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Torre Annunziata, crolla palazzina: otto sotto le macerie

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  • Redazione

    Comunicato stampa
    Crollo palazzina a Torre Annunziata, i geologi ribadiscono da un decennio l’importanza del fascicolo del fabbricato

    Il Consiglio Nazionale dei Geologi, da un decennio, ribadisce l’importanza del fascicolo del fabbricato. Argomento di cui si è tornato a parlare dopo il terremoto che ha colpito l’Italia centrale il 24 agosto 2016, ma che sembra essere finito nel dimenticatoio. Se ne torna a discutere oggi in seguito al crollo della palazzina di quattro piani a Torre Annunziata, in cui risultano ancora dei dispersi.
    “Se ci fosse stato il fascicolo del fabbricato – afferma il Presidente del CNG, Francesco Peduto – sarebbero stati evidenti i problemi strutturali e non legati all’edificio e soprattutto si sarebbe avvertita la necessità di procedere obbligatoriamente ad eventuali manutenzioni del palazzo. Sembrerebbe – continua Peduto – che nello stabile fossero in corso dei lavori di ristrutturazione. E se la causa o la concausa del crollo fosse dovuta proprio agli interventi in atto è sempre perché, senza fascicolo del fabbricato, è impossibile ricostruire tutte le problematiche e gli eventi che hanno interessato un edificio e di cui potrebbe non essere stato possibile tenere conto dei lavori previsti”. Per ribadire l’importanza del fascicolo del fabbricato, il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi paragona lo stesso al libretto pediatrico di un bambino: il posto in cui annotare le malattie, le cure e le ricadute.
    Sul crollo della palazzina nel napoletano, è intervenuto anche il Consigliere nazionale Domenico Angelone che ha sottolineato come “ancora di più in quelle aree, per quanto riguarda il rischio vulcanico, il fascicolo del fabbricato costituisca un utile strumento per la valutazione della vulnerabilità degli edifici stessi e quindi per la redazione dei piani comunali di Protezione civile. Ci sono ancora comuni italiani – conclude Angelone – che non dispongono di piani di Protezione civile, in molti casi questi sono obsoleti e non rispondenti alle reali criticità del territorio”.

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