ManfredoniaMonte S. Angelo
A cura di Matteo Frattaruolo e Nicola di Bari

“Alcune riflessioni sul Bilancio della Città di Monte S. Angelo”

"Con il presente contributo intendiamo analizzare il Bilancio del Comune di Monte S. Angelo (Rendiconto 2015) dal punto di vista della sostenibilità delle entrate allo sviluppo della città e della qualità della spesa pubblica"


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Monte Sant’Angelo. La politica al servizio dello sviluppo: sostenibilità delle entrate e qualità della spesa. Alcune riflessioni sul Bilancio della Città di Monte S. Angelo.

Con il presente contributo intendiamo analizzare il Bilancio del Comune di Monte S. Angelo (Rendiconto 2015) dal punto di vista della sostenibilità delle entrate allo sviluppo della città e della qualità della spesa pubblica.

Lo facciamo per dare contezza ai cittadini di come vengono spese le imposte e tasse che ogni anno si pagano e, se le imposte e tasse locali che versiamo al Comune ritornano alla comunità in termini di servizi erogati e di accrescimento della ricchezza e dell’occupazione. Misuriamo in altri termini l’efficienza (allocazione ottimale delle entrate) e l’efficacia (qualità dei servizi offerti) della gestione delle risorse finanziarie pubbliche locali. Lo facciamo come cittadini e professionisti per dare praticità a quel senso di comunità che dobbiamo ritrovare dove ognuno si mette a disposizione della città per migliorarla e renderla più trasparente dopo le note vicende che hanno portato al commissariamento dell’attività comunale, sospendendo i valori costituzionali di democrazia e di rappresentanza.

Il lavoro che abbiamo fatto vuole essere anche un contributo all’impatto che le informazioni e l’analisi delle stesse possono avere sulle decisioni che il prossimo Governo della città deve prendere e attuare. Cercare, in altri termini di orientare la composizione del bilancio (spese ed entrate) in modo più favorevole alla crescita, verso la spesa per investimenti che da occupazione.
Gestire la cosa pubblica senza conoscere la struttura e la composizione del bilancio oltre che l’organizzazione della macchina amministrativa è come pilotare un aereo senza strumenti di bordo. L’informazione e la conoscenza sono beni pubblici da utilizzare per intervenire e decidere sulle cosa da fare specie in questo momento molto delicato per la città.
Il principio che governa la predisposizione e la gestione del bilancio pubblico è l’equilibrio finanziario, le entrate devono essere uguali alle uscite, art. 9 legge 243/2012 e 119 della Costituzione. Non si possono fare spese in eccesso rispetto alle entrate (c.d Fiscal Compact). Principio sancito da accordi Europei per stabilizzare e ridurre il debito pubblico degli Stati aderenti.

Il bilancio della nostra città (Rendiconto 2015) ha entrate e uscite complessive per Euro 13,7 milioni.

Le Entrate provengono da:
– Entrate tributarie Euro 6,7 milioni, costitute principalmente da IMU, addizionali Irpef, Tasi e Tari, Tosap;
– Trasferimenti correnti dallo Stato e altre amministrazioni pari a Euro 0,477 milioni (3,48% del totale entrate);
– Entrate extra tributarie Euro 3 milioni composte da vendita e servizi per Euro 1,1 milioni, recupero evasione Euro 29 mila, rimborsi Euro 1,8 milioni;
– Entrate per investimenti Euro 3,4 milioni di cui trasferite dallo Stato Euro 2,4 milioni, da Unione Europea Euro 15 mila, da alienazioni beni di proprietà dell’Ente 0,993 milioni.

Le Uscite sono impiegate per:
– Salari e stipendi Euro 2,8 milioni pari al 22,29% della uscite complessive e al 34% delle uscite correnti;
– Acquisti di beni e servizi Euro 4,8 milioni (rifiuti, scuola, trasporto etc) pari al 37,80% delle uscite totali e al 57% della spese corrente;
– Trasferimenti ad altre amministrazioni pubbliche Euro 0,519 milioni.
– Per Investimenti Euro 4,3 milioni.

Dall’analisi delle voci di bilancio si evince che, a saldi invariati, le entrate correnti (Euro 6,7 milioni) non coprono le spese correnti (Euro 8,2 milioni), pertanto esiste uno squilibrio delle partite correnti di Euro 1,5 milioni, coperto da entrate per trasferimenti da altre amministrazioni (Euro 0,477 milioni) e da entrate extra tributarie (Euro 3 milioni). In altre parole ciò significa che sommando tutte le entrate tributarie, trasferimenti da altre amministrazione ed entrate extra al netto della spesa corrente non si possono mobilitare investimenti pubblici che diano sviluppo e occupazione alla città. Se analizziamo la qualità della spesa per l’investimento notiamo che nel Rendiconto 2015 la spesa destinata allo sviluppo economico e competitività è stata pari ad Euro 82 mila, quella per l’agricoltura ad Euro 88 mila e al turismo Euro 37 mila. In altre parole la spesa che crea capitale sociale e sviluppo nei settori fondamentali dell’economia territoriale, Turismo e Agricoltura, è stata pari complessivamente a Euro 207 mila (2,5% della spesa corrente totale).

Per dare sviluppo, benessere e occupazione alla città è necessario orientare la spesa pubblica locale verso gli investimenti che costituiscono lo stock di capitale materiale ed immateriale indispensabile per innescare una crescita che sia stabile e duratura nel tempo (infrastrutture, rigenerazione urbana, infrastrutture informatiche, formazione, etc).
Infatti sono anni che a Monte Sant’Angelo non si realizzano opere pubbliche , occorre attuare una politica di investimenti in tal senso (nei settori produttivi e dei servizi) per alcune decine di milioni di euro, necessari per ridare slancio alla economia locale ed all’occupazione, dall’analisi fatta il bilancio comunale ha la capacità di cofinanziare tali investimenti, presentando progetti per intercettare finanziamenti regionali e/o comunitari.

Nella città di Monte S. Angelo ogni cittadino residente contribuisce in media alle entrate annuali per Euro 527 (entrate tributarie/popolazione residente) e ogni nucleo familiare per Euro 1.310 (entrate tributarie/n. famiglie). In altre parole ogni famiglia di Monte S. Angelo ogni anno sottrae in media circa il 7% del suo reddito disponibile per imposte e tasse locali (reddito medio dichiarato pari a circa euro 19 mila – dati 2015).

Sulla base delle analisi fatte le prime azioni del futuro Governo potrebbero essere: 1) verificare se ci sono spazi di evasione fiscale da recuperare e da destinare allo sviluppo della città, in particolare imprese e grandi contribuenti. Molti sono i modelli di verifica che correlano le necessarie informazioni; 2) misurare la produttività della spesa ed effettuare un’analisi dettagliata di tutte le voci di spesa corrente per poter eliminare sprechi, inefficienze e clientele varie anche attraverso una rivisitazione dei contratti in essere e, destinare le risorse recuperate allo sviluppo della città. Come emerge dal Rendiconto 2015 la voce acquisti beni e servizi incide per il 57% (Euro 4,7 milioni) della spesa corrente, recuperi di efficienza si traducono in più crescita e più occupazione per la città e meno profitti per le imprese che hanno comportamenti illegali soprattutto attraverso la corruzione.

L’ illegalità, in tutte le sue forme, è fonte di ingiustizia, è causa di minor benessere collettivo. Ci sono montagne di evidenze empiriche, di ogni tempo e di ogni luogo, che dimostrano che un sentiero di sviluppo non è in alcun modo, compatibile con un alto e diffuso livello di corruzione e di clientele. Le statistiche di “Transparency International” mostrano una evidente correlazione inversa tra alta corruzione, clientele e livello di sviluppo economico. Gli impedimenti istituzionali e culturali sono di fatto passività nascoste, un ambiente istituzionale mal costruito o instabile ostacolerà la performance economica. In altre parole se la cornice istituzionale premia la pirateria, allora nasceranno organizzazioni di pirati, se la cornice istituzionale premia le attività produttive, allora nasceranno aziende sane.

Il Rendiconto della Gestione mostra che le entrate per investimenti (Euro 3,4 milioni) provengono quasi tutte da trasferimenti di risorse statali (Euro 2,4 milioni) e da alienazioni di proprietà comunale (Euro 0,993 milioni). La provenienza di entrate per investimenti dall’Europa è pari a soli Euro 15 mila (0,43% sul totale entrate per investimenti).
L’elevato debito pubblico italiano pari al 130% del PIL (il terzo più alto del mondo rispetto alla ricchezza prodotta, prima di noi solo Giappone e Grecia) non consente da oltre un decennio allo Stato di fare i necessari investimenti che servono al Paese, anche come strumento di politica economica. Pertanto oggi per gli Enti Locali le risorse per lo sviluppo vanno ricercate in Europa, luogo in cui si decide e si programma lo sviluppo dei Paesi aderenti.

Il futuro Governo della città, se vuole essere per davvero la politica che crea sviluppo e faccia del lavoro una questione centrale perché riguarda l’integrazione sociale e la stessa identità personale, non può non istituire, anche in partenariato con altri comuni, un “ufficio progettazione Europa” composto da dipendenti comunali qualificati e da formare e, se necessario da risorse qualificate esterne, deputate all’individuazione e alla predisposizione dei progetti di finanziamento fattibili, per accrescere la dotazione infrastrutturale della città, soprattutto su progetti di sviluppo eco-sostenibili, turistici, culturali, sociali e di rigenerazione urbana.

Oggi più che mai la qualità della politica si misura sulla capacità di gestire al meglio le risorse umane, finanziarie, patrimoniali di cui dispone.

La politica deve avere una visione della società e indirizzare le risorse di cui dispone verso la realizzazione di quella visione anche attraverso innovazioni organizzative e gestionali della macchina amministrativa. Gli economisti direbbero: “alla politica spetta individuare obiettivi e strategie alla struttura amministrativa il compito di realizzarle in efficienza ed efficacia”.
Il governo della città se vuole assolvere il suo compito al meglio non può non avere consapevolezza delle responsabilità che la collettività gli affida nella gestione efficiente ed efficace delle risorse così come la macchina amministrativa deve comprendere che servire il bene comune mettendo in campo competenze diverse e lavoro di squadra è un privilegio. Il riscatto morale, sociale ed economico si avrà pienamente solo se la parte politica e quella amministrativa viaggeranno insieme, consapevoli che il loro dovere è servire al meglio la Comunità.

Non possiamo non augurare buon lavoro a chi avrà la responsabilità e l’onore di governare la città nei prossimi anni, il compito sarà difficile e lungo. Siamo certi che un buon Governo e una ritrovata Comunità consentiranno alla città di ritornare al posto che merita nel territorio, nel Paese, nel Mondo.

Gli Autori
Matteo Frattaruolo Dottore Commercialista e Revisore dei Conti
Nicola di Bari Manager-Imprenditore e Economista di Impresa

Riproduzione Riservata

“Alcune riflessioni sul Bilancio della Città di Monte S. Angelo” ultima modifica: 2017-06-07T09:51:26+00:00 da Redazione



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