Cronaca

Pasqua a Potenza: popolo non ha acclamato un faraone; esposto contro PA

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Tra l'altro nella foto: Gentile, Pasqua, Salcuni (st)

Foggia – “IL popolo di Apricena ha eletto un sindaco pro tempore, non ha acclamato il faraone. E’ tempo che le istituzioni chiamate a presidiare e tutelare la legalità e la democrazia intervengano per farlo comprendere a Potenza“. Così il capogruppo della lista Valori in Comune Tommaso Pasqua spiega la decisione, concertata con tutti i consiglieri di minoranza e condivisa dai partiti rappresentati dalla lista Valori in Comune (PD, Comunisti italiani, IdV, Udeur, UdC, PS, SEL) di abbandonare l’Aula del Consiglio comunale pochi minuti dopo l’inizio dell’Assise e di presentare alla stazione dei Carabinieri un formale esposto contro la violazione del Regolamento del Consiglio stesso.

A determinare l’iniziativa e’ stata la modifica “unilaterale e immotivata” dell’Ordine del giorno dell’Assemblea stilato dalla Presidenza del Consiglio comunale dopo la Conferenza dei Capigruppo. “A qualche ora dall’inizio della seduta ci e’ stato notificato un documento diverso da quello concordato – spiega Tommaso Pasqua – che prevede lo slittamento all’ultimo punto di interrogazioni, interpellanze e ordini del giorno e delle eventuali risposte dell’Amministrazione. Oltre ad aver violato una prassi istituzionale consolidata, giacché tutti i Consigli comunali ordinariamente svolti ad Apricena sono aperti dagli atti ispettivi e dalla interlocuzione tra la Giunta e l’Assise, il sindaco ha imposto al presidente del Consiglio di ignorare il regolamento e le decisioni della Capigruppo, mettendo sotto tutela politica una figura istituzionale di garanzia”.

Di fronte alla pregiudiziale sollevata dai consiglieri di minoranza “Potenza ha affermato di essere il sindaco eletto dal popolo, dunque di poter organizzare l’attività amministrativa come meglio ritiene più opportuno – continua il capogruppo di Valori in Comune – E’ del tutto evidente che ad Apricena si stia profilando una vera e propria emergenza democratica, determinata dal delirio di onnipotenza di una persona ancor più evidentemente inadatta e inadeguata al ruolo istituzionale e politico che riveste. Antonio Potenza non ha compreso che tocca a lui servire il popolo, rispettando la legge e agendo con senso di responsabilità, e non servirsi del popolo e delle istituzioni che lo rappresentano.

Proseguendo su questa pericolosa e antidemocratica china – conclude Tommaso Pasqua – il sindaco otterrà solo l’inasprimento dello scontro politico e istituzionale ed a pagarne le conseguenze sarà la città, meno importante della sua furiosa e insensata crociata ideologica”.


Redazione Stato



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