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La Regione ha messo a disposizione 50mila euro

Chiesa di Sant’Agata: tele e affreschi antichi sotto le intemperie

I cittadini: “La Curia ci spieghi”

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Sant’Agata di Puglia. La Regione ha messo a disposizione 50mila euro, una raccolta fondi ad opera di una confraternita locale una cifra pari, Michele Perrone, noto costruttore di Foggia con origini santagatesi, 100mila euro per la ristrutturazione della Chiesa Madre di San’Agata di Puglia. In totale 200mila euro per salvare un patrimonio storico e artistico. In questi giorni qualcuno ha espresso la volontà di smantellare il ponteggio – sempre messo a disposizione Perrone – utilizzato per quasi due anni per il rifacimento del tetto. “I lavori sono stati completati al’80% – denuncia Leonardo Capano, presidente di ‘Promozione Sociale Santagatesi nel Mondo- altre interruzioni negli anni passati hanno provocato, per le infiltrazioni di acqua, il distacco dell’intonaco nella navata dove è conservata la Tela di Pacecco De Rosa, risalente al 1600”.

Berardino: “Vorremmo risposta dalla Curia”. La tensione in paese è cresciuta, soprattutto fra la gente che non solo vede chiusa la propria cattedrale ma che non comprende il perché di queste stop ai lavori. Dall’ufficio tecnico del Comune fanno sapere che, appunto, il proprietario è la Curia, il “proprietario di casa deve decidere cosa fare: probabilmente staranno pensando ad un progetto perché se uno ha a disposizione 200mila euro non li butta via così”. Intanto la situazione è giudicata “drammatica” dall’associazione dei santagatesi che ha sollevato il caso. E che invita a recarsi in zona per prenderne atto. Samanta Berardino, addetto stampa dell’associazione, spiega: “I soldi ci sono il problema sono le autorizzazioni. La chiesa è chiusa, dichiarata inagibile, l’hanno visitata ultimamente solo i vigili del fuoco. Nel verbale è stata rilevata la presenza di tarli e muffe. La cripta sotterranea è dipinta a mano con scene della passione di Cristo i cui volti raffigurati rappresentano la gente del posto. Sono di Enzo Liberti, artista degli anni ’60 morto qualche anno fa, opera molto pregiata. In una zona in cui le precipitazioni sono copiose il danno causato può essere irreversibile”.

La Chiesa ha un impianto normanno, ma sono gli arredi sacri, i trittici lignei, i pezzi del ‘400 e ‘500, le tele di scuola napoletana del ‘600 che rischiano di andare in malora senza un tempestivo intervento. Sulla questione è intervenuta anche la Sovrintendenza già nelle prime fasi, tre anni fa quando la Curia, probabilmente, pensava di affrontare un lavoro di manutenzione ordinaria per constatare, invece, la straordinarietà dell’intervento. Sottolinea l’associazione: “Non conosciamo nemmeno la stima dei danni dopo le infiltrazioni d’acqua di quest’inverno”. Fanno appello al Ministero dei beni culturali, oltre che alla Curia cui è stato inviato il verbale dei vigili del fuoco. I lavori sono stati interrotti. “Noi vorremmo una risposta dalla Curia – prosegue Berardini- perché c’è questo disinteressamento, perché i lavori sono stati sospesi? Forse c’è un problema di progettualità, a chi devono essere affidati i lavori? Perché i soldi sono per i lavori e non per i progetti, ma credo che la questione con il dialogo si potrebbe risolvere. L’arcivescovo ci piacerebbe incontrarlo anche sant’Agata ma finora non abbiamo mai avuto quest’onore. Abbiamo cercato contatti diretti o attraverso il parroco della chiesa di San Nicola, un sacerdote polacco che attualmente è in ferie nel suo paese, ma senza esito. C’è un’assoluta mancanza di comunicazione”.

Il temporale del 9 giugno. Su Artemisium web tv, una rete televisiva del posto, il presidente Capano scrive: “9 Giugno 2016. Un violento temporale si è abbattuto in queste ultime ore, una scarica elettrica ha colpito la parte alta del paese provocando moltissimi danni alle apparecchiature elettriche e telefoniche…..Questa abbondante caduta di acqua si è riversata attraverso la falla del tetto nella nostra chiesa madre. Io ancora una volta imploro i responsabili di mettersi una mano sulla coscienza….che provvedessero a riprendere i lavori perché la copertura finanziaria c’è. Sarei del parere domani di organizzarci, e chi sta bene di salute salire sul tetto ed andare a mettere un telone.” Prima che si esprimesse l’intenzione di smantellare il ponteggio.

(A cura di Paola Lucino, Redazione Stato Quotidiano.it – Riproduzione riservata)



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Commenti


  • Pasquale

    Oltre l’interessamento della regione Puglia e quello di un costruttore, itutti gli altri cittadini di Sant’Agata cosa hanno fatto per salvare la propria Cattedrale??.
    Forse in un primo momento il disinteressamento e’ in primo luogo di tutto il paese, che non e’ capace di stendere un telone di copertura, in attesa di iniziare i lavori di ristrutturazione.

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