Eseguite 19 misure personali e il sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 9 milioni di euro

Traffico rifiuti nel Foggiano, 19 arresti. 46 indagati (FT-VIDEO – III)

Ingente quantità di rifiuti nell’agro di Manfredonia e di altre zone della provincia dauna

Di:

Bari, 7 giugno 2017. “RIFIUTI”: la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, nell’ambito del fascicolo n. 8843/14-21 RNR, sta procedendo per i reati di cui agli artt. 110 c.p. e 260 D.lgvo 152/2006 (traffico organizzato di rifiuti in concorso); 319 e 321 c.p. (corruzione); 476-479 c.p. (Falso ideologico in atto pubblico); contravvenzioni ambientali ai sensi degli artt. 256 1° e 3° comma D.lgvo 152/2006 (realizzazione e gestione di discarica abusiva); illeciti amministrativi dipendenti da reato ai sensi del D.lgvo 231/2001 (responsabilità degli enti) , nei confronti, complessivamente, di 46 indagati (42 persone fisiche e 4 società).

Le indagini
All’esito delle complesse attività investigative, condotte dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari e dal personale del Commissariato della Polizia di Stato di Manfredonia, il GIP presso il Tribunale di Bari, accogliendo le richieste di quest’Ufficio, ha disposto l’applicazione di 19 misure cautelari personali (5 in carcere, 9 ai domiciliari, 2 obblighi di dimora, 2 divieti di dimora e 1 divieto di esercizio dell’attività d’impresa) nonché il sequestro preventivo di beni per il valore complessivo di oltre 9,3 Milioni di Euro.

Oltre 130 sono gli uomini della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato che stanno operando per l’esecuzione delle ordinanze nelle città di Bari, San Severo (FG), Cerignola (FG), Zapponeta (FG), Casalnuovo di Napoli (NA), Pozzuoli (NA), Pollena Trocchia (NA), Mariglianella (NA), Napoli, Barletta (BT), Mola di Bari (BA), Gravina in Puglia (BA) e Modugno (BA).

I sequestri
In particolare i sequestri, disposti anche ai sensi del D.lvo 231/2001, hanno per oggetto numerosi conti di due delle società coinvolte e di alcune delle persone fisiche indagate, le quote societarie e l’intero compendio aziendale di una delle società stesse ed, infine, 70 ettari di terreno situate nelle zone di Manfredonia, San Severo, Zapponeta e San Paolo Civitate, oggetto di sversamenti illeciti di rifiuti speciali.

Le perquisizioni
Contemporaneamente, è stata data esecuzione a 9 decreti di perquisizione locale nei confronti di alcuni degli indagati.

Il traffico dei rifiuti
Il traffico dei rifiuti, monitorato attraverso una capillare attività investigativa supportata dall’ utilizzo di sofisticata strumentazione tecnica, si è sviluppato lungo la direttrice Napoli- Foggia e ha disvelato l’esistenza di una organizzazione criminale che ha riversato, illecitamente, una ingente quantità di rifiuti nell’agro di Manfredonia e di altre zone della provincia dauna, con la complicità di una società di servizi ambientali di San Severo (FG) -la LUFA SERVICE srl- nonché attraverso l’impiego di automezzi dell’impresa PULITEM srl di Casalnuovo di Napoli.

Questo lo schema con cui si svolgeva l’attività delittuosa: i rifiuti, provenienti dalle province di Napoli e Caserta, sono stati prima convogliati presso la LUFA SERVICE -con quantitativi assolutamente superiori rispetto a quanto consentito dall’’autorizzazione provinciale- per essere successivamente smaltiti (dopo una mera parvenza di trattamento di compostaggio) su terreni -che venivano, di fatto, utilizzati come discariche- nella disponibilità della stessa LUFA Service ovvero di terzi rivelatisi, talvolta, soggetti compiacenti.

Il totale del materiale illecitamente sversato, dal 2010 al 2014, è stato quantificato nell’ambito di un range che raggiunge, come previsione massima, il quantitativo di circa 100.000 tonnellate.
In connessione con questi illeciti, sono state accertate ulteriori condotte delittuose, tra cui alcuni reati di falso ideologico nonché alcuni episodi di corruzione che vedono coinvolto un pubblico ufficiale, dirigente di una Unità Operativa Complessa dell’ARPA PUGLIA.

Le misure cautelari
Tra i destinatari di una misura di custodia cautelare in carcere un proprietario di terreni nato a Manfredonia ma residente a Zapponeta; fra i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari: un dipendente della Lufa service nato a Mattinata, residente a San Severo, un proprietario di terreni originario di San Giovanni Rotondo, il politico di San Severo, Primiano Calvo.

Fra i destinari di obblighi di dimora: dipendenti della Lufa Service.

ELENCO NOMINATIVI * CONFERMATO DAGLI INQUIRENTI

ELENCO NOMINATIVI * CONFERMATO DAGLI INQUIRENTI

Info terreni interessati dallo sversamento di rifiuti
Complessivamente sono 100mila le tonnellate di rifiuti sversate illecitamente in Provincia di Foggia.

Come confermato dagli inquirenti, la maggior parte in terreni di Manfredonia (località: “Il bunker”, Sciale degli Zingari, Località 10 Carri, Isola degli Olivi di Torelli), Zapponeta (Masseria Lipari, La Marchesa), San Paolo di Civitate (Contrada Boccadoro), San Severo (Località Falciglia).

Gli sversamenti indicati sarebbero avvenuti nell’arco di 7 anni.

Risultano tra l’altro indagati originari di Manfredonia e Zapponeta, proprietari di terreni.

fotogallery enzo maizzi

Le dichiarazioni dei politici
Traffico rifiuti. Mongiello: “La terra produce il cibo che nutre la vita, non è la tomba dei rifiuti tossici”
“La terra è dove mette radici il cibo che nutre la vita, non la tomba di rifiuti tossici sversati illegalmente per ottenere profitti illeciti”. Lo afferma l’on. Colomba Mongiello, vice presi-dente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla contraffazione, in relazione all’inchiesta della DDA di Bari per traffico organizzato di rifiuti, falso e corruzione che “ha fatto emergere l’inquinamento di 70 ettari di terreno agricolo nella provincia di Foggia”.

“L’attività di intelligence condotta dalla magistratura e dalle Forze dell’Ordine, che ringrazio per la professionalità e l’impegno – continua Mongiello – ci pone di fronte all’ennesimo stupro ambientale compiuto da pseudo imprenditori senza scrupoli con la complicità di funzionari pubblici infedeli ed ex amministratori pubblici che militavano nel disciolto Popolo delle Libertà. Quei 70 ettari negli agri di Manfredonia, San Severo, Zapponeta e San Paolo Civitate sono una minima parte della vastissima superfice agricola foggiana – conclude Mongiello – è bene, però, non abbassare mai la guardia e preservare la salubrità dei terreni per garantire quella di chi acquista e consuma il cibo made in Capitanata”.

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redazione stato quotidiano.it – riproduzione riservata



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Commenti


  • Redazione

    EMERGENZA AMBIENTALE IN PROVINCIA DI FOGGIA
    CERA: “FENOMENO SOTTOVALUTATO. UN SUMMIT TRA LE REGIONI MERIDIONALI”

    Bari, 7 giu. – Si faccia un summit tra tutte le regioni meridionali sul tema della emergenza ambientale, per evitare che il traffico illecito dei rifiuti sia una questione affrontata dalle singole regioni, che non hanno capacità di contrastare efficacemente il fenomeno.
    L’operazione dei carabinieri, che hanno messo fine all’illecito traffico di rifiuti tossici in provincia di Foggia, deve far riflettere non solo per il grado di pericolosità che le organizzazioni criminali hanno raggiunto in materia ambientale, ma anche per perverso intreccio tra malaffare e pubblica amministrazione.
    Il traffico illecito di rifiuti pericolosi non è un tema circoscritto alla realtà della Capitanata, ma l’allarme riguarda tutta la Puglia e, direi, l’intero Mezzogiorno.. Non esistono, in tema ambientale, zone franche. L’emergenza riguarda la nostra regione e il Sud Italia.. Per questo è necessario agire in fretta e mettere in campo tutti gli strumenti per contrastare il fenomeno, evitando che gli errori del passato, i silenzi e le complicità del presente, possano diventare gli alibi del futuro.
    Sarebbe opportuno che il Consiglio regionale dedicasse ampio approfondimento all’emergenza ambientale, così come auspico che la commissione regionale di studio sulla criminalità dedichi un incontro sul tema della illegalità ambientale, magari in un’apposita convocazione a Foggia, alla presenza dei sindaci, dei rappresentanti delle forze dell’ordine e degli esperti nel settore.


  • svolta

    Ai pubblici dipendenti e relativi amministratori pubblici, qualora coinvolti in tali specifici reati, oltre che le pene detentive spettanti per tali specifci reati penali, gli si devono confiscare tutti i beni acquisiti durante la loro attività lavorativa, automaticamente e senza tanti fronzoli.


  • Redazione

    C’è del marcio in Daunia. E questo lo sapevamo. Molto poco tempo fa, una
    discarica è bruciata in via Castelluccio, fuori Foggia. Una colonna di fumo
    tossica proveniente da una discarica abusiva, più volte denunciata dagli
    abitanti della zona.
    Oggi, 19 persone, imprenditori, dipendenti pubblici, politici, sono state
    arrestate per traffico illecito di rifiuti, discarica abusiva, corruzione e
    falso ideologico in atto pubblico. Tra le 25.000 e le 100.000 tonnellate di
    rifiuti riversate nelle nostre campagne generando un vero e proprio
    disastro ambientale. Tra i politici spicca Primiano Calvo, esponente
    sanseverese di Noi con Salvini. Mentre i potenti del mondo si apprestano a
    riunirsi a Bologna per parlare di ambiente, qualche altro soggetto di meno
    potente ma non meno arrogante, non si fa problemi a collaborare con i
    mafiosi.
    Non è il primo caso in cui imprenditori, dirigenti della pubblica
    amministrazione e politici vengono indagati e poi arrestati per scarico di
    rifiuti illegali. La flora e la fauna della provincia di Foggia sono state
    messe alle corde più volte a causa di sostanze tossiche rilevate nei corsi
    d’acqua..
    Come studenti, riteniamo che sia necessario fare chiarezza sulle attività
    di smaltimento dei rifiuti del nostro territorio, e il coinvolgimento di un
    dirigente ARPA nei fatti relativi a questa indagine è emblematico: come
    possiamo sentirci al sicuro, se chi dovrebbe assumersi la responsabilità
    della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini è immischiato in
    attività criminali?

    *UCRONìA*
    *UDS – PROVINCIA DI FOGGIA*
    *LINK FOGGIA*


  • Alchimista

    Il problema è sempre lo stesso, chi controlla i controllori.
    Un sistema politico, di amministrazioni pubbliche controllate da politici, senza ne arte ne parte messi la da una partitocrazia che non vuole morire.
    Non posso immaginare che un dirigente dell’ARPA sia tra i fautori di questo attentato alla salute collettiva.
    Non bastano mai i soldi che ….
    A quando una legge che li radia per sempre da ogni carica pubblica e poi una giacca nera con la toppa bianca dove scrivere ho —-


  • mikele

    È che in daunia mafia istruzioni e politica sono la stessa cosa….


  • Luigi

    Sono semplicemente dei figli di *-


  • ROBY

    Diamogli una dimora FORZATA su quei terreni , con annessa coltivazione di orto per il loro fabbisogno ……. Cosa ne dite ??? (attendiamo l’esito delle indagini e del procedimento,grazie,ndr)

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