Editoriali

Antimafia: i beni riassegnati in Puglia


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Antonio Laudati (anticorruzione)

Il procuratore Antonio Laudati (image: anticorruzione)

Foggia – LO scorso 2 settembre l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha assegnato altri 32 beni comprendenti tra cui terreni agricoli, appartamenti e depositi e box. Di questi, ben 9 sono situati in Puglia, 8 in Calabria, 7 in Lombardia, 3 in Liguria, 3 in Piemonte e 2 in Abruzzo. L’Agenzia ha inoltre disposto la rottamazione di 363 autovetture confiscate, non marcianti, con oltre 15 anni di vita e prive di interesse storico. Dopo tale assegnazione, disposta dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni, salgono a 162 i beni immobili confiscati destinati dall’Agenzia Nazionale per finalità sociali, di sicurezza, di soccorso e di volontariato.

DALLA MAFIA ALLO STATO – L’Agenzia per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata è responsabile dell’Obiettivo Operativo 2.5 del PON Sicurezza per lo Sviluppo – Obiettivo Convergenza 2007/2013. L’Obiettivo Operativo 2.5, inserito nell'”ASSE II – Diffusione della legalità” del PON, può finanziare azioni destinate a migliorare la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. In particolare, grazie ai fondi disponibili su quest’Obiettivo, potranno essere realizzati progetti che prevedano la ristrutturazione di immobili confiscati, la riconversione di beni confiscati, al fine del loro reinserimento nel circuito produttivo, anche attraverso il coinvolgimento di associazioni di promozione sociale e di cooperative sociali per la realizzazione di iniziative in favore di categorie deboli (minori, donne vittime di tratta o di sfruttamento, detenuti ed ex detenuti, comunità di recupero di ex tossicodipendenti, soggetti discriminati ecc.). Non è prevista, inoltre, la possibilità di finanziare le spese di gestione per le attività collegate alla riconversione dei beni confiscati.

I PROGETTI APPROVATI IN PUGLIA – Tra i vari opere da realizzare spiccano progetti quali la realizzazione di una struttura socio sanitaria del tipo casa riposo per anziani a partire da un immobile con terreno di pertinenza sito a Lizzano (Taranto). I progetti approvati nell’ambito dell’Obiettivo operativo 2.5. compresi nel territorio pugliese comprendono il Centro Servizi per il reinserimento sociale e lavorativo di soggetti portatori di disagio con annesso canile comunale situato nel comune Santeramo in Colle (BA) per un costo complessivo pari a euro 626.800, il Centro Polivalente “Fontanelle”.

Ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell’immobile confiscato, in località Fontanelle, destinato a minori in condizioni di disagio Ugento (LE), (euro 150.000,00). Nello stesso comune salentino dei lotti di terreno verranno impiegati per edificare un Centro sociale rieducativo per persone sottoposte a provvedimenti privativi o limitativi della libertà personale (euro 166.000). E’ stato approvato anche il Progetto Astrea per lo sviluppo e la legalità (euro 783.200,00) Comune di Fasano (BR) e “Fondamenta” Ristrutturazione e adeguamento funzionale di immobili confiscati alla criminalità organizzata (euro 206.980) sito nel Comune di Bari. Progetto per la realizzazione di un canile sanitario e di un canile di rifugio ed annessi servizi accessori (euro 382.902) sito nel Comune di Castellaneta (TA) e, infine, vince il bando anche il progetto Turismo responsabile ed impresa sociale (euro 981.078) del quale beneficerà il Comune di Galatina (LE).

MARONI: LA MAFIA SI SENTE DISTURBATA – “La prossima settimana entrerà un vigore un piano straordinario contro la mafia approvato dal Parlamento all’unanimità” ha ricordato Maroni intervenendo alla commemorazione del 28° anniversario dell’assassinio del prefetto Dalla Chiesa . “Ciò prova – ha proseguito il ministro- che l’azione di contrasto al crimine organizzato trova il sostegno di tutte le forze pur nel momento di concitazione politica che stiamo vivendo e nel quotidiano contrasto di opinioni”.

L’11 SETTEMBRE IL CAPO DELLA POLIZIA ANTONIO MANGANELLI PRESENTE A MANFREDONIA – Presenti alla cerimonia il capo della Polizia Antonio Manganelli, che sabato 11 settembre sarà a Manfredonia per ricevere il Premio di cultura Re Manfredi che gli sarà conferito dal sindaco Angelo Riccardi, oltre al il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il prefetto Giuseppe Caruso, magistrati, e i vertici della polizia di Stato a Palermo, dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza. «C’è una mafia che è disturbata dalle azioni di contrasto che stiamo facendo – ha spiegato Maroni – e dai successi che lo Stato sta ottenendo e quindi cerca di reagire. Noi, ovviamente, stiamo molto attenti a queste reazioni» ha detto Maroni in relazione alle minacce e intimidazioni recenti ai magistrati di Reggio Calabria e agli amministratori locali del palermitano raggiunti da lettere con proiettili”.

LAUDATI: IN PUGLIA BOLLETTINO DI GUERRA – Alla soddisfazione espressa dal ministro dell’Interno si contrappone il disappunto, espressa pochi giorni fa, dal procuratore di Bari Antonio Laudati, nella risposta dello Stato in Puglia sul fronte criminalità. Il capo degli uffici giudiziari del capoluogo pugliese lamenta, infatti, carenze in organico e una situazione “esplosiva”. “Ma la Procura Distrettuale Antimafia di Bari – ha spiegato Laudati – e’ stata, sempre questa estate, impegnata anche su un altro fronte territoriale: il Gargano per la sanguinosa guerra di mafia, purtroppo negli anni scorsi sottovalutata, che da decenni vede contrapposti i clan Libergolis e Romito. Una vera e propria emergenza criminalita’ organizzata che a cavallo tra giugno e luglio ha fatto registrare ben due omicidi. Va altresi’ ricordato che in entrambi i casi: sia per gli episodi di sangue sul Gargano (che questa volta hanno interessato Manfredonia in modo particolare), sia per quelli nel Barese (Bitonto e Capurso) la risposta dello Stato e’ stata pronta ed efficace. I risultati non tarderanno ad arrivare. Molti si sono gia’ registrati anche grazie all’abnegazione e alla professionalita’ dei magistrati che operano nel Distretto di Bari e alle Forze dell’Ordine in un periodo dell’anno che logicamente e solitamente vede gli organici dimezzati dalle ferie estive che magistrati, agenti e militari hanno il diritto di godere”.
“ABBIAMO UN TERZO DEI MAGISTRATI DI NAPOLI” – Secondo Laudati, percio’, “la carenza di organico della Procura di Bari che sulla carta conta solo 28 sostituti e tre aggiunti (praticamente come 30 anni fa), si e’ ulteriormente ridotto per aver perso pm che hanno scelto strade diverse dalla magistratura (Lorenzo Nicastro) o sono stati trasferiti altrove (Lidia De Iure, Domenico Seccia) o sono stati chiamati a ricoprire altri incarichi (Roberto Rossi), mentre manca sempre la nomina del terzo aggiunto. La Procura Distrettuale Antimafia non puo’ continuare ad affrontare l’emergenza criminalita’ con i magistrati che sono la meta’ di quelli di Palermo (64) e meno di un terzo di quelli di Napoli (107)”.

FOCUS: Beni sequestrati e confiscati: il bilancio dei primi mesi. Sono 10.919 quelli gestiti dall’Agenzia nazionale

Antimafia: i beni riassegnati in Puglia ultima modifica: 2010-09-07T11:51:50+00:00 da Agostino del Vecchio



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