Foggia

Foggia, trasferimento farmacia rurale Salatto, Tar respinge

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Entrata Tar Puglia (idirittidelcittadino.it-blogspot)

Esterno sede Tar Puglia di Bari (st)

Bari – “E’ fuori di dubbio che la trasformazione della farmacia rurale richieda un’apposita istruttoria. Deve, tuttavia, rilevarsi che il procedimento di cui alla L. n. 27/2012 trova, nella relativa normativa di settore, una disciplina dettagliata e specifica, caratterizzata, peraltro, dalla estrema celerità (…)”. Con sentenza depositata in data odierna, il Tar Puglia di Bari – II seconda – ha respinto il ricorso presentato nel 2012 da Potito Salatto (omonimo imprenditore sanità privata) contro il Comune di Foggia, l’Asl/Fg e la Regione Puglia, – e nei confronti di Ordine Farmacisti Provincia Foggia, Giovanni Stoduto, Emilio Palluotto – per l’annullamento (tra l’altro) – della delibera della Giunta comunale di Foggia n. 29 del 19 aprile 2012 (doc. n. 1), avente ad oggetto l’individuazione di nuove sedi farmaceutiche ai sensi della L. n. 27/’12, nella parte in cui non procede a trasferire in ambito urbano ovvero a inurbare la farmacia del Dott. Salatto, allocata in zona rurale pressochè disabitata.

Con il ricorso chiesto anche l’annullamento della nota del Comune di Foggia prot. n. 39603 del 23 aprile 2012, “con cui si è rinviata alla prossima approvazione di pianta organica l’esame dell’istanza del Dott. Salatto volta a vedersi riconoscere il diritto all’inurbamento della propria farmacia (atti tutti conosciuti in data 4 maggio 2012); della delibera di Giunta regionale n. 1261 del 19 giugno 2012, nella parte in cui identifica tra le nuove zone farmaceutiche da mettere a concorso la zona urbana n. 44 (zona 167 Ordona Lavello) in cui il Dott. Salatto aveva chiesto il trasferimento dalla propria zona rurale; delle determine del Dirigente regionale n. 206 del 22 giugno 2012 e n. 207 del 26 giugno 2012, di indizione del concorso straordinario per la copertura della sede farmaceutica urbana n. 44 di Foggia nella quale il Dott. Salatto aveva chiesto il trasferimento, pubblicate sul BURP del 28 giugno 2012.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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Commenti


  • SALATTO Potito

    Io non sono il “patron della sanità privata foggiana”.Pesate che il mio omonimo parente, non avrebbe ottenuto lo scopo indirizzando il Comune al giusto rispetto dell’interesse pubblico? Suggerirei di leggere bene la sentenza e approfondire i fatti! Il Comune, ha tolto servizi alla Città di Foggia per mantenerne uno dove proprio non serve (Consiglio comunale del 16 Aprile 2013, tutto da rivedere).Si è preferito tutelare interessi contrastanti all’interesse pubblico.Mi dispiace che l’informazione pubblica funzioni in questo modo, invece di rilevare inadempienze, influenze e interessi diversi che avviliscono l’interesse pubblico. Come giustificate le “spese integralmente compensate”.Vi invito a fare un servizio su BorgoCervaro,sulla ferrovia di “alta capacità”in costruzione, sullo sperpero di denaro pubblico, su Borgo Segezi e altro e altro ancora. Distinti saluti. Potito Salatto (data di nascita 25/02/1954, residente ad Ascoli Satriano, titolare della farmacia di Cervaro da Aprile 1989)


  • Redazione

    Buongiorno sig. Potito, provvediamo a rettificare i vocaboli riportati nell’ambito dell’errata omonimia, grazie per la sua segnalazione; noi abbiamo solo riportato una sentenza di un trbunale; buona giornata; Red.Stato


  • SALATTO Potito

    L’omonimia c’è, non è “errata”!Grazie per le Vs. correzioni. Poito Salatto (?)


  • Redazione

    Errata nel senso che si è riportato il nominativo non correlato all’esatta attività; grazie, saluti; Red.Stato


  • Potito Salatto (farmacista)

    Ancora in riferimento al Vs. articolo:”Foggia trasferimento farmacia rurale …”, vi invito ad approfondire comeme mai a B.go Mezzaone, dove ci sono più di 400 residenti, il CARA e esercizi commerciali,ecc., c’è un “dispensario farmaceutico”, mentre a B.go Cervaro, ci sono 80 residnti e nenna altra attività commerciale, c’è una farmacia istituita nel 1973, come farmacia ordinaria non “rurale”, per la vicinanza a Foggia e 2.000 residenti in quel tempo lontano. Perché non si provvede all’istruttoria per adeguare il servizio secondo la proporzione di legge in zone già individuate e sprovviste di un servizio per la salute della collettività? Questi “fenomeni” aumentano la crisi di fiducia nelle istituzioni è pongono tanti interrogativi sull’efficienza e competenza della Pubblica Amministrazione costringendo i servizi a forme di illegalità forzata, per via di una oggettiva impossibilità di rispettare le disposizioni ad essi rivolte.


  • Redazione

    La ringraziamo per l’intervento a cui cominciamo a dare pubblicazione, buon lavoro; Red.Stato – segreteria@statoquotidiano.it


  • Potito Salatto (farmacista)

    nuovo invio

    Ancora in riferimento al Vs. articolo:”Foggia trasferimento farmacia rurale …”, vi invito ad approfondire come mai a B.go Mezzaone, dove ci sono più di 400 residenti, il CARA e esercizi commerciali,ecc., c’è un “dispensario farmaceutico”, mentre a B.go Cervaro, dove ci sono appena 80 residnti e nessun’altra attività commerciale, c’è una farmacia istituita nel 1973, come farmacia ordinaria non “rurale”, per la vicinanza a Foggia e 2.000 residenti in quel tempo lontano. Perché non si provvede all’istruttoria per adeguare il servizio secondo la proporzione di legge in zone già individuate e sprovviste di un servizio per la salute della collettività? Questi “fenomeni” aumentano la crisi di fiducia nelle istituzioni è pongono tanti interrogativi sull’efficienza e competenza della Pubblica Amministrazione, costringendo i “servizi” a forme di illegalità forzata, per via di una oggettiva impossibilità di rispettare le disposizioni ad essi rivolte.Vive cordialità. P.S.


  • Redazione

    Ok grazie, Red.Stato


  • Salatto Potito

    Ritorniamo al punto di partenza dell’articolo di STATOquotidiano. Ma come si può pensare di trasferire una zona rurale che diventa sempre più disagiata ed invivibile, quando sarebbe più semplice e logico trasferire la farmacia, anzi attivare un procedimento tecnico-istruttorio da parte del Comune competente, per togliere, “sopprimere” la farmacia, dove proprio non serve più ed aprirla in zone già note ed individuate dal competente ufficio di Anagrafe e Toponomastica? Questo lo chiedono i Giudici del TAR, ma per farlo è necessario capire, valutare le esigenze della gente e la proporzione da rispettare, per la sostenibilità del servizio, perché sia un buon servizio, omogeneo ed efficiente secondo i parametri ed i principi di legge.


  • Salatto Potito

    Il Vostro Sindaco ha apprezzato l’articolo per il “dispensario farmaceutico”, che lo ha visto impegnato, qundo non era ancora Sindaco di Manfredonia, in prima linea di fronte a chi, alla Regione, il dispensario farmaceutico non lo voleva a Borgo Mezzanone. Pensate che lì tra residenti e ospiti del CARA, ci sono olre 500 persone e ci sono scuole, bar ed altre attività, proprio quello che è premessa di sviluppo della collettività, quello che esalta le capacità di chi amministra ed è attento al territorio ed alla gente che ci abita. Da noi, c’è da sperare che con lo strappo regionale, dalla lunga lista che abbiamo a memoria, della pista dell’aeroporto, invece di volare su quello che c’è da vedere per fare, si sbatta contro quello che non va.


  • Redazione

    La ringraziamo per il suo intervento, restiamo a disposizione; Red.Stato

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