Manfredonia
Il villaggio di Pax si può caratterizzare dalla convivenza pacifica della diversa umanità che diventa unità vitale in un luogo reso caratteristico da uno stile urbano continentale

Manfredonia: “Un piano di sviluppo globale ispirato da un villaggio originale”

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Manfredonia, 7 luglio 2017. In tempi di crisi si sa che è la necessità ad arguire l’ingegno, quando poi è associata ad un sogno bisogna fare virtù dei propri talenti per poterlo realizzare. Nel sud Italia, i talenti non sembrano mancare, certo c’è ancora chi cerca di espatriare in luoghi più consoni per potersi realizzare. Ebbene un luogo congeniale per poter coltivare il proprio talento, sperimentando nuovi modelli di convivenza e di sviluppo ecosostenibile può essere Pax: “il Villaggio globale ispirato da un sogno”. Sostanzialmente tale villaggio si può realizzare “di sana pianta” nei pressi del Gargano, di modo che lo sperone d’Italia, possa accendere speranze e prospettive degne di stimabili civiltà evolutive.

In sintesi il villaggio di Pax si può caratterizzare dalla convivenza pacifica della diversa umanità che diventa unità vitale in un luogo reso caratteristico da uno stile urbano continentale.

Immaginate un villaggio popolato da europei, asiatici, americani, africani ed australiani, che laboriosamente e pacificamente convivono in quartieri caratterizzati dallo stile architettonico del luogo di provenienza. Un esempio può contribuire a rendere più chiaro il concetto ripreso da un sogno originale che in conclusione potremo ricordare. Pensate che in tale nuovo villaggio ( di cui riportiamo la bozza di piantina in copertina) gli asiatici abitino in un quartiere reso inconfondibile dalle caratteristiche case in stile pagoda, in prossimità di altri quartieri abitati da altri forestieri, ciascuno apportatore di peculiarità, che possono fare di tale luogo un luogo permanente d’incontro. Valutare un piano di sviluppo globale ispirato da un villaggio originale, può rappresentare una chance per lo sviluppo a tutto spiano con interessanti prospettive socio – culturali ed economiche incluse quelle architettoniche. Per questo di recente l’iniziativa, che col tempo può essere approfondita ed argomentata, è stata posta all’attenzione dell’amministrazione comunale di Manfredonia. Così la nostra città può divenire un modello per l’accoglienza contribuendo a dare forma ad un mondo interconnesso anche da interessi economico-sociali e lavorativi, che possono divenire banco di prova di una reale integrazione e di uno sviluppo sostenibile, alternativo al deleterio sviluppo del petrolchimico, che altrove potrebbe cercare maggiori standard di sicurezza per la sua realizzazione. Questa iniziativa vuole essere uno stimolo a lavorare assieme ad un G.P.L. cioè ad un Grande Progetto Lavorativo ispirato al sogno di realizzare un villaggio satellite per la città di Manfredonia.

La fattibilità del “sogno” probabilmente necessiterà di una cooperazione internazionale che ad es.: l’O.N.U. può offrire anche in considerazione del fatto che i suoi scopi e principi statutari si possono sposare benissimo con la possibilità di realizzare il villaggio satellitare per la convivenza della diversa umanità, da alcuni considerato un expo permanente di fratellanza pacifica ed universale. Inoltre è plausibile che l’iniziativa sia fattibile anche finanziariamente, richiedendo piccoli sforzi economici ad ogni singolo stato aderente, che potrà mettere a disposizione della nostra città anche una cifra idonea al buon funzionamento amministrativo di un comune che potrà concedere un sito idoneo per poter realizzare quanto il sogno ispira. Sostanzialmente gli stati partecipanti all’iniziativa della realizzazione del villaggio globale, possono stanziare i fondi necessari per le spese infrastrutturali e di controllo del territorio atte a garantire dei servizi utili alla comunità. Per questo tale proposta è stata condivisa oltre che con i rappresentanti locali, associazioni di categoria, enti specifici, anche con i membri del M.I.S.E., del governo italiano, compreso il premier Gentiloni, che in questi giorni parteciperà al G 20.

Ricordiamo che la creazione del Gruppo dei 20 (G20) venne annunciata dai Ministri delle Finanze dei G7, riuniti a Washington DC il 25 settembre 1999, con l’obiettivo di affrontare le sfide poste dalla crisi finanziaria e valutaria scoppiata in Asia nel 1997. Il Gruppo dei 20 nacque come un meccanismo di dialogo informale tra economie “a rilevanza sistemica”, per discutere della stabilità economica, della crescita sostenibile e della creazione di una nuova architettura finanziaria globale. Pertanto non è da escludere che in un prossimo incontro programmatico dei big del pianeta ci sia chi deciderà di vagliare e proporre l’originale proposta, che probabilmente desterà l’attenzione di tanti: dai sociologi ai provetti architetti. Una plausibile prospettive può essere che tale villaggio sia abitato anche da dei diplomatici, che in una “zona franca” possano affrontare e risolvere adeguatamente anche le questioni più ostiche, contribuendo nel contempo a sviluppare il contesto locale. Di qui l’appello a coloro che intravedono nella proposta l’utilità e la significatività di mettersi in relazione cercando innanzitutto un ente capofila che porti a termine l’iniziativa. In ogni caso la questione avrà anche degli sviluppi narrativi, infatti chi scrive continuerà a scrivere nel seguito del Testo “2016 il tempo in un quaderno” i possibili ed auspicabili scenari che tale villaggio può aprire in un mondo in continuo divenire …

Chi vuole ricordare il sogno ispiratore dell’iniziativa in questione può aprire il seguente link http://www.statoquotidiano.it/21/09/2012/pax-un-villaggio-globale-dove-confermare-la-fratellanza-universale/100252/.

Mentre coloro i quali vogliono essere edotti della novità editoriale possono esplorare il sito su www.iltempoinunquaderno.com

Pubblicazione a cura di Benedetto Monaco

Manfredonia: “Un piano di sviluppo globale ispirato da un villaggio originale” ultima modifica: 2017-07-07T09:42:46+00:00 da Benedetto Monaco



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