Manfredonia

Mangàno: “Umbra Forest Folk: nessuno finanzia”

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Un momento di una passata edizione dell'Umbra Forest Folk (St)

Manfredonia – “COME si fa a garantire la continuità di una manifestazione di successo quando mancano i fondi pubblici?”. Analogamente a Suoni in Cava , è quello che si chiedono gli organizzatori dell’Umbra Forest Folk.

La soluzione secondo gli stessi è la “solidarietà”. “Bisogna fare rete con tutti i festival della Capitanata”.

“Eppure queste sono tutte realtà, private certo, ma pur sempre di successo, conosciute al pubblico e che danno vita a progetti che spesso superano la breve durata di una manifestazione estiva e proseguono durante il resto dell’anno, magari all’estero. Realtà che però, anche se imprenditoriali, come la maggior parte delle realtà artistiche hanno bisogno per vivere di un sostanzioso contributo pubblico per restare a galla, soprattutto in questi ultimi anni. Ma visto che questo aiuto delle istituzioni si fa desiderare un po’ troppo, il direttore artistico dell’ Umbra Forest Folk – M.Mangàno – lancia un grido per “unirsi e creare una rete”. “Per aiutarsi, collaborare e battere i piedi. Che tutti insieme si fa più rumore”.

“Questa rete vuole essere un segnale. In fin dei conti le nostre sono realtà che già da anni collaborano. Adesso vogliamo utilizzare questo progetto non solo come provocazione, ma anche per razionalizzare le spese e la promozione dei festival” . “Vogliamo sapere quanto le istituzioni ci considerano parte del tessuto culturale del nostro territotio. Noi ci siamo, ma non ci sentiamo assorbiti, non ci sentiamo parte dell’offerta culturale della Provincia di Foggia. Eppure forniamo un servizio. Il Festival Umbra Forest Folk è già pronto per partire, ma per ora non ci sono finanziamenti e tantomeno nemmeno un Ente si è fatto vivo”.

UFF (ST-Ph:Dervis/Tiziana)

“L’anno scorso il festival si è autofinaziato dalla stessa Associazione (costo euro 13,000,00),nemmeno un ente si è fatto avanti. In quattro edizioni (dal 2008 al 2011), il festival è stato seguito da 15.000 persone, ha ospitato 220 artisti tra band, solisti e artisti e cultori provenienti da tutto il mondo con una programmazione che ha toccato le molteplici filiazioni del folk-etnico”.

“Noi lavoriamo tutto l’anno, non solo le settimane prima dell’evento. Nell’ambiente dello spettacolo si lavora con largo anticipo, se vogliamo avere artisti e ospiti sempre nuovi dobbiamo fermarli quasi un anno prima, poco compatibile con i finanziamenti che arrivano oggi”, continua Màngano: “I festival come i nostri all’estero hanno budget sei volte maggiori di quello che ci possiamo permettere noi. Così si lavora soprattutto attraverso la continuità, la professionalità e il prestigio che ci siamo costruiti negli anni”.

“La storia di questi festival deve essere conosciuta. Alcuni di noi hanno alle spalle più di trent’anni d’attività e il pubblico cambia. Ci assumiamo ogni anno grossi rischi imprenditoriali, ma siamo semplici associazioni. Il Comune di Monte Sant’Angelo fa quello che può e lo ringraziamo, come anche il Comune di Vico del Gargano,e la Provincia di Foggia e l Regione Puglia ,Il Parco Nazionale del Garganoa invece ormai latita da un bel po’ di tempo», prosegue Màngano, del Festival Musicale Umbra Forest Folk. “L’estate ha un colore speciale qui nel Gargano con i nostri festival, ogni anno raccontiamo un po’ della nostra storia”. Conclude Màngano “se il nostro festival non lo vogliono più, che me lo dicano. Altrimenti che ci aiutino”.


Redazione Stato



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Commenti


  • germano78

    E purtroppo Sig. Mangano è meglio incentivare il piccolo orto sul balcone di casa spendendo 10.000 euro di semi (CHE CRETINATA) e non far scoprire al turismo bellezze e spettacoli della nostra terra.
    L’anno scorso sono stato con la mia famiglia al Umbre Forest Folk e le posso garantire che è stato uno spettacolo BELLISSIMO.

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