Manfredonia

C.Titta, fusto spiaggiato ENI, mi riservo interrogazione

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Manfredonia – “SI è trattato di ‘qualcosa‘ del passato che ha fatto ritorno o, peggio, di qualcosa che, invece, è molto più presente di quanto non abbiamo finora immaginato? Sono molto preoccupato, anche perchè non credo che quel fusto (ritrovato sulla spiaggia di Siponto, nei pressi del lido ‘L’ultima spiaggia’, grazie ad una segnalazione di Statoquotidiano,ndr) sia stato portato lì da qualcuno. Propendo più per l’ipotesi che si sia trattato di qualcosa di ‘brutto‘ che il mare ci ha voluto restituire dopo tanto tempo. Ed è questa un’ipotesi che mi addolora e mi sconforta, poichè, considerata la distanza dal sito di probabile provenienza (l’ex stabilimento ENI) al luogo del ritrovamento, ho forte il sospetto che quel fusto (ce ne saranno altri?) ci si stato ‘restituito’ su quell’arenile non per caso. Auspico la più ampia e approfondita indagine da parte di tutti gli organi competenti, per risalire a eventuali responsabilità da parte di singoli o di gruppi di persone.

Soprattutto, confido nella competenza e nella professionalità degli organi inquirenti affinchè, nel corso delle loro indagini, verifichino subito la presenza o meno di altri fusti simili sul fondo delle acque antistanti il luogo del ritrovamento.

Bisogna immediatamente allertarsi per comprendere se la bonifica in corso presso il sito ex Eni, necessiti o meno di una sua urgente estensione anche ad altri siti (a terra o in mare). E, nel caso positivo, ri-accertare la portata degli eventuali danni arrecati all’ambiente circostante e provvedere immediatamente alla sua totale bonifica.

Se il mare, da sempre grande amico e principale risorsa economica della nostra Città, ha voluto rivelarci qualche altro ‘segreto’ della triste storia d’inquinamento ambientale di cui Manfredonia è stata, suo malgrado, protagonista in questi ultimi 50 anni, abbiamo il dovere di ‘ascoltarlo’ e d’intervenire per porre rimedio, per quel che è ancora possibile, alle gravi ferite provocate al nostro territorio.

Personalmente, mi riservo di interrogare il Sindaco Angelo Riccardi e l’assessore Brunetti sugli sviluppi di questa vicenda, anche al fine di conoscerne gli esiti e di sollecitare la massima cooperazione operativa tra le autorità competenti”.

Lo scrive in una nota il consigliere comunale di Manfredonia avv. Cosimo Titta.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

C.Titta, fusto spiaggiato ENI, mi riservo interrogazione ultima modifica: 2014-11-07T16:40:14+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Ex elettore di Riccardi - Campo - Bordo- Ognissanti

    U firr cia batta quannicà i cav’t…che vuol dire mi riservo?
    Agisca presto se può.


  • Pescatore di Squali

    Potremmo dire ironicamente che ….a volte ritornano certi VEL-ENI ??????
    Sig.Titta,lei ha tutto il diritto e il dovere di interpellare anche il padreeterno quando si tratta di salute pubblica e non scherziamo con la salute della gente !!!
    Ci faccia sapere l’esito delle analisi di quel 1° e speriamo ultimo fustino di ignoto contenuto !!!!!!!!??????????
    Se necessario,interpelli pure il ministero dell’ambiente governativo e non il parere di un ignorante come me( senza offesa per l’assessorato ) che non capiamo nulla di fusti sospetti e ambiente inquinato !!!! saluti e complimenti alla redazione !!!!!!!


  • Francesco Santamaria

    Franco
    Fa benissimo Cosimo Titta a interrogare, anzi dovrebbe porre qualche domanda in più sulle storie e patorie dell’amministrazione di questa città perpetrate in questi anni in cui è stato consigliere comunale. Per le ipotesi, fatte nell’articolo, sulla probabile provenienza, mi sembra strano che ENI lasci la firma sui fusti (sarebbe perlomeno sciocco): mi sembra molto più probabile che altri la abbiano usata conoscendo il grande affetto che alcuni manfredoniani hanno per le industrie.
    Salvo poi lamentarsi per la disoccupazione, per le aziende che chiudono, per gli LSU massacrati dal lavoro, etc.
    Mi sembra più probabile lo scarico in mare di quel fusto, contenenti prodotti che ENI commercializza in tutto il mondo, da parte di navi di passaggio o da pescherecci.
    Saluti


  • Antonello Scarlatella

    Carlo non dare per scontato che non sia un fusto abbandonato da una nave in transito. Anche perche’ il logo sul fusto non mi sembra sia risalete ai tempi enichem. Sai benissimo che ultimamente hanno fatto un restyling del Brand. Mi preoccuperei onestamente dello stato di abbandono della riviera sud. Ippocampo sommerso dalle acque, lo stato del litorale poco degno di una citta’ che si ispira al turismo. Poi tornerei al posto tuo a fare interrogazioni sul degrado di Siponto e degli scempi: 1) pinete, e PISTE CICLABILI. Per quest’ ultime visto che sei un ragazzo in gamba, fai una bella denuncia in procura. Altro che fusto arenato in mare. Con stima, Antonello Scarlatella


  • Giorgio

    Potrei chiedere alla on Titta se quando trova per strada una macchina Punto abbandonata, oppure un copertone Pirelli oppure una bottiglia di birra Peroni fa un interpellanza per chiedere conto rispettivamente alla Fiat alla Pirelli o alla Peroni. Potreste far saper
    e allora on Titta che Eni quei bidoni ne vende migliaia è che non può essere chiamata a risponderne di cosa ne fanno chi li compra. Grazie di cuore è spero che anche chi pubblica queste sensazionali notizie si faccia qualche domanda

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