzata da una natura essenzialmente differente dal provvedimento di nomina e costituisce comunque un modo per dare applicazione alle precisioni costituzionali dell’imparzialità e del buon andamento della P.A. previste dall’articolo 97 della Costituzione”. In questa prospettiva, spiega l’avvovato S.N.Gatta, “la revoca può essere pertanto giustificata dai fatti tali da porre in pericolo l’efficacia dell’azione amministrativa o da fatti di apprezzabile rilevanza politica, fatta comunque salva la necessaria garanzia di una effettiva collegialità e della possibile discussione delle scelte amministrative”. “Orbene è evidente ictu oculi che nel caso in questione il provvedimento impugnato non è sorretto da alcuna plausibile motivazione politica amministrativa, non facendo riferimento né al rapporto fiduciario con il ricorrente nè a questioni di rilevanza politica tali da pregiudicare una corretta gestione nell’attività amministrativa”.

Sindaco Riccardi e neo assessore all'Ambiente Gallifuco (ST)

IL LEGALE : “PER LA NOMINA DI GALLIFUOCO SINDACO VITTIMA DI VERE E PROPRIE PRESSIONI POLITICHE ESTERNE” – Secondo l’avvocato Gatta, le motivazioni adotte sono pertanto “del tutto pretenziose e fuorvianti”. “A tal fine è sufficiente leggere le interviste rilasciate dal sindaco Riccardi su vari quotidiani per comprendere che lo stesso è stato vittima di vere e proprie pressioni politiche esterne, che nulla hanno a che vedere con il bene della collettività e con il corretto perseguimento del programma politico dell’amministrazione comunale”. Difatti Riccardi avrebbe affermato testualmente “su diversi quotidiani” di aver provveduto alla revoca del ricoprtrente “a malincuore” dato che “l’assessore ha lavorato con solerzia e vivo senso del dovere, guardando al bene della città. Colgo l’occasione per ringraziarlo del lavoro svolto in questi mesi – ha detto Riccardi secondo il legale nelle interviste – del supporto costante ( dell’ex assessore Giandolfi, ndR) e della produttiva collaborazione”. Inoltre, parlando della nomina del nuovo assessore Riccardi avrebbe detto: “me lo hanno imposto” (allegato). “Ebbene alla luce di tutto quanto esposto ed argomentato, risulta ictu oculi l’illegittimità dei provvedimenti indicati”.

Come riportato inoltre dall’avvocato Gatta, “ad abundantiam”, dunque oltre quanto riferito, in un caso analogo la giurisprudenza di merito ha statuito in un caso analogo “che le ragioni di mera ripartizione di posti appartenenti a partiti politici per soddisfare pretese che non evidenziano una qualche dovuta attenzione in termini di migliore servizio pubblico a favore della cittadinanza non può costituire di per sè giusta ragione per cambiamenti che restano incomprensibili in termini obiettivi e di rispetto della volontà degli elettori tanto più che come nel caso in esame tutti appartengono allo stesso gruppo di maggioranza che deve attuare il programma prospettato dagli elettori” (Tar Lecce, sezione I, ordinanza 10.10.2007, n.985).

Dunque, per l’avvocato S.Gatta in base a quanto esposto, “risulta ictu ioculi la presenza del fumus bonis juris, essendo i provvedimenti impugnati viziati come illustrato”. Quanto al pericolum in mora “risulta del tutto evidente il pregiudizio grave ed irreparabile che incombe sull’odierno ricorrente (Giandolfi, ndR) in termini di immagine, decoro e consenso popolare, proprio in virtù dell’incarico politico ricoperto dallo stesso, per il quale ha rinunciato alla carica di consigliere comunale, vedendosi oggi estromesso da qualsiasi ruolo nella vita politica amministrativa della città”, questo “nonostante il grande impegno profuso con lealtà e dedizione”. Ricorso in data 08 aprile 2011.


RINVIO GIUDIZIO DOPO IL CONSIGLIO E LE AMMINISTRATIVE
– Ma il Tar come detto ha rimandato la decisione al prossimo 18 maggio 2011. Da fonti attendibili la tattica del Comune sarebbe stata di tipo “dilatoria” per arrivare a sentenza dopo metà maggio. Dopo le amministrative, dopo soprattutto il consiglio comunale del 17 relativo all’approvazione del conto consuntivo 2010 e a quanto sembra dunque dei debiti fuori bilancio.

Un consiglio comunale importante considerando la presunta approvazione del “Riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio”, vale a dire delle somme spese dall’Ente ma non impegnate ( 1. Con deliberazione consiliare di cui all’articolo 193, comma 2, o con diversa periodicità stabilita dai regolamenti di contabilità, gli enti locali riconoscono la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da: a) sentenze esecutive; b) copertura di disavanzi di consorzi, di aziende speciali e di istituzioni, nei limiti degli obblighi derivanti da statuto, convenzione o atti costitutivi, purché sia stato rispettato l’obbligo di pareggio del bilancio di cui all’articolo 114 ed il disavanzo derivi da fatti di gestione; c) ricapitalizzazione, nei limiti e nelle forme previste dal codice civile o da norme speciali, di società di capitali costituite per l’esercizio di servizi pubblici locali; d) procedure espropriative o di occupazione d’urgenza per opere di pubblica utilità; e) acquisizione di beni e servizi, in violazione degli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’articolo 191, nei limiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l’ente, nell’ambito dell’espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza. 2. Per il pagamento l’ente può provvedere anche mediante un piano di rateizzazione, della durata di tre anni finanziari compreso quello in corso, convenuto con i creditori.; 3. Per il finanziamento delle spese suddette, ove non possa documentalmente provvedersi a norma dell’articolo 193, comma 3, l’ente locale può far ricorso a mutui ai sensi degli articoli 202 e seguenti (…) , debiti fuori bilancio che sarebbero pari a circa 10 milioni di euro 9,7 milioni, da fonti attendibili.


IL ROSSO DELLE PARTECIPATE
– Fra gli ordini del giorno nella seduta del prossimo consiglio comunale di Manfredonia del 17 maggio dunque, vedi sopra, la presa d’atto dei risultati di gestione 2010 delle Società di capitale partecipate (Focus 2009, Focus bilancio 2009, il rosso delle partecipate ), l’ Esame e approvazione del Conto Consuntivo dell’Istituzione Carnevale Dauno (sciolto per l’Agenzia del Turismo, ndR) relativo all’esercizio finanziario 2010, la Presa d’atto della relazione della Giunta Comunale in tema di raggiungimento degli obiettivi del Patto di Stabilità interno (Art. 30, comma 4, della legge 23.12.1999, n. 488) e dunque, dopo i punti precedenti, l’Esame e approvazione del Conto Consuntivo del Comune di Manfredonia relativo all’esercizio finanziario 2010.


I DEBITI FUORI BILANCIO DEL 2009, ULTIMA SEDUTA GIUNTA CAMPO
– Da ricordare che nell’ultima seduta della Giunta Campo i debiti fuori bilancio furono pari ad oltre 1 milione di euro: “ 300 mila euro a carico dello Stato, 700 a carico del bilancio Comune (da spesa corrente)”. ( Focus debiti fuori bilancio 2009, ultima seduta Giunta Campo ).

I soggetti interessati, come emerso durante la seduta di consiglio del febbraio 2010i: prestazioni legali a professionisti, società cooperativa Sant’Antonio, spese relative a lavori, acquisizione di beni e servizi e prestazioni professionali, nonchè in favore della società “Iniziativa Sviluppo e Innovazione S.r.l.” (tutte relative all’articolo 194, D.lgs. 18 agosto 2000 n.267, testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, a norma dell’articolo 31 della legge 3 agosto 1999, n. 265 (G.U. n. 227 del 28 settembre 2000, s.o. n. 162/L). Da fonti attendibili, gran parte dei debiti fuori bilancio attuali farebbero riferimento a somme che il Comune dovrebbe destinare all’Ase. Si è parlato di una forma di precedente volontà della Giunta Campo di destinare all’Ase un terreno in zona industriale (ex Enichem), per un valore di 5 milioni di euro come contropartita. Ma l’Ase avrebbe preteso principalmente liquidità.

LE VERIFICHE DELLA CORTE DEI CONTI PER LA LEGITTIMITA’, POSSIBILE RIVALSA, IN MANCANZA DI PRESCRIZIONE, SUL PATRIMONIO DEI CONSIGLIERI – Si ricorda che la legittimità del riconoscimento dei debiti fuori bilancio – con approvazione dei consiglieri – spetta a verifiche successive della Corte dei Conti. Considerando l’impossibilità della prescrizione, relativamente ad una presunta illeggittimità della stessa approvazione, la rivalenza ipotetica sarebbe sul patrimonio personale degli stessi consiglieri comunali, come confermato da rappresentanti amministrativi.

Per fare un esempio pratico: il consigliere dell’opposizione (Pdl) Michele Gatta aveva evidenziato – relativamente al passato riconoscimento dei debiti fuori bilancio del 2009, seduta febbraio 2010 – come in data 22 luglio del 2009 nella revisione della Corte dei Conti (relativamente all’accertamento della pratica) si erano riscontrate delle ‘anomalie revisionali’, in merito al riconoscimento dei debiti fuori bilancio del Comune di Manfredonia. Le parcelle per i legali sarebbero state pari a 595mila euro, Gatta: “perché già nel 1994 non furono iscritte alle revisioni di bilancio”, Campo: “fatte in base all’arrivo delle diverse sentenze”. “La condanna alle spese – disse il sindaco relativamente alle cause giudiziarie vinte dal Comune – è spesso simbolica, in molti casi il problema è solo delle Pubbliche amministrazioni”.

g.defilippo@statoquotidiano.it

Ricorso Giandolfi, giudizio Tar dopo il consiglio. Le voci sui debiti fuori bilancio ultima modifica: 2011-05-07T20:09:56+00:00 da Giuseppe de Filippo



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Commenti


  • tuteppe


  • tonino

    andate a rubare


  • tonino

    l unica persona garbata li sopra , ma’!


  • amolalegalita'

    art.23 comma 2 dello Statuto comunale: COMPETENZE DEL SINDACO:
    Nomina gli assessori ai quali attribuisce le deleghe per l’esercizio delle funzioni relative a specifici settori amministrativi; può altresì revocare uno o più assessori dandone motivata comunicazione al Consiglio; gli assessori dimissionari devono essere sostituiti entro quindici giorni.
    Come si può obiettivamente capire, dato che è il sindaco che nomina di fiducia gli assessori, può sostituire gli stessi se questa viene meno, a prescindere dalla “motivazione”…ma poi mi chiedo: caro Giandolfi, che cosa vuoi risolvere con un ricorso? capisco che è stata fatta una cosa grave e inaspettata (cosi impari a fidarti del sindaco!!), ma mettiamo il caso remoto che tu vinca il ricorso, che cosa dovresti fare in una giunta che ti ha cacciato???? divento pazza al sol pensiero…


  • scocciato

    La “cosa” non era inaspettata visto che era entrato ed è tuttora in una lista civica che non era in coalizione.Su cosa spera di ottenere? E’ molto chiaro qualche euro di rconoscimento economico.
    Roba altamente ideologica.


  • francesco

    e stato messo fuori x altri motivi , spero venga riamesso come assesore, forza giandolfi


  • Amoruso M.

    Mai come in questo momento il Partito dell’UDC di Manfredonia è sereno, fiducioso della Magistratura e vicino all’amico nonché Assessore Michele Gallifuoco. Un Assessore che nonostante i continui attacchi (avvolte anche scellerati) svolge il Suo compito con serenità e competenza ma soprattutto nell’interesse del bene collettivo.
    Sarà il tempo il vero Giudice.

    Saluti.


  • mario

    x Amoruso M.

    “Il partito dell’UDC è sereno…”
    ma quale partito UDC?
    Ma se siete rimasti in 3 persone 3…
    ma fatemi il piacere…
    e chi appoggia in consiglio l’assessore, il solo consigliere Spagnolo??
    perche con giandolfi il sindaco ne ha persi 3 di consiglieri (tomaiuolo, Valentino e Troiano)…
    pessima mossa politica, che come vedi di politica non ha niente…
    il tuo amico nonche assessore ha avuto il “barbaro coraggio” di farsi imporre come assessore scavalcando chi aveva avuto un riscontro elettorale, molto molto maggiore del suo..(questa è l’unica cosa scellerata)
    mio caro Amoruso M..
    e poi sempre a criticare Giandolfi, che ci ha messo la faccia, è stato votato, è stato il primo del partito..
    ma smettetela perfavore…
    anzi, la prossima volta mettiti in lista anche tu e vediamo quanti voti prendi…

    x amolalegalità

    nel provvedimento di revoca manca proprio ogni riferimento alla mancanza di FIDUCIA, di cui tu stesso hai parlato, proprio la fiducia è alla base di ogni provvedimento di revoca….
    caro amico amente della legalità…
    mi sa che l’amore x la legalità ti è rimasto solo nel nome

    e comunque è bene ricordare, per primo a me stesso visto che non sono riuscito ad ottenere molti voti, che giandolfi è stato votato dal popolo,
    tra l’altro, altri nella stessa giunta, no!!!!!….
    e nessuno dice niente….

    ma fatemi il piacere………


  • scarano

  • ridateci giandolfi…….


  • saverio

    credo che giandolfi tornera’ al posto che li compete….

  • credo che giandolfi tornera’ al posto che li compete , xrche e giusto cosi.


  • Amoruso M.

    Sono veramente dispiaciuto dal vedere sì fatte reazioni.
    Capisco il malessere provocato dalla fuoriuscita dal Partito dell’UDC.
    Ringrazio per il 3 che è il numero “perfetto” perché “divino”, ma… “le regole hanno valore se fatte rispettare”.
    Se per far rispettare le regole, oggi bisogna ricominciare da 3, bene si cominci da 3.
    UDC non è una lista civica ma un Partito ereditario delle tradizioni Democristiane.
    Troppo PERSONALISMO della “politica” (con la “p” minuscola) ha portato allo sfascio dei vari tessuti della società.
    In questo momento di forte crisi di ideali della Società che ha generato a sua volta una forte crisi economica bisogna ripensare alla Politica dei nostri Padri, di DE GASPERI, di DON STURZO di MORO che hanno fatto grande una PARTITO una NAZIONE.
    Allora cerchiamo nel nostro PICCOLO di essere GRANDI per essere ricordati, poiché “gli uomini cambiano i Partiti restano”.

    “Politica vuol dire realizzare.”
    Alcide De Gasperi.


  • alice

    Giandolfi tornera’ assessore ricordatevi che e’ espressione di 430 cittadini di Manfredonia che lo hanno votato.

  • son piu di 430 voti! e mi associo ad alice

  • mi accodo pure io ,rivogliamo giandolfi

  • forza ………………..

  • il tar dara’ ragione ha giandolfi , che succedera’ poi?


  • antonella

    chi mi sa rispondere x favore , se vince ricorso che succede?

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