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Nolan ci catapulta nella seconda guerra mondiale o meglio agli esordi della stessa

“Dunkirk”

Il film si sviluppa adottando tre linee narrative che si intrecciano tra di loro in unico racconto e secondo tre punti di vista

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Manfredonia. Presente in questi giorni, in tutte le sale cinematografiche, il colossal di guerra del regista de ‘Il cavaliere oscuro’. La bravura di Christopher Nolan sta nel catturare l’essenza di una storia, scomporla nei modi a lui più congeniali e raccontarla in maniera egregia. Il regista de ‘Il Cavaliere oscuro‘ ed ‘Inception‘, dirige uno dei colossal più belli di sempre, complice anche un’ottima colonna sonora ricca di tensione, creata da Hans Zimmer.

Nolan ci catapulta nella seconda guerra mondiale o meglio agli esordi della stessa, prendendo in esame la battaglia di Dunkerque, una disfatta per l’esercito Alleato, ma laddove fece emergere con prepotenza lo spirito orgoglioso e patriottico dei britannici. Trama – Nel 1940 dopo l’invasione della Francia da parte della Germania nazista, l’esercito degli Alleati dovette ritirarsi sulla spiaggia di Dunkerque. Assediati da un lato dalle forze nemiche e dall’altro frenati dal mare, con il canale della Manica come unica via di fuga, gli Alleati rimasero bloccati sulla spiaggia sotto bersaglio dell’esercito tedesco. L’operazione per riportargli a casa, nota come Dynamo, si svolse tra il 27 maggio e il 4 giugno 1940 con difficoltà estrema a causa del rastrellamento aereo da parte dei nemici. Grazie all’aiuto di numerose imbarcazioni civili, navi da diporto, navi da pesca, piccole barche e scialuppe di salvataggio, che vennero chiamate in causa per andare a riprendere tutti i soldati rimasti bloccati, l’operazione ebbe successo riuscendo a portare in salvo più di trecento mila uomini, parecchi in più di quanti erano stati stimati alla vigilia.

Il film si sviluppa adottando tre linee narrative che si intrecciano tra di loro in unico racconto e secondo tre punti di vista: il molo (l’esercito), il mare (la marina) e il cielo (l’aeronautica). Ogni narrazione possiede un suo arco temporale di riferimento che testimonia la durata della battaglia: una settimana sulla terraferma, un giorno in mare e un’ora nei cieli.

Il cast comprende volti noti britannici come Mark Rylance, il quale interpreta uno dei civili munito di barca diretto a recuperare i soldati a Dunkerque, Tom Hardy veste i panni di uno stoico aviere, Cillian Murphy è un soldato di terra, mentre Kenneth Branagh svolge il ruolo di un ufficiale della marina inglese. Un altro protagonista del film è un attore meno noto al pubblico, Fionn Whitehead, il quale interpreta uno dei soldati di terra fuggito dalla spiaggia e recuperato in mare da una barca.

La pellicola scritta e diretta da Nolan è la sua espressione di cinema migliore, un corollario di azione, realtà, suspense, stoicismo e resistenza avvolte in un unico film.
Questa volta non ci sono sogni da elaborare o eroi in maschera da contemplare ma bensì solo lotta alla sopravvivenza e voglia di riemergere con orgoglio da un momento drammatico della storia, narrato da un grande regista.

A cura di Donato Prencipe http://iraccontidelcinema.it/2017/08/29/dunkirk-christopher-nolan/

“Dunkirk” ultima modifica: 2017-09-07T08:12:20+00:00 da Redazione



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