Manfredonia

Licenziamenti nella clinica San Michele, i lavoratori: “incontreremo Fazio”


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Lavoratori casa di cura San Michele in sciopero dopo la decisione della Regione (fonte image: Stato)

Lavoratori casa di cura San Michele in sciopero dopo la decisione della Regione (fonte image: Stato)

Manfredonia – VERSO il licenziamento di quindici unità tra il personale della clinica San Michele. La notizia è stata comunicata a Stato da un gruppo di lavoratori della stessa struttura sanitaria. Struttura sanitaria coinvolta da tempo in un’indagine della Tenenza della Guardia di Finanza di Manfredonia ( L’inchiesta della Tenenza della GdF di Manfredonia), partita precedentemente ai riscontri verificati e poi comunicati dall’Asl regionale, seguiti dalla deliberazione di Giunta regionale n.1415 del 14 giugno 2010 ( La delibera n.1415 del 14 giugno 2010) e successivamente confermata con DPGR n. 875 del 21/07/2010, ( Il decreto ).

CON LA DELIBERA DISPOSTA REVOCA BRANCHE SPECIALISTICHE MEDICHE DI ONCOLOGIA-GASTRO E PNEUMOLOGIA – Con la delibera era stata disposta la revoca con effetto immediato, ai sensi dell’art. 15 comma 2 della L.R. n. 8/04 dell’autorizzazione all’esercizio di attività sanitaria in regime di ricovero per acuti per le branche di Oncologia ( n.10 p.l.), Gastroenterologia (n. 15 p.l.), Pneumologia (n. 15 p.l.) della Casa di Cura “San Michele”, con gestione Daunia Medica s.r.l.. Successivamente il mandato al Dirigente del Servizio P.G.S. di “procedere agli adempimenti consequenziali”.

“NON OFFERTE CONTRODEDUZIONI IDONEE PER UN PROVVEDIMENTO DIVERSO” – In seguito, con d.d. n. 302 del 4 agosto del 2010, il dirigente del Servizio P.G.S. aveva concluso il procedimento avviato con la citata D.D. n.218/10 e, per l’effetto, revocando l’accreditamento provvisorio nei confronti della Casa di Cura “San Michele” per le branche relative, “atteso che non sono state offerte controdeduzioni idonee a far scaturire un provvedimento diverso da quello adottato”.

FOCUS PROVVEDIMENTI REVOCA, DA DECRETO DEL 21 LUGLIO 2010: I provvedimenti di revoca, nella seconda parte

DOPO la revoca dell’autorizzazione all’esercizio di attività sanitaria in regime di ricovero per acuti per le branche citate, la società Daunia Medica srl (che attualmente sarebbe ancora gestita dalla famiglia Ciliberti con co-amministrazione da parte del socio dottor Potito Salatto La gestione Ciliberti e Salatto) aveva fatto ricorso al Tar della Puglia (terza sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, presidente Pietro Morea) con accoglimento di prassi dell’istanza cautelare presentata dalla srl contro quanto redatto nella delibera n.1415-14.06.2010– con sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, “presentata in via incidentale dalla parte ricorrente”.

IL TAR RESPINGE IL RICORSO: “INADEMPIMENTI IDONEI PER PROVOCARE SITUAZIONE DI PERICOLO PER LA SALUTE PUBBLICA” – In seguito l’atto di costituzione in giudizio della Regione Puglia e della stessa Asl/Fg, il rinvio della camera di consiglio, l’annunciata riapertura dell’unità di Pneumologia, fino allo scorso 22 luglio 2010, quando la relatrice nella camera di consiglio, la dottoressa Francesca Petrucciani, non ha ritenuto che “ad un sommario esame proprio della presente fase processuale“, non apparivano sussistere “i requisiti per l’accoglimento dell’istanza cautelare”. Questo considerando che “i ripetuti inadempimenti riscontrati dall’amministrazione (erano) idonei a provocare una situazione di pericolo per la salute pubblica”, come “correttamente evidenziato nel provvedimento impugnato e nella richiamata relazione del Direttore del Dipartimento di prevenzione della ASL FG”. Per l’annullamento della delibera citata, si era anche parlato di un possibile ricorso, della società Daunia Medica, al Consiglio di Stato. Ma la riconversione della struttura era sembrata arrivare quasi come una panacea di tutti i mali (sanitari).

PROPOSTA DI RICONVERSIONE PARTITA CON NOTA DEL 17 LUGLIO 2010, DOPO INCONTRI LEGALE CON SINDACATI E POLITICI – MA il legale rappresentante della Casa di Cura, con nota del 17 luglio 2010, sulla base degli incontri nel frattempo intrattenuti con esponenti politici della provincia di Foggia e rappresentanze di OO.SS. al fine di “una tempestiva ripresa dell’ attività della Casa di cura San Michele così da colmare il vuoto assistenziale creatosi sul territorio e dare continuità occupazionale” aveva proposto “la possibilità di una riconversione nosologica della Casa di Cura in 20 posti letto della disciplina di Geriatria e 15 posti letto di Lungodegenza”.

L’IPOTESI di riconversione era stata oggetto, da parte del Servizio Programmazione e Gestione Sanitaria, all’ARES Puglia che, con nota del 3 agosto 2010, aveva comunicato che “in considerazione dei dati riferita alla popolazione residente nel territorio in cui insiste la struttura e della ristrutturazione della rete ospedaliera rispetto agli indicatori fissati dal Piano regionale della Salute 2008/2010, è parere degli scriventi che la riconversione nosologica di cui trattasi sia compatibile con la programmazione regionale”.

FOCUS: Delibera riconversione 1887-6.08.2010 e Sviluppi riconversione

UN progetto di riconversione che aveva suscitato al tempo la soddisfazione del sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi e del consigliere Sel Domenico Rizzi Riconversione: soddisfazione Riccardi e Rizzi, dopo il doppio tavolo successivo la revoca all’autorizzazione sanitaria: sia in Comune a Manfredonia che alla Regione (alla presenza, oltre che di Riccardi, del Consigliere Regionale, Dino Marino,attuale Presidente della Commissione Sanità Regione Puglia, dei consiglieri Regionali Franco Ognissanti, Giandiego Gatta , Orazio Schiavone e Giannicola De Leonardis Il sit-in dei lavoratori alla Regione).

E I LAVORATORI ? – Naturalmente, al di là della salvaguardia della dotazione tecnica e strumentale posta in seno alla struttura privata di Manfredonia, ed oltre alla tutela dei posti di letto necessari per il centro sipontino, sono i lavoratori della stessa struttura a destare attualmente le maggiori preoccupazioni nell’ottica di una definizione futura del proprio ruolo occupazionale.

LO scoso 2 agosto gli occupati della clinica San Michele avrebbero ricevuto (tramite raccomandata) un ‘congedo ordinario a tempo da determinarsi‘ ( Ferie forzate per i lavoratori della clinica), vale a dire “ferie forzate” per tutti gli occupati, tranne 4 amministrativi, impegnati nel disbrigo delle varie pratiche amministrative interne. La clinica dispone naturalmente di un piano ferie, per il personale, fissato tra i mesi di giugno e settembre. Per tutti i lavoratori la possibilità di usufruire di 2 settimane di ferie nel periodo citato. In ogni modo, solo dal 15 agosto è scattato il periodo di ferie per i lavoratori relativo all’annualità 2011, dato che gli stessi dipendenti, fino alla data indicata, avranno già usufruito del periodo di congedo annuale. I lavoratori, nello scorso 7 agosto, avrebbero percepito le mensilità di giugno e luglio, dalla stessa Daunia Medica srl.

S. MANZELLA (RESP.SIND.CISL): “IPOTESI CIG IN DEROGA” – ORA, per gli stessi occupati (40, con 2 esclusi), la società avrebbe predisposto gli ammortizzatori sociali, attraverso l’attivazione della Cig in deroga (possibile fino ad un massimo di un anno, per quanti ne hanno maturato diritto, anche se dovrebbe essere attuata solo per i mesi necessari – utili – per l’ingresso della nuova società destinata a gestire la struttura). Per la Cig in deroga si dovrebbe attendere la partenza della relativa comunicazione all’ufficio del Lavoro.

RACCOMANDATA A SIGLE SINDACALI TERRITORIALI ED AZIENDALI: LICENZIAMENTO PER 15 UNITA’ – Come comunicato a Stato da alcuni lavoratori, le sigle sindacali territoriali ed aziendali avrebbero ricevuto delle raccomandate e dei fax dalla srl Daunia Medica, con la notizia del prossimo licenziamento di 15 unità comprese fra gli attuali 42 occupati.

“IMPIEGO PERSONALE PER UNA QUOTA PARI ALLO 0,8% DELLA DOTAZIONE DI POSTI LETTO DELLA STRUTTURA” – “Una riduzione – spiegano i lavoratori – che sarebbe stata calcolata secondo una logica matematica pari ad un’occupazione dello 0,8% del personale per ogni posti letto“. Ovvero: con la ipotetica riduzione di 15 tagli fra il personale si passerebbe a 27 unità, a fronte dei 35 posti letti che la stessa clinica otterebbe grazie alla riconversione in attività sanitarie di Geriatria (20 p.l.) e lunga degenza (15 p.l.)

“In qualche modo – dicono i lavoratori – la riconversione chiesta dalla società, qualora la stessa fosse attuabile (in sintesi: la Regione ha autorizzato per ora soltanto il numero dei posti letto,ndR), doveva rappresentare l’unico procedimento possibile per la salvaguardia di tutti i posti di lavoro, come promesso nel tavolo alla Regione da tutti i rappresentanti istituzionazali presenti”, nonchè “dalla stessa società che attualmente gestisce la clinica sanitaria”.

IPOTETICI TAGLI STABILITI SECONDO I REQUISITI DI LEGGE – I tagli dovrebbero essere stabili attraverso i termini stabiliti dalla legge (esempio: reddito, pre-pensionamento, etc): “nonostante le comunicazioni giunte ai sindacati sugli annunciati tagli – dicono i lavoratori – la società non ha ancora informato gli stessi occupati sulle modalità che saranno seguite per stabilire il licenziamento dei lavoratori”. Da qui la preoccupazione dell’intero personale della clinica San Michele: “Non escludiamo delle denunce nel caso di una concretizzazione dei licenziamenti. Siamo stanchi – continuano – di questi numerosi anni di continuo silenzio e di pressioni, di continuo demando a terzi di responsabilità proprie”.

“PERCHE’ NON SONO STATE SALVAGUARDATE LE BRANCHE SPECIALISTICHE MEDICHE DI PNEUMO E ONCOLOGIA ?” – “Quello che non comprendiamo – dicono i lavoratori – è la mancata salvaguardia delle branchie specialistiche di Pneumologia e Oncologia, necessarie per la sanità del centro di Manfredonia, necessarie per ulteriori posti letto e la conseguente salvaguardia di ulteriori posti di lavoro”.

ATTUALMENTE per tutti i lavoratori (42 unità) sarebbe stato disposto il provvedimento di Cig in deroga (dal 9 agosto per un periodo temporale ancora indefinito): “non ci è ancora chiaro – dicono i lavoratori – se il provvedimento sia legittimo o meno”.

QUALORA I TAGLI FOSSERO CONFERMATI: “Preannunciamo sin da ora – dicono i lavoratori a Stato – numerose iniziative di protesta, sit-in in Regione e fuori la clinica San Michele (via Cozzolete, a Manfredonia, ndR). Inoltre, agli stessi occupati sarebbe stata negata la mensilità del mese di agosto “senza alcuna giustificazione”, dicono ancora i lavoratori. Per avvalorare le loro tesi e concretizzare le loro azioni di protesta i lavoratori non negano di potersi rivolgere anche “alle forze dell’ordine locali (inquirenti che stanno svolgendo le indagini, ndR), nonchè alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari“.

“LA SOCIETA’ NON CI FORNISCE LE DOVUTE INFORMAZIONI” – “Ma nonostante tutto – concludono i lavoratori – la società continua a non fornirci le dovute informazioni che il personale ha il dovere di ricevere relativamente alle ipotesi future per il ricollocamento lavorativo. Spesso si è riusciti parlare solo con il dottor Salatto”, (si ricorda a riguardo che spetterebbe ancora alla famiglia Ciliberti la quota maggioritaria della società, con presenza di altri imprenditori – ma non ci sono notizie ufficiali in merito).

NEL FUTURO – “Incontreremo presto l’assessore Fiore, se non basta chiederemo un incontro con il Governatore Vendola. Dopo le manifestazioni a Manfredonia – qualora fosse necessario – siamo anche pronti per partire alla volta di Roma per incontrare il ministro alla salute Ferruccio Fazio, per esporgli le problematiche relative alla casa di cura privata San Michele di Manfredonia”. L’attesa è dunque per il 9 settembre per la conferma ufficiale, o meno, dei tagli nel personale.

Licenziamenti nella clinica San Michele, i lavoratori: “incontreremo Fazio” ultima modifica: 2010-09-07T23:58:01+00:00 da Giuseppe de Filippo



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Commenti


  • DARIO MARATEA

    voleva costruire le case ciliberti?si sapeva … (omissis)


  • michele renzulli

    dario,su che logiche ti basi per dire questo?


  • pio

    michele,dario ha ragione. una societa priva di autorizzazioni non chiede prima la riduzione di 5 p.l e successivamente altri 5 da accreditare invitando asl al controllo.la delibera di revoca la 1415 parla chiaro

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