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Nota stampa

Riordino ospedaliero Emiliano risponde a Minervini

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Bari. Interrogazione urgente a firma del consigliere Minervini “Riordino Ospedaliero della Regione Puglia”. I punti sui quali ho chiesto delucidazioni sono due: la chiusura di alcuni reparti all’ospedale di Molfetta e il declassamento delle priorità della nuova edilizia ospedaliera nell’ospedale del nord barese. Sulle entrambe le questioni il presidente Emiliano ha risposto con una nota fornendo al consigliere interrogante la possibilità di esaminare i dati e di capire effettivamente le ragioni della scelta che il Piano prevedeva.

“Effettivamente – ha sottolineato Minervini – guardando con attenzione la ricca gamma di tabelle che sono state allegate alla risposta scritta, confermo la mia insoddisfazione. La chiusura del reparto di urologia di Molfetta resta, dalla lettura delle tabelle, assolutamente ingiustificata se confrontata con le prestazioni, sia dal punto di vista del loro valore economico, sia dal punto di vista degli indici di riempimento, di una serie di reparti del San Paolo (chirurgia, pediatria, unità coronarica, riabilitazione). Sono tutti al di sotto del reparto di urologia che viene chiuso. La lettura delle tabelle rende ancora più ingiustificata quella scelta”.

“Dalla lettura delle tabelle – continua Minervini – è emerso un dato che non c’entra niente con il punto, ma che mi sembra opportuno segnalarle che riguarda la ginecologia del San Paolo. Le segnalo, Presidente, che nella ginecologia del San Paolo i parti, e in modo particolare i parti cesarei, sono di gran lunga superiori ai parti naturali. È un dato che mi ha colpito sul quale io penso che faccia bene a prestare la dovuta attenzione”. “La seconda questione – sempre secondo Minervini – riguardava la nuova edilizia ospedaliera. Improvvisamente dalla programmazione l’ospedale del nord barese sparisce e viene declassato come non prioritario. La giustificazione che viene addotta nella risposta scritta è che in realtà diventa non prioritario perché riguarderebbe solo la chiusura dell’ospedale di Molfetta e di Bisceglie”.

L’esponente di Noi a sinistra ha detto in Aula che “il nuovo ospedale del nord barese comportava la chiusura non solo di Molfetta e Bisceglie, ma anche di Terlizzi, come viene ratificato nel piano; precedentemente Corato, che viene impropriamente aggregato fuori ASL con Andria e, prima ancora, Ruvo. Quindi, sono ben quattro gli ospedali che giustificano il carattere prioritario di quel nuovo presidio e che corrispondono a una popolazione di 250.000 abitanti, cosa che, peraltro, è stata formalizzata in tutti gli atti di programmazione precedenti”. Minervini ha chiesto al presidente come mai questa programmazione sia stata alterata, modificata. “Anche su questo, penso sia opportuno, in questa fase di interazione, che lei, come assessore, il Governo, insomma, ritorni sulla lettura di questi dati e riconsideri alcune scelte fatte” – ha concluso.

La risposta del presidente Emiliano. “È un problema di scelte. In questo momento, queste scelte non sono definitive. Avevo già avuto modo di dire, durante la presentazione del Piano di riordino, a specifica domanda del Sindaco di Molfetta, che mi interrogava sulla questione dell’ospedale del nord barese, che eravamo in gravissima difficoltà e che stiamo tentando di spingere sull’ospedale di Andria. La questione dell’ospedale San Paolo credo dipenda dal fatto che questo ospedale non può essere privato del reparto. Abbiamo un numero di urologie complessive che credo sia quasi il doppio di quello previsto dal decreto ministeriale.
Siamo in una fase di trattativa trincea per trincea e le richieste di tagli sono abbastanza forti, non escludiamo, possibili modifiche . Se saranno possibili soluzioni alternative, cercheremo di praticarle.



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