Economia

Manovra, dal Senato si alla fiducia (rassegna.it)

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Senato della Repubblica (raucci.net)

Senato della Repubblica (raucci.net)

Roma – Il Senato ha concesso la fiducia al governo sulla manovra di Ferragosto di correzione dei conti pubblici. I senatori hanno detto sì alla fiducia numero 49 con 165 voti favorevoli, 141 no e 3 astenuti su un totale di 309 votanti. Il testo passa ora alla Camera. L’entità del decreto dopo il passaggio a palazzo Madama sale a 54,2 miliardi nel 2013, anno in cui si dovrà raggiungere il pareggio di bilancio.

Torna il contributo di solidarietà del 3%, ma per i redditi superiori ai 300mila euro (in un primo momento si era parlato di 500mila, ma poi è arrivata l’ennesima giravolta). L’Iva aumenta dal 20 al 21%, con destinazione del maggior gettito al miglioramento dei saldi del bilancio pubblico. Le donne del settore privato andranno in pensione più tardi: l’adeguamento dell’età scatta dal 2014 (per arrivare ai 65 anni di età nel 2026).

Mentre in aula si procedeva alle dichiarazioni di voto e alla chiama, per strada ci sono stati momenti di tensione tra polizia e militanti di Sel, Idv, Rifondazione e di alcune sigle sindacali. Le agenzie di stampa riferiscono di lanci di petardi, fumogeni e “cariche di alleggerimento” della polizia quando i manifestanti sembravano intenzionati ad avvicinarsi al Senato.

“Negli ultimi tre anni non c’e’ stato un solo atto del ministro Sacconi che avesse come obiettivo la coesione e l’unita’. Al contrario, non si contano gli atti e le iniziative di divisione e di rottura. Chiamiamo col suo vero nome questa vicenda dell’articolo 8. È una risposta maligna alla firma unitaria del 28 giugno. È l’atto che serviva per cancellare gli effetti di un’unita’ cosi’ faticosamente ritrovata”. Lo ha detto in aula il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda nel corso della dichiarazione di voto sulla manovra.

“Con le gravi lesioni allo Statuto dei lavoratori imposte con l’art. 8 della manovra- continua Zanda-, il Governo ha mostrato di non aver compreso che senza una forte coesione nazionale non usciremo mai dalla crisi. I danni di una politica di divisione sarebbero molto pesanti anche in tempi normali. Oggi, alimentare le fratture del mondo del lavoro e’ una provocazione irresponsabile”.

“Il momento che attraversiamo ci vede vivere settimane difficili e amare”. Lo dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, in collegamento telefonico con il Biogen, sottolineando “le sfide difficili e chi ha responsabilita’ e’ chiamato ad affrontare”.



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