Casi e Sentenze

Il Consigliere comunale ha diritto di accesso

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Consigliocomunale_Foggia

Consiglio comunale Foggia (archivio, fonte image: N.Saracino)

Roma – I consiglieri comunali godono di un non condizionato diritto di accesso a tutti gli atti che possano essere d’utilità all’espletamento del loro mandato, ciò al fine di permettere di valutare, con piena cognizione, la correttezza e l’efficacia dell’operato dell’Amministrazione, nonché per esprimere un voto consapevole sulle questioni di competenza del Consiglio e per promuovere, anche nell’ambito del Consiglio stesso, le iniziative che spettano ai singoli rappresentanti del corpo elettorale locale.

Il diritto di accesso loro riconosciuto ha infatti una ratio diversa da quella che contraddistingue il diritto di accesso ai documenti amministrativi riconosciuto alla generalità dei cittadini, ovvero a chiunque sia portatore di un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso.

Il diritto di accesso del consigliere comunale è strettamente funzionale all’esercizio del mandato, alla verifica e al controllo del comportamento degli organi istituzionali decisionali dell’ente locale ai fini della tutela degli interessi pubblici e è peculiare espressione del principio democratico dell’autonomia locale e della rappresentanza esponenziale della collettività. Questi i principi ribaditi dal Consiglio di Stato, che, con la Sentenza n. 4829/2011, ha fatto propria la decisione del Tar della Puglia, il quale aveva accolto il ricorso di un Consigliere Comunale avverso l’opposizione, da parte del Comune, alla richiesta di accesso al Bilancio di Previsione del Comune. In prima battuta il Comune afferma che l’atto è stato spedito e non è nella disponibilità del Comune. Va da se che la scusa non regge è un atto protocollato, deve essere in archivio, agli atti del Comune. Altra scusa. Ad avviso dell’Ente, nonché del revisore contabile, l’atto in questione sarebbe un atto che riguarda solo il revisore e la Corte dei Conti. Tesi smentita dal Consiglio. Il rapporto tra revisore dei conti presso il singolo ente e Sezione regionale della Magistratura contabile non è un rapporto necessariamente esclusivo.

Ci si trova in presenza di un organo comunale, così essendo connotato il revisore e di un atto da questi compiuto nell’esercizio delle sue funzioni, i cui contenuti rivestono, oltre tutto, un’importanza tutt’altro che secondaria per la correttezza dell’amministrazione contabile e finanziaria dell’ente. Piena libertà di accesso da parte dei consiglieri comunali.


Redazione Stato



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