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“Andria, la Camera di Commercio è morta senza neppure il funerale”

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Pare non sia stata allestita nessuna camera ardente né si abbia notizia che la salma sia stata trattenuta per l’ultimo saluto nella lussuosa casa funeraria di corso Cavour a Bari. Non si ha notizia neppure di un degno e doveroso funerale per quello che, al momento della sua inaugurazione, venne presentato quale punto di riferimento non solo per la città di Andria ma per l’intero territorio, soprattutto area murgiana, per usufruire di servizi all’avanguardia nella prospettiva che lo Sportello distaccato della Camera di Commercio di Bari, allocato nel giovane e popoloso Quartiere Europa di Andria diventasse, di lì a qualche anno, la Sede Distaccata Territoriale della nuova Camera di Commercio della Provincia Barletta – Andria – Trani, con probabile sede legale nel comune di Bisceglie. Nulla di tutto questo perché i venditori di fumo di allora hanno lasciato i testimoni ad altrettanto “degni” venditori di banane che hanno stravolto i piani di sviluppo e di progresso di questo territorio facendone merce da discarica e distruggendo tutto ciò che c’era da distruggere. Il Patto Territoriale, le Agenzie per lo Sviluppo, per l’Occupazione e per il Turismo; i Distretti Produttivi, le Aree di Sviluppo Industriale, i Piani Strategici del Commercio e la Pianificazione Territoriale Integrata e persino lo stesso Ente Provincia, di fatto mai nato se non per foraggiare lobbie di supporters e dispensare benefici che ancora oggi non hanno smesso di appagare la bramosia di potere e di denaro di politici, burocrati, portaborse, staffisti e servitori vari.

Poiché la distruzione avrebbe dovuto essere totale si è anche distrutto ciò che non era mai neppure nato quindi la stessa Camera di Commercio della Bat. Infatti già prima ancora che nascesse, avendone tutti i requisiti perché potesse essere istituita, è stata distrutta grazie anche alla mano pesante di chi dietro quei venditori di banane è sempre ben celato e con i quali si spartisce il dolce frutto africano climaterico. Parlo dei polisindacalisti asserviti e di qualche altra razza di girotondisti sempre alle costole dei potenti, con la lingua di fuori e il cappello in mano pronti a raccogliere le briciole cadenti. La Camera di Commercio della Bat dunque non è mai nata e nessuno, ancora oggi, ha il coraggio di riferire come realmente siano andate le cose, ritenendo di portare anche quel segreto dinnanzi al Creatore. Anche quei silenzi fanno parte degli altri, lunghissimi, che hanno segnato senza inchiostro e senza lasciar traccia la storia di questo territorio. Poiché anche ai funerali c’è chi porta un fiore o esprime al microfono un buon sentimento o ricordo del morto, anche la politica e la burocrazia hanno voluto lasciare il loro piccolo segno. Addirittura l’intero consiglio comunale di Andria, seppur tardivamente quindi “giusto per …” , ha ritenuto di occuparsene nella massima assise con la proposizione di un ordine del giorno addirittura licenziato all’unanimità, condiviso con tutte le forze politiche, praticamente tutte quelle che abitualmente fanno finta di litigare ma solo per un poco, praticamente solo per alzare la posta.

Quell’ordine del giorno prevedeva un interevento diretto presso le massime istituzioni della Camera di Commercio di Bari, cioè quegli altri nominati che si sono seduti sulle poltrone rosse, rappresentando meno del 10% delle imprese iscritte (dato numerico anch’esso tutto da verificare in difetto), senza avere un mandato di base delle centinaia di migliaia di Imprese non rappresentate. Un intervento della massima istituzione locale affinché lo Sportello della Camera di Commercio restasse aperto ed operativo ad Andria, con un bacino d’utenza importante da difendere. La richiesta era quella di impegnare l’amministrazione a svolgere un ruolo rilevante verso gli organi competenti per evitare che fosse chiusa la sede andriese.

Un ruolo talmente importante che ad oggi, a distanza di due mesi dall’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale, non si ha notizia di quale istanza sia stata inviata ai dirigenti della Camera; se siano stati proposti locali alternativi nelle disponibilità del comune, come quelli in via Bari, a costo zero per la C.C.I.A.A. o quale altra proposta sia emersa dal cilindro dei geni di Palazzo San Francesco per dissuadere i camerali dall’esecuzione dell’omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Non si conosce dunque quale sia stata la risposta meditata dai dirigenti camerali, compresi i cosiddetti “Rappresentanti” di questo territorio che, numerosi, siedono proprio nella Giunta camerale e che hanno contribuito affinché si consumasse il fattaccio, votando all’unanimità l’esecuzione del mandato.

Qualora ci sia concesso, sia concesso ai cittadini, agli imprenditori ed alle categorie di saperlo, la presente nota, sotto forma di comunicato pubblico ma anche di formale richiesta, viene altresì inviata alla Presidente del Consiglio comunale della città di Andria affinché renda disponibili dati ed informazioni inerenti l’intera vicenda con la produzione pubblica della documentazione inviata alla Camera di Commercio di Bari a sostegno della richiesta deliberata dal C.C. e l’eventuale risposta da parte dell’Ente ricevente.

Visto che siamo in tema sarebbe altresì interessante sapere anche quali esiti abbiano avuti le azioni simili adottate dal Consiglio Comunale di Andria in merito alla Direttiva Bolkestein e cosa abbia risposto il Governo nel merito, se mai abbia riscontrato le note comunali qualora siano mai state al medesimo Governo inviate dall’incaricato.

Andria, 7 luglio 2017

*Presidente UNIBAT



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