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Cerignola, caso Cirulli. Gentile: “Contro di me inaudita violenza”. Pezzano: “Pd non sia gruppo ultras”


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Il blogger cerignolano Michele Cirulli (lanotiziaweb.it)

Cerignola – CI VORREBBE una battuta di Maurizio Crozza per raffreddare gli animi in casa Partito Democratico cerignolano. Animi che, a quel che pare sono in ebollizione. “Oh ragassi, ma siam passi. Siam mica qui a picchiare i giornalisti con l’Unità”. Ed invece, una battuta non è.

La storia dell’aggressione a Giovanni Grieco, uno che non conta neppure più di tanto all’interno dei democratici di Cerignola, era stata annunciata mercoledì sera mediante un laconico comunicato stampa. Quando la mail firmata Partito Democratico Cerignola arriva alle redazioni ed ai redattori sono le 22, 31minuti e e 7 secondi. Nelle ore precedenti, c’era stato molto movimento. Prima di tutto politico. Il partito tricolore aveva convocato un assemblea per chiarire, in un qualche modo, i rapporti di forza interni. Un plenum così importante da richiamare da Bari l’Assessora al Welfare e Lavoro, Elena Gentile. Era una potente, la Gentile, a Cerignola. Una macchina da guerra in fatto elettorale. Ma negli ultimi tempi, il lustro della due volte amministratrice regionale è andato sbiadendo. Il partito gli si è ritorto contro. Lei, troppo zitta in merito a sanità ed inceneritore. I compagni troppo coscienti che, su questi temi, ci si gioca la sopravvivenza elettorale. Il partito si spacca in due, con due metà di cui una, quella della Gentile, che va assottigliandosi inesorabilmente. Nella compagine piddina c’è voglia di capire e di contarsi. Di qui, la convocazione dell’assemblea di mercoledì.

E’ qui che s’innestano due storie. Una, quella immediamente diffusa dalla sezione pd. E l’altra, raccontata lucidamente da un giornalista di Cerignola, un blogger che segue con dovizia le cose della città, Michele Cirulli. Michele è un ragazzo e, in quanto tale, maneggia con sapienza l’arte del web. Da tre anni gestisce un blog molto visitato in città, marchiodoc.it. Le due storie parlano entrambe di un atto violento, di urla, di calci, di mani che si alzano, di spinte. Hanno la stessa ambientazione: le immediate vicinanze del circolo piddini. Ma differiscono per un particolare che non può certo definirsi di secondo piano: il ruolo del cavaliere bianco e di quello nero.

LA VERSIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO – Racconta la prima versione, quella messa in circolo dal Partito della Gentile, a Cerignola retto da Silvana Ladogana, di una “provocazione subita questa sera dal Partito Democratico da parte della peggior stampa locale, quella arruolata da chi vuole destabilizzare l’assetto del PD. Non è stato possibile, così, svolgere il coordinamento in maniera democratica e serena, e lo stesso è stato rinviato a data da destinarsi”. E’ la stessa segretaria a firmale il notturno comunicato. E’ Ladogana, dunque, ad assumersi in prima persona la responsbilità civile e politica di fare la brutta figura. Ladogana sa che non c’è stampa ‘destabilizzante’ dietro Cirulli. E, soprattutto, che nessuno lo arruola. Lo sa lei, come lo sanno tutti i cerignolani e un buon numero di lettori del web. Cirulli è un battitore libero nel senso migliore del termine. Michele è un blogger di quelli che negli Stati Uniti vengono rispettati come una mucca che s’abbevera in riva al Gange. Ma, ai fini della storia, questo è marginale. L’intento della segretaria (o di chi, in sua vece, redige la nota in stile da foro) è quello di destrutturare gli eventi, smontare Cirulli ed arrivare per primi a mettere il cappello sulla sedia della cronaca, per accreditare come originale la propria versione dei fatti. Nel comunicato, l’antefatto è un atto smemorato. Giovanni Grieco, l’ipotetico aggredito, esce dalla sala dell’assise per “prelevare dei documenti lasciati nel suo autoveicolo”. E’ in questo tragitto che incontra “il pubblicista” (non viene mai identificato con altro appellativo, Cirulli) “scattare reiteratamente fotografie non autorizzate che riprendevano l’interno del Partito”. Il passaggio è cruciale, perché è sulle “fotografie rubate” ch si gioca tutto il Pd. E ci gioca forte. tanto forte da sentirsi in diritto di inventare di sana pianta un’intera situazione. Continua la nota, raccontando della gentilezza di Grieco e della foga di Cirulli. Il componente di segreteria democratico, infatti, invita “il pubblicista ad allontanarsi, al chè sono seguite parole ingiuriose da parte di Cirulli che hanno offeso la dignità e il decoro del rappresentante del PD locale”. Il pd scherza con il fuoco a questo punto e la getta sul patetico. Accusa infatti il cronista cerignolano di lesa maesta nei confronti di un “invalido civile”. Un debole? Macché, se è in grado, come raccontato dai seguaci della Gentile, di resistere all’urto di “un calcio”. A suffragarlo, addirittura, ci sarebbe un “referto medico”.

LA VERSIONE DI CIRULLI – Passano due giorni e, questo pomeriggio (venerdì 7, ore 14 e 10 minuti esatti), Cirulli risponde attraverso marchio doc. “Ho lasciato che parlassero, per un intero giorno, i miei aggressori”, attacca il post. Spiega i motivi dell’importanza – già illustrata da noi – del coordinamento cittadino del pd, i dubbi del sodalizio sul sostegno alla Gentile, le remore nel rimanere immobili di fronte alle grandi questioni ambientali e sanitarie (il silenzio, in settimana, era stato già rotto da un componente del piddì cerignolano, considerato vicinissimo ad Elena, il consigliere provinciale Rino Pezzano). Poi ricorda di precedenti minacce subite da Grieco diverse settimane addietro che, di fronte a due suoi colleghi di partito avrebbe intimato Cirulli a non farsi più vedere nei pressi della sezione Pd. Pena, una strapazzata.
Cirulli non si cura dele minacce e “munito di fotocamera, scatto delle foto ai democratici che stazionavano davanti alla sezione del partito: chiunque abbia letto un giornale in vita sua, sa che scattare fotografie a personaggi pubblici in luoghi pubblici non è reato, né peccato”. Ma la Gentile non gradisce. E glielo dice con insistenza. Il blogger resiste ed incassa il primo avvertimento di Grieco, in dialetto: “Scemo, vattene altrimenti ti picchio”. Pochi minuti e “l’invalido civile” esce in strada per la seconda volta, direzione Cirulli: “Ti ho detto che te ne devi andare” e giù con altre offese. Nota il giornalista che, compiaciuta, “a pochi centimetri da lui [c’è] Elena Gentile, assessore regionale al Lavoro della giunta Nichi Vendola”. Grieco non si arrende. Scrive Cirulli: “Nasce un battibecco: continua a minacciarmi, a dirmi che devo andare via, cerco di spiegare, sebbene seccato, che è un ignorante e non può impedirmi di lavorare. Oltretutto davanti all’assessore regionale al Lavoro […] Mi si avvicina, mi strattona contro l’auto su cui ero appoggiato e lì sbatto la testa al veicolo; nonostante questo, mentre gli spettatori non paganti continuavano a non proferire parola, intimo al Grieco di non toccarmi; lui, invece, continua più volte fino a mettermi le mani alla gola. A quel punto in maniera decisa mi divincolo dalla morsa e si crea la calca”. Cirulli è stordito. Lo scrive sul blog e ce lo racconta, raggiunto telefonicaemnte da Stato: “Per fortuna che, con me, c’era un amico, il giornalista Antonio Tufariello della Gazzetta del Mezzogiorno. E’ lui che mi accompagna in ospedale. E’ con lui che sono quando mi refertano una contusione alla regione occipitale. E’ con lui che sono quando arriva Grieco al Pronto Soccorso”. Già’, Grieco. Arriva il referente Piddino. Ma non per capire l’entità del danno provocato al cronista. Soltanto, per mettere in scena la farsa. In sede ospedaliera si fa accompagnare dal suo avvocato. Ed è forse in quel momento che sbuca quel di cui parla il comunicato della segretaria Ladogana, la botta al ginocchio.

DAY AFTER – Il giorno dopo è giorno di sbornia. La Gentile fa le valige e si rifugia nel capoluogo levantino. La conta interna è slittata, per il momento è salva. ma non tutti sono d’accordo. Un militante del pd di Cerignola, che preferisce, per ovvi motivi, rimanere nell’ombra, ci racconta, non certo senza qualche imbarazzo (la cosa è confermata anche Da Michele Cirulli) che “la maggior parte dei compagni non hanno gradito quel che è successo. Non volevano la sospensione ed hanno considerato l’accaduto come una scusante bella e buona per tagliare la corda e sottrarsi alle proprie responsabilità politiche”. Silenzio, invece, su cosa si siano detti all’interno del circolo. La prima a redimersi è proprio Silvana Ladogana. La segretaria incontra Cirulli, lo ferma e gli chiede scusa per la nota stampa diffusa. Troppo tardi, il guaio è compiuto. Ma, mentre questa scena è ancora in onda sugli schermi della vita, accade un inatteso bis. Racconta Cirulli: “Mi si avvicina un simpatizzante del PD che mi minaccia, dicendomi di smetterla di scrivere altrimenti avrei fatto i conti con lui: i presenti, alcuni del Partito, lo allontano e dopo dieci minuti il simpatizzante democratico torna indietro a chiedermi scusa spiegandomi le sue ragioni, che ho capito e compreso. È stato un malinteso chiuso sul nascere”.

TRIBUNALE – Ad aver generato tensione è stata chiaramente la nota. E’ il comunicato stampa ad aver dato corpo ai “mostri”. Ci dice il blogger cerignolano: “Il comunicato vergato da chissà chi è stata la cosa più scorretta di tutta questa storia”. Che, comunque, “sarà conclusa in tribunale, tenendo conto delle calunnie e delle aggressioni fisiche e verbali. Senza dimenticare, tra l’altro, che Grieco è dipendente pubblico, pagato da noi”. Cirulli ha già presentato denuncia e non punta solo ad intimidire. Vuole giungere fino in fondo. Fino alla verità. Quella stessa che, ci raccontano dalla cittadina divittoriana, “è talmente squallida da aver indotto qualcuno a urlare contro il partito di cancellare dall’insegna la dicitura Democratico“. Reazioni di rabbia che, però, restano nell’aria a generare sconcerto. Fortuna che, ci assicura Cirulli, le conseguenze fisiche sono state lievi. Difficile, invece, cancellare la convizione di una formazione allo sbando. Critica Michele a Stato: “Hanno fatto un gran criticare le mie foto, dicendo che non ero tenuto a scattarle. Se ora parlano anche di giustizia ad orologeria, la metamorfosi berlusconiana può dirsi completata”.

Franco Metta, da parte sua e de La Cicogna sostegno a Cirulli (St)

SOSTEGNO – Mutismo da parte dell’amministrazione comunale. La giunta Giannatempo tace e non commenta il fattaccio occorso mercoledì. Forse, per non turbare i rapporti con l’influente assessora, buona carta da spendere in chiave di finanziamenti regionali. Chi, al contrario, mostra un sorriso al cronista di marchiodoc.it è Franco Metta. L’avvocatissimo cerignolano, promotore del movimento La Cicogna e molto vicino al quotidiano l’Attacco , è stato fra i primi a stringergli la mano e a redigere una nota dai toni opposti rispetto a quelli usati dal Pd. “Sono sbigottito ed incredulo. Mai avrei immaginato di dover commentare una notizia del genere. Stento a credere che possa essere successo. Un giornalista é SACRO,perché rappresenta i valori costituzionali della libertà di stampa, di opinione, di parola. Può essere sgradito e scomodo, ma rimane SACRO! L’aggressione a Michele Cirulli è, in questo senso, oltre che deprecabile, BLASFEMA per ogni spirito libero”, le parole di Metta. Che, a rigor di logica e coerenza, ha aggiunto: “Non sempre personalmente e come Movimento Politico ho condiviso Michele Cirulli; una volta mi sono anche confrontato con Lui con tutto il vigore delle rispettive, distanti, opinioni e valutazioni. Ma non é tollerabile che avvenga ciò che é successo”. Evento ancor più grave in quanto avvenuto, scrive “alla presenza della dottoressa Elena Gentile”.

Durissima anche la posizione assunta dal segretario cittadino di Futuro e Libertà per l’Italia, Carlo Dercole. Il numero uno futurista, dando tutto il suo appoggio a Cirulli, si scaglia contro il “comunicato stampa – quello del pd, ndR – oltraggioso e deprimente”, in cui “il Segretario, tenta invano di mistificare la realtà”. Problema di coerenza valoriale, invece, secondo Giuseppe Schiavone, segretario SeL. “Non si può essere controla Legge Bavaglio e nello stesso tempo impedire ad un giornalista di svolgere il proprio lavoro in maniera serena”, accusano dalle parti della fazione vendoliana.

Cerignola, caso Cirulli. Gentile: “Contro di me inaudita violenza”. Pezzano: “Pd non sia gruppo ultras” ultima modifica: 2011-10-07T23:37:33+00:00 da Piero Ferrante



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