Foggia
La denuncia del Movimento Cinque Stelle prosegue nel caos generale che sta attraversando l’ospedale Riuniti

Foggia, CUP Riuniti. Barone “Sia fatta chiarezza subito”

Conclude Barone: “Troppi interrogativi che rimangono ancora non sciolti, la Regione intervenga su quanto sta accadendo”

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Foggia. Al CUP dell’ospedale riuniti di Foggia la situazione non è cambiata affatto, a differenza di quanto affermato sui giornali in questi giorni da esponenti regionali o alcuni sindacati , non esiste infatti nessun “termine delle prove” per i lavoratori che fanno quel mestiere da 9 anni o nessun contratto a tempo indeterminato. La denuncia del Movimento Cinque Stelle prosegue nel caos generale che sta attraversando l’ospedale Riuniti. A partire da questo mese infatti, i lavoratori del Cup degli ospedali Riuniti di Foggia, a seguito del subentro della nuova società Gpi di Trento aggiudicataria della gara d’appalto pubblica che esternalizza il centro unico prenotazione per i ticket, hanno visto il loro contratto decurtato con un contratto Multiservizi part-time a 36 ore. Il tutto sembrerebbe attuato, per garantire il subentro di 7 nuove unità, a danno dei lavoratori precedentemente impiegati.

La società Gpi secondo una “tutela” (non clausola sociale) prevista dal bando, si sarebbe vista assegnare l’appalto per cinque anni, con un punteggio superiore se la stessa avesse trattenuto i 23 lavoratori attualmente impegnati presso il Cup ospedaliero con contratto di somministrazione dell’Agenzia Etica. Ad oggi però i lavoratori si sono ritrovati con un contratto peggiore per CCNL e livello, rispetto a quello precedente e con un periodo di prova di sei mesi. Oltre il subentro di nuove unità lavorative, con non poche coincidenze a livello politico, cosa che avrebbe permesso all’azienda di Trento una riduzione in ore e salario, dei contratti di lavoro preesistenti.

“Creare occupazione è un dato che auspichiamo sempre come Movimento Cinque Stelle, ma ciò che sta accadendo ha del paradossale. La politica stia fuori da questo gioco sporco che sta interessando politici regionali e locali a più livelli, non è possibile e non è giusto accaparrarsi consensi o sostegno, sulla pelle delle persone o sulle promesse” così commenta i fatti la consigliera regionale Rosa Barone del M5S, che prosegue: “Anzitutto aspetto ancora risposte da Pedota e dalla dirigenza ospedaliera, che non ha curato in nulla le fasi di contrattualizzazione dei dipendenti con l’azienda GPI, con tutto che l’azienda stessa ha beneficiato dei famosi 8 punti previsti dal bando, se avesse assunto il personale impiegato. Il dott. Ametta anche, in qualità di responsabile al personale, nell’ambito di una concertazione tra sindacati ha sottaciuto all’esclusione del sindacato FIM-Cisl, dal tavolo con l’azienda.

Perché escludere un sindacato in questo modo? Lo stessa dirigenza del Riuniti, non è nemmeno intervenuta il giorno 8 Luglio, quando i lavoratori vennero invitati dalla GPI presso l’Hotel Cicolella di Foggia con l’invito per un “Open DAY”, quando gli stessi vennero portati a firmare un contratto senza confronto con i sindacati, un contratto da più parti impugnabile, con clausole al di fuori di ogni ragione. Tra queste quella che prevederebbe, qualora ce ne fosse bisogno e per esigenze dell’azienda, lo spostamento di unità lavorative dal Riuniti all’Asl, quando gli appalti sono diversi ed è quindi impensabile che il tutto avvenga in spregio alla legge. Ancora, occorre capire il motivo con il quale ai lavoratori è stato fatto firmare un contratto a sei mesi e non a tempo indeterminato. Chi assicura il futuro di questi lavoratori?”.

Prosegue lapidaria la consigliera grillina: “E poi si rendesse pubblico il famoso “accordo sindacale” che tanto si sbandiera ma nessuno ancora ha visto, quello per il quale l’azienda aumenterebbe le ore di lavoro da 36 ore a 40 con un passaggio di livello per i lavoratori. Sarebbe questa la soluzione “tana libera tutti”!? Una più attenta dirigenza ospedaliera, con una più seria trattativa con i sindacati, avrebbe come minimo dovuto richiedere più tutele per i lavoratori e che ai questi fosse applicato il contratto prevalente usato per territorio e il tipo di mansione, ovvero quello Metalmeccanico, con nessuna riduzione di orario e compenso”.

Conclude Barone: “Troppi interrogativi che rimangono ancora non sciolti, la Regione intervenga su quanto sta accadendo”.



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