Editoriali

Da Tarantini al pulp di Tarantino

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Un articolo de The Times di Londra sulla vicenda Tarantini.

Bari – IL titolo più pregnante in questi giorni è stato, senza dubbio, quello del Times di Londra, dello scorso 2 settembre: Berlusconi ‘paid 500,00 in hush money to a cocaine-dealer pimp ovvero ‘paga 500 mila euro per il silenzio del magnaccia e spacciatore di cocaina‘). Il giornale londinese, notoriamente “comunista” sosterrebbe qualcuno, non va molto per il sottile.

“L’aspetto più disgustoso del comportamento di Berlusconi – si scrive su uno dei più diffusi giornali del Mondo – non è il fatto che sia un buffone sciovinista. Non è nemmeno il fatto che lui frequenti donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro lavori come modelle, assistenti personali o addirittura, incredibilmente, come candidate per il Parlamento europeo. Ma la cosa più scioccante è il modo in cui lui tratta l’opinione pubblica italiana.”

Quando, mesi addietro, scoppiò il primo caso legato all’imprenditrice Patrizia Daddario il TG1 di Augusto Minzolini insistette a censurare “deliberatamente” le vicende legate ai “gossip”, in cui era rimasto coinvolto il Presidente del Consiglio. In effetti, nella situazione di scacco in cui si trova attualmente l’economia nazionale, costretta a una manovra bis per essere salvata dalle banche Unione Europea, tali vicissitudini, seppur gravi, assumono la spessore di una notizia di scarsa importanza.

Nelle oltre 30 conversazioni intercettate dalla Procura di Bari sono coinvolti non solo Giampaolo Tarantini e Silvio Berlusconi ma anche una decina di imprenditori, mogli di notai, di professionisti della “Bari Bene” che, secondo gli inquirenti, venivano “prestate” a Palazzo Grazioli e partecipare alle feste del premier. I dialoghi tra i due sembrano paradossalmente estrapolati da un film “pulp” del regista italoamericano Quentin Tarantino. Berlusconi, ad esempio, domanda Tarantini le “specialità” e le “qualità” delle donne che l’imprenditore pugliese delle quali ha un “catalogo” e che sono descritte come “merce”.

In questo contesto la tesi della difesa che sostiene, secondo quando riportato sul memoriale di “Gianpi”, che Berlusconi avrebbe consegnato “per magnanimità” 20 mila euro al mese all’imprenditore barese perché si trovava in una situazione di indigenza, suscitano più ilarità che dubbi.

In un’altra conversazione tra Valter Lavitola, ex editore e direttore dell’Avanti, inseguito da una richiesta di arresto del gip Amelia Primavera e ancora latitante all’estero, si parla anche di un eventuale fuga di notizie. “Quello che potrebbe essere pericoloso e potrebbe uscire che tu gli dici a lui (Berlusconi-ndr).” “Senti mi devi dare 10 mila euro perché dobbiamo pagare quelle puttane” “Se poi uscisse questo, ti dimostra solo che lui (Berlusconi-ndr) ha mentito, che quelle lì erano puttane e lui lo sapeva… e questo non è reato.”

Ma il vero summa del “pulp” si raggiunge nella ormai famigerata conversazione tra Berlusconi e Lavitola dello scorso 14 luglio riportata nel titoli in tutti i giornali del globo: “…anche di questo – dice Berlusconi, a proposito di alcuni aspetti della vicenda P4 – non me ne può importare di meno… perchè io …sono così trasparente..così pulito nelle mie cose..che non c’è nulla che mi possa dare fastidio..capito?..io sono uno..che non fa niente che possa essere assunto come notizia di reato…quindi..io sono assolutamente tranquillo…a me possono dire che scopo..è l’unica cosa che possono dire di me…è chiaro?..quindi io..mi mettono le spie dove vogliono..mi controllano le telefonate..non me ne fotte niente…io..tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei…da un’altra parte e quindi…vado via da questo paese di merda…di cui…sono nauseato…punto e basta“.

Neppure l’autore di Pulp Fiction avrebbe scritto battute più degradanti.

a.delvecchio@statoquotidiano.it



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Commenti


  • vittoria gentile

    Cosa è veramente pulp?? L’orrenda barzelletta sulla violenza a un gruppo di suore raccontata ieri dal ministro Sacconi come metafora (ma si può!..)per spiegare la manovra, per rispondere alla Cgil o cose così.
    Indecente perchè non c’entra nulla come metafora (ma da dove cavolo l’avrà tirata fuori poi?), indecente perchè mette in mezzo le donne, le suore, la violenza “una che dice no, e tutte le altre che implicitamente dicono sì…”. Indecente perchè un rappresentante delle istituzioni non può raccontare cose simili in pubblico, rappresentando chi alla fine??
    Di seguito il commento di suor Rita Giannetta che condivido parola per parola, virgola per virgola.
    Via, non le vogliamo nemmeno le scuse pubbliche. Espulso senza appello.

    http://www.youtube.com/watch?v=AvF0-x8qktw

    http://www.youtube.com/watch?v=KtgIMMc4bQ0

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