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Spettacolo dedicato al tema delle barriere architettoniche

“Folle come una Taranta” a Foggia

Andare in scena rappresenta una sfida per chiunque


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Foggia. Grande successo per lo spettacolo di teatro-danza Folle come una Taranta scritto ed ideato dal Maestro Michele Màngano con musiche di Luca Ciarla e con il supporto del corpo di ballo dei Danzanova Ballet e con la partecipazione straordinaria dell’artista Fidelia Clemente portato in scena l’altra sera, in occasione della manifestazione “ Dritto al Cuore “ organizzata dall’associazione Lions Club di Foggia e dal Comune di Foggia, dedicato al tema della disabilità.

Michele Màngano un esperto di tradizioni popolari , drammaterapeuta, danza-movimento-terapeuta, educatore, attore, regista, di spettacoli teatrali fatti e costruiti con persone diversamente abili. Siamo partiti quasi per gioco nel 2005 dalla Casa famiglia Don Mario Carmone di Manfredonia e già due anni dopo siamo riusciti ad allestire il primo spettacolo”Ballate di Gioia” con un intervento dei servizi parlamentari Rai “ 10 minuti di”. Il successo anche di pubblico l’altra sera al Teatro U.Giordano Di Foggia ci ha confermato che la strada che stiamo seguendo è quella giusta. Lo spettacolo “ Folle come una Taranta “ scritto dal M° Michele Màngano e con le musiche di un grande artista Luca Ciarla con il corpo di ballo dei Danzanova e interpretata dall’artista Fidelia Clemente, una ragazza diversamente abile con una sedia a rotelle che impersona appunto il ruolo di una ragazza posseduta da un ragno velenoso , cui la fantasia popolare attribuiva il morso della tarantola. E’ stato appunto portare in scena la metafora dell’eterna lotta tra bene e male. Naturalmente nella scena teatrale Fidelia rappresenterà l’essere umano, continuamente alle prese col bene e col male interpretati dalla danzatrice Enza Di Bari.

Oggi Mangano sente la necessità di una fondazione istituzionalmente riconosciuta delle danze popolari legate al tarantismo . Afferma Màngano “io sono più che un esperto musicologo un esperto di danze; e lavorando coi diversabili mi rendo conto che la danza, soprattutto quella popolare, è liberatoria nel senso che nel movimento danzato esiste una possibilità di liberazione e, indirettamente, anche di protesta. Ecco che quindi la pizzica , le tarantelle, queste forme popolari che nascono invece dalla moltitudine della gente più debole, in qualche modo sono forma di….(..) “. De Martino ha detto ” una forma di riscatto”, .. io direi anche di protesta, oltre che liberazione, da varie dominazioni secolari. Dal 2005 ad oggi all’interno dell’associazione è nato un altro progetto ideato da Michele Màngano e cioè: “Laboratori ricreativi per disabili e di socializzazione attraverso la musica e la danza popolare”, laboratori rivolti ai disabili e alle loro famiglie. Questi laboratori sono quindi uno spazio in cui i giovani possono approcciarsi alla cultura popolare Pugliese attraverso la danza , il canto, la poesia, la musica, la recitazione. Di grande importanza la possibilità di sviluppare capacità creative e comunicative e nello stesso tempo offrire momenti collettivi di gioco e divertimento.

Così nasce la compagnia sperimentale Teatro DanzAbile “ il desiderio di danzare “ con il supporto della compagnia di danza Danzanova Folk. Gli obiettivi della compagnia sono d’integrare realtà diverse, quelle di persone portatrici di handicap fisico o di altri generi, con persone senza handicap, in un lavoro di ricerca scenica in cui il linguaggio del teatro e della danza si amalgamano e diventano gli strumenti che danno voce e corpo ai vissuti di ognuno. Scopo del nostro lavoro non è la terapia o la riabilitazione,anche se si può affermare che il lavoro creativo, specialmente se svolto in gruppo, può avere sicuramente un effetto benefico in ogni caso e in qualunque ambito in cui venga effettuato, ma la ricerca piuttosto del valore delle possibilità di ognuno e di permettere a chi partecipa di sviluppare il proprio potenziale espressivo e creativo.

Andare in scena rappresenta una sfida per chiunque. Il M° Màngano vorrebbe mettere in luce che il palcoscenico rappresenta un luogo privilegiato su cui attuare una grande sfida: quella dell’incontro e della collaborazione tra realtà diverse. Il risultato è un prodotto artistico, uno spettacolo, che dona visibilità all’integrazione, la promuove allo sguardo della collettività e in questo senso il nostro lavoro ha anche una rilevanza sociale. Noi ci ispiriamo all’idea che un disabile può apportare il suo personale contributo alla società in cui vive.
Il corpo è veicolo di emozioni, esperienza, è contenitore di storie. Indipendentemente dalla sua abilità di movimento. Ogni corpo utilizza il gesto e l’espressione quale linguaggio universale di incontro e scambio con il prossimo. E in ogni corpo esiste un’anima danzante. Quando tutto questo viene utilizzato in forma artistica ed è nutrito da musiche, temi di esplorazione, esercizi di incontro, nasce la danza integrata, la quale, nella “disegualità”, nella specificità di ognuno riscontra ricchezza e inesauribile potenziale creativo. E ancora afferma Mangano “La diversità non può essere un ostacolo, è una obiezione per chi misura il valore dell’altro solamente partendo da quel che vede. Una persona di fronte ad un disabile, come di fronte al proprio figlio, deve essere disposto a cambiare per accorgersi realmente di lui, e sentire la diversità non come obiezione ma come ricchezza. E cambiare è un sacrificio, perché implica il cedere a ciò che si è visto piuttosto che rimanere fermi sulle proprie convinzioni. Con questo progetto vogliamo cercare espressioni che documentino l’esperienza della libertà, possibile anche dentro i condizionamenti particolari che la vita riserva a ciascuno di noi. Sarà sorprendente rendersi conto di quanto ragazzi e le proprie famiglie trovano libertà attraverso l’arte, che come una valvola di sfogo accoglie tra le sue braccia gente di ogni genere.

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“Folle come una Taranta” a Foggia ultima modifica: 2016-05-07T09:00:41+00:00 da Redazione



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