Manfredonia

Oltre le quote, “noi, compatte per il riequilibrio di genere” (VIDEO)

Di:

“Donne e Diritto: Oltre la parità di genere. L’impegno delle donne per una democrazia inclusiva.”, preparazione incontro fuori Aula Consiliare del Comune; a destra la presidente di Confesercenti di Manfredonia Teresa Musacchio (STATO@)

Manfredonia – “PARI nel vero senso della parola”. Così Rosa Cicolella, Presidente Commissione Pari Opportunità Regione Puglia, presente questo pomeriggio a Manfredonia per l’iniziativa “Donne e Diritto: Oltre la parità di genere. L’impegno delle donne per una democrazia inclusiva”. L’incontro, nell’aula consiliare del Comune, è stato promosso dalla GenerAzione CANTIERE con Equality Italia Capitanata, Confesercenti P.M.I. Manfredonia, Cgil Manfredonia, Associazione Angeli, Corto e Cultura, Manfredonia24, Pandemia, a chiusura della raccolta firme per la proposta di emendamento della legge elettorale, promossa nella città di Manfredonia da Generazione Cantiere e Equality Italia Capitanata, per il riequilibrio della rappresentanza di genere nella elezione del Presidente e della Giunta pugliese. Obiettivo dell’iniziativa, presentare alla cittadinanza “il contenuto e il senso della proposta di legge” ma anche “spingere la riflessione verso un possibile e auspicabile superamento” delle cd “quote rosa”, oggi pure “strumento necessario per rafforzare la presenza delle donne nelle candidature per le rappresentanze istituzionali.”

Intervenuti: Annarita Prencipe, Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Manfredonia, le relatrici: Rosa Cicolella, Presidente Commissione Pari Opportunità Regione Puglia,Teresa Zaccaria, Consigliera di Parità (Supplente) Regione Puglia, Antonietta Colasanto, Consigliera di parità della Provincia di Foggia, Giovanna Corrente, Avv. Amministrativista, Rita Rungetti, Rappresentante GenerAzione CANTIERE, presente Teresa Musacchio, presidente Confesercenti di Manfredonia e referente GenerAzione Cantiere. Moderatore dell’incontro Enrico Ciccarelli, giornalista de “Il Mattino”.

“Con quest’incontro – dice Rita Rungetti, di GenerAzione Cantiere – desideriamo spingere i cittadini ad una riflessione che superi le cd quota rosa (30% presenza femminile nelle liste, con quota spesso violata dai partiti, quasi ben disposti alle sanzioni pur di arginare il “problema”; ndR), pur costituendo le stesse un elemento di equilibrio nelle candidature istituzionali; dobbiamo conseguire una democrazia paritaria, inclusiva, per rimuovere all’origine tutti gli elementi ostativi per l’accesso paritario delle donne in politica”. “Quello che ci interessa – ha terminato Rungetti – è contribuire al cambiamento del paradigma culturale nella selezione delle future classi dirigenti che saranno impegnate nella determinazione degli atti amministrativi”. “Seppur indirettamente, la quota riduce alla base il principio di democrazia : non vogliamo creare una tutela a priori di un genere che ha bisogno di essere spinto ma originare un processo di rimozione di ostacoli che sono oggettivamente presenti nella vita, nei processo politici-decisionali, a partire dal funzionamento dei partiti”, termina Rungetti.

Da sinistra Mara Salcuni, referente Pandemia e Francesca Brancati, referente Equality Italia Capitanata (STATO@)

“A livello di Giunta regionale – Teresa Zaccaria, Consigliera di Parità (Supplente) Regione Puglia – si è raggiunta un’esatta parità nella rappresentanza delle donne, anche grazie alla sensibilità del Governatore Vendola; non così in Consiglio con sole 3 donne elette; da molto stiamo portando avanti una battaglia per la modifica della legge regionale; lo abbiamo fatto alla fine della scorsa legislatura, considerando che in Campania era passata la nuova legge e dove sono state elette 14 donne; ma data la mancanza della nuova legge (doppia preferenza campana, ndR) per la presente legislatura siamo partite con la raccolta firme: servirebbero dalle 20mila alle 50mila firme, sarà dura ma ce la faremo”.

Francesca Brancati Equality Italia Capitanata: “la nostra associazione si occupa di diritti civili, intervenendo in ambiti nei quali gli stessi diritti possono o sono stati già violati; la raccolta firme per la proposta di emendamento della legge elettorale è in linea pertanto con la nostra mission; crediamo nella necessità di fare rete; bisogna unire le forze ed i movimenti che lavorano per i diritti delle donne; una politica differente 365 giorni all’anno”.

Riequilibrio di genere/prossime modifiche legislative nelle parole dell’avvocato Amministrativista Giovanna Corrente: “in realtà dovrebbe esserci una modifica complessiva della riforma elettorale, anche sulla base della decisione del Consiglio di diminuire il numero complessivo dei consiglieri (da 70 a 60 ma dal 2015, ndR); da qui una rivisitazione complessiva delle modalità elettorali”.

Chiusura affidata al Presidente della Commissione Pari Opportunità Regione Puglia, Rosa Cicolella: “penso che questo nostro muoverci compatti – mediante la proposta di legge popolare – ha smosso un vero e proprio mondo intorno alla parità di genere; lo sviluppo della società passa mediante la parità; mediante un’ottica culturale diversa che superi le quote rosa accogliendo una legge che vada a risistemare un riequilibrio di genere che manca da troppo tempo”.


g.defilippo@statoquotidiano.it


Seguono interviste VIDEO
1) Rosa Cicolella, Presidente Commissione Pari Opportunità Regione Puglia,
2) Teresa Zaccaria, Consigliera di Parità (Supplente) Regione Puglia,
3)Giovanna Corrente, Avv. Amministrativista,
4) Francesca Brancati, Equality Italia Capitanata
5)Rita Rungetti, Rappresentante GenerAzione CANTIERE

VIDEO



Vota questo articolo:
10

Commenti


  • vittoria gentile

    Pari ma diverse e diversi! Perchè la diversità è un valore sano e imprescindibile. Tanti spunti interessanti di riflessione, perchè le tematiche di genere vanno risollevate per gli uomini, che hanno sempre fatto i soliti giochi, “con le candidature delle mogli, delle sorelle, delle amanti e anche delle colf, eventualmente, che così diamo una tinteggiatura rosa alle liste e stiamo apposto”. Come per le donne, che certo dovrebbero candidarsi di più. All’uso del linguaggio inveteratamente maschile soprattutto per le cariche istituzionali e gerarchicamente più elevate anche nelle aziende e non solo in politica.
    Ma il convegno non andava fatto nell’aula consiliare! Bensì giù in piazza del popolo perchè per tutte le tematiche importanti che i temi di genere si portano dietro (femminicidio incluso, ma più in generale il rapporto tra i sessi) è tutta la società civile, la gente comune, a doverne essere permeata e non solo gli addetti ai lavori. Con la raccolta firme per la legge elettorale si è andati chiaramente in questa direzione, ma di certo non basta.


  • luigi la riccia

    Capendo benissimo la situazione delle donne in politica , sono nettamente contrario alle quote previste per legge…in una societa emancipata come questa non e stato vientato a nessuna donna di entrare in politica e nei partiti….detto questo molti erori vanno ricercati nella cultura stessa di essere donne, che non si avvicinano alla politica , la donna deve imparare che deve essere lei ad entrare in politica e non ch ela politica deve entrare dentro la donna con una legge di salvaguardia……..che non sta ne’ in cielo e ne in terra……..la regione puglia e l’italia piu in generale dei paesi emancipati e l’unica nazione dove si fanno queste raccolte per tutelare un diritto che ha mio avviso gia esiste…..forse le donne dovrebbero imparare di piu a fare attivismo politico, come gli uomini….ed e proprio questo che manca….
    Non sono una persona maschilista intendiamoci……pero le quote previste per legge e’ una offesa all’intelligenza.


  • vittoria gentile

    Una forzatura sì. E su questo siamo tutti perfettamente d’accordo. Una cosa che suona tipo riserva protetta, antipatica quanto tutti e tutte siamo in grado di riconoscere. Ma se siamo qui a riproporre la questione dell’equa rappresentanza di genere nella politica è perchè da sempre! si punta il dito sulla questione femminile risollevata, ma mai! è stata veramente affrontata “la questione maschile” nell’occupazione, sistematica e totalizzante, della politica e di tutti i vertici aziendali, economici e anche sociali.
    Solo “colpa” delle donne che non militano?? No io credo anche “colpa” degli uomini che hanno presidiato e sempre “ritenuto naturale” presidiare il potere in tutte le sue forme (il tutto tra virgolette e dentro le virgolette c’è un mondo simbolico che si perde nella notte dei tempi, e solo per parlare della società occidentale..).
    Io non credo affatto che siamo una società emancipata. Gli uomini continuano ad uccidere le compagne perché non riescono a star soli e a “tollerare “l’onta dell’abbandono” (già circa 60 casi in sei mesi quest’anno) e saremmo emancipati? Nelle leggi magari sì, e parlo delle più recenti: ricordando soltanto che fino a pochi decenni fa lo stupro era un reato contro la morale e non la persona.. E noi siamo stati quelli emancipati, fighi e pari genere??
    Non è davvero una questione politica ma culturale più ampia (le donne continuano a fare tre, quattro cose contemporaneamente rispetto agli uomini e ciò non viene, nè è mai stato, minimamente considerato una “forzatura”, anzi. “Un’attitudine naturale” viene da sempre considerata, come mai?) Anch’io auspico la naturalità, la naturalità di poter dire che “dietro una grande donna c’è sempre un grande uomo”.
    Quando cambierà anche il linguaggio e i modi dire allora sì, probabilmente saremo davvero pari, diversi ed emancipati.
    Ma ripeto, la questione è culturale e quindi più ampia. Non si guardi, solo, la forzatura antipaticissima, non si guardi il dito, ma la luna e quella che è sempre stata “la questione maschile”.
    Perchè “la questione maschile”, che è millenaria, non ha mai davvero stupito nessuno?
    Io di questo mi sono sempre moltissimo stupita e le quote previste per legge mi fanno moltissimo arrabbiare. In parte per il non attivismo delle donne, moltissimo per “la questione maschile” mai risolta e vero zoccolo duro del problema. Quindi per favore guardiamo alla luna invece di fermarci, fissamente, a stupirci del dito che indica una luna grande così.


  • Luciano Anelli

    Su invito delle organizzatrici dell’incontro, vi ho partecipato venendo appositamente da Bari. Condivido pienamente il primo intervento qui riportato di Vittoria Gentile (non so se era presente). Nel secondo parla di “riserva indiana” mentre la proposta va nella direzione opposta di rappresentatività esatta della società ai nastri di partenza, senza prediligere o mettere steccati, che invece ora ci sono: pari dignità e uguale opportunità e non sicurezza di elezione (che sarebbe “quota di genere”). Bisogna andare fra la gente e spiegare, aprire gli occhi ! A Luigi Lariccia dico che ha fatto male a non partecipare all’incontro avrebbe avuto le idee più chiare su tutto e anche su come il mondo (non l’Italia) si sta muovendo. Se però era presente, forse era distratto, spero ! La sua posizione è esattamente invece da maschilista. Dico solo che è vero le donne dovrebbero avvicinarsi di più alla politica, ma contemporaneamente gli uomini a sostituirle in casa e nei servizi di cura verso i minori e gli anziani, ad andare più verso la famiglia e non verso il potere ! Lui lo fa ? Ha perso un’occasione.


  • claudio conoscitore

    Non vorrei far polemiche inutili, però magari prima di dare giudizi affrettati sull’impianto della proposta di legge, sarebbe utile leggere il testo. Non parla di quote, non mi spenderei in speculazioni filosofiche sulle donne che devono entrare in politica, perchè la realtà parla di partiti e non solo che per come sn strutturati non sono inclusivi delle donne.


  • Francesca Brancati

    il grado di civiltà di un paese si misura proprio dalla PRESENZA FEMMINILE NEI LUOGHI DELLA RAPPRESENTANZA. Quando le donne sono poche vuol dire che c’è un GAP, un DEFICIT DI DEMOCRAZIA. E’ necessario impegnarsi per COSTRUIRE UNA NUOVA CULTURA POLITICA, 365 giorni all’anno! Le donne non possono essere il tappabuchi all’interno del “contenitore elettorale” ,no . Le riempiliste!BISOGNA , NON “DARE” MA RICONOSCERE CITTADINANZA PIENA E ATTIVA ALLE DONNE PARTENDO DALL’INTERNO DEI PARTITI E DEI LORO ORGANISMI DIRIGENTI. Evidentemente il signor La Riccia non ha una conoscenza a 360° sull’argomento, pertanto mi piacerebbe invitarla ad essere presente nelle prossime occasioni, così che possa ampliare il proprio punto di vista sulla base di CONTENUTI reali e concreti. Saluti.


  • vittoria gentile

    Ero presente al convegno e per questo ne ho scritto che andava svolto giù! In piazza e tra la gente piuttosto che nell’aula consiliare, pur sede rispettabilissima.
    Uno sguardo concreto dentro ai partiti e uno all’ambiente culturale in cui sono inseriti i partiti, e non solo i partiti naturalmente. La prospettiva si allarga, e non se ne può che trarre giovamento. Comunque sempre sì al confronto anche tra sguardi differenti è pur sempre fermento e oro colato, piuttosto che il nulla.


  • luigi la riccia

    LA questione e di carattere culturale , c’entra poco il fatto che l’uomo presidia il potere….nessuno ha vietato alla donna di farlo.Il discorso e molto lungo e tortuoso non vale la pena commentare questo articolo..fatto sta che riserva ho non riserva , andare ad obbligare per legge non va assolutamente bene..e poi perche non costringete i partiti a farlo per statuto ??? ci sarebbero tante domande , ma evito commentare ulteriormente , chiaramente io ho evitato accuratamente di chimare questo femminismo , ma vedo che qualcuno tra chi commenta e restata inggabbiata ancora nei vecchi stereotipi chimandomi maschilista……buuuuuuuuu se questo e il buon giorno……..


  • luigi la riccia

    Carissima Francesca Brancati e Vittoria Gentile ,
    sono qui a scrivervi per darvi il mio punto di vista . Andando con ordine , circa 1 mese fa’ Il Presidente del Consiglio Regionale Introna ha consegnato a tutti i consiglieri regionali , la nuova bozza di riforma della legge elettorale pugliese, la bozza consegnata e’ la legge regionale elettorale della Campania , dove e’ previsto l’obbligatorieta’ della seconda preferenza ad esclusivo appannaggio delle donne. In questo periodo e’ in corso una raccolta firme da parte del comitato pari opportunita’ della Regione Puglia , raccolta firme per proposta di legge ad iniziativa popolare sul 50% di quote rosa nelle liste elettorali, che per essere accolta ha bisogno di 15.000 firme. Dopo vari martellamenti alla Regione per l’abbassamento della soglia da 15.000 a 5.000 firme da parte di molte parsone tra cui il sottoscritto in primis, , il presidente del guppo regionale del SEL e quello del PD , congiuntamente presentano una PDL di modifica statutaria per l’abbassamento della suddetta soglia…I due signori in questione hanno presentato questa PdL non per favorire la democrazia partecipativa dal basso , ma perche volevano aiutare in corso d’opera il comitato pari opportunita’ a raggiungere la soglia delle firme da raccogliere, chiaramente non e previsto giuridicamente .Vorrei ricordare che l’assesore Elena Gentile di cui io non ho niente di personale…ha aiutato notevolmente il comitato pari opportunita’, la cosa , sia chiaro e’ lodevole ma avremmo apprezzato piu che l’Assessore in questione ed i due capigruppo Regionali si fossero impegnati anche per la roccalta firme per abolire il suo e quello degli altri privilegi ( esempio abolizione totale del vitalizio ) a questo pero sono sordi sia Lei che gli altri , come voi ben sapete.
    Con un comunicato stampa del 10 giugno il consiglio regionale comunica che ci sara’ la consegna il 14 giugno di 20.000 firme……con un altro comunicato stampa del 15 giugno il consiglio regionale annuncia la presentazione di 25.000 firme Vorrei confermare il fatto che a Lecce citta e anche piu in generale in tutta la puglia l’ufficio elettorale ha certificato 33 firme…..in 3 mesi raccolte , autenticate e certificate tutte queste firme ?????? E’ lecito chiedersi dove hanno fatto la raccolta delle 20.000 – 25.000 firme.La cosa sa’ tanto di operazione politica a grandi livelli in quanto vogliono avere una pezza di appoggio in consiglio regionale , per dare come tu ben sai il contentino alla parita’ di genere sventolata da NICHY in tutte le salse, per fare campagna elettorale…ancora una volta state per essere strumentalizate.
    Altro discorso e’ invece sull’opportunita’ di avere una legge che obbliga la scelta di candidate donne, di cui sono contrarissimo ( e parlo a livello personale ) non vedo il motivo di fare un legge che obblighi , quando i diritti di candidatura sono stati dati anche alle donne ……..poi si puo intervenire anche con le modifiche statutarie dei partiti..perche non lo fanno i partitti??? Io credo , che sia piu’ una questione culturale delle donne , in una democrazia compiuta non dovrebbero esistere forzature di questo genere e di fatti in europa non ci sono queste leggi …..ma l’argomento e lungo e tortuoso ..vi lascio, avremmo sicuramente l’opportunita’ di parlarne in altra occassione.
    Detto francamente , mi dispiace per voi ma questa legge non si fara’, e non certo per colpa mia.
    luigi la riccia


  • vittoria gentile

    Per quanto mi riguarda. Solitamente non uso il termine maschilista come non mi piace femminista, come non mi piacciono tutti gli “isti” che suonano come forzature, dietro i quali suffissi non c’è la naturalità delle cose semplicemente acquisite bensì forzate e trascinate per i capelli.
    Per quanto sia personalmente grata alle donne che tra la fine dei ’60 e i ’70 hanno fortemente voluto porre al centro le questioni del femminile preparando così il terreno a leggi importanti per la tutela della dignità e della salute biopsicosociale delle donne (e penso anche, ma ovviamente non solo, alla 194).
    Per quanto riguarda la proposta di legge sul 50/50 e tutte le questioni politiche e partititiche annesse (lei cita anche l’assessora, non l’assessore attenzione, Elena Gentile) voglio sottolineare che non ne sono coinvolta nè direttamente nè indirettamente; ma l’ho volentieri appoggiata, questa proposta di legge, perchè fa parte di un percorso culturale ben più ampio che parte dalla politica, abbraccia e coinvolge i rapporti di genere e finisce sul tema dei femminicidi e della violenza sulle donne. Anche il mio personale appoggio alla campagna di comunicazione per Lorella Zanardo nel cda Rai rientra dentro questo percorso.
    Come vede, per quanto mi riguarda, tanti punti sono ugualmente importanti! E vanno al di là della proposta di legge 50/50, pur comprendendola.
    La questione culturale è degli uomini, e poi anche delle donne, lo ribadisco, e il fatto che in Europa non ci siano queste leggi vuol probabilmente dire, più semplicemente, che i partiti in Europa magari siano, da sempre, naturalmente più inclusivi per le donne di quanto sia sempre stato in Italia (al di là della propensione a candidarsi delle donne medesime).
    Non so se la legge si farà o non si farà, non entro nel merito di strumentalizzazioni e raccolte firme per altre questioni che costituiscono altri temi, che in ogni caso non sono di mio interesse e comunque ci allontanano dalle tematiche di genere.
    In ogni caso non ho mai pensato, nè mi verrebbe da pensare che se la suddetta legge non si farà “sarà per colpa sua”, semplicemente perchè
    non punto il dito verso di lei, nè ho alcun particolare pre-giudizio
    nei suoi confronti. Saluti (però si ricordi assessora e non assessore).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi