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Nota del Comitato Concorsi Ente Regione Puglia

“Noi ai margini con un Concorso, la Regione vuole stabilizzare i precari”

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Bari- “SALVE. Sono una ragazza di 36 anni nata a Martina Franca. Sono un’idonea al concorso pubblico indetto nel 2008 dalla regione Puglia per 80 posti complessivi cat. C. In nome del costituito ‘Comitato Concorsi Ente Regione Puglia‘, invio la lettera inviata al Presidente della Regione Puglia, agli Assessori e Consiglieri Regionali, ove viene rappresentata la situazione di 25 idonei al concorso pubblico de quo che hanno superato tutte le fasi concorsuali.

Ad oggi la Regione Puglia mette al margine noi idonei, attenzionando unicamente la stabilizzazione dei precari che non hanno espletato e superato alcun concorso pubblico per l’accesso alla Pubblica Amministrazione, così come previsto dall’art. 97 della Costituzione Italiana. Si chiede pertanto, di dare risalto alla nostra situazione attraverso la testata giornalistica, in virtù del fatto che l’11 novembre 2014, si discuterà in sede di consiglio regionale il ddl sulla stabilizzazione dei precari” (Nota inviata a Statoquotidiano; Bari, 07 novembre 2014).

LA LETTERA. “Gentile Consigliere, a scrivervi è nuovamente il Comitato Concorsi Ente Regione Puglia in rappresentanza degli idonei non vincitori del concorso da 80 posizioni Categoria C della Regione Puglia. In vista dell’ormai prossima discussione in Consiglio Regionale del DDL n. 15 del 01/08/2014 ‘Norme in materia di organizzazione, riduzione della dotazione organica e della spesa del personale ed attuazione dell’art. 1, comma 529, della legge 27 dicembre 2013, n. 147‘ che riguarda essenzialmente i precari della Regione Puglia, torniamo a chiedere considerazione anche per la nostra posizione.

Ci teniamo a ricordare che il nostro concorso, bandito nel 2008 e al quale hanno partecipato decine di migliaia di concorrenti, si è concluso nel 2014 dopo 6 anni e dopo diverse ed impegnative prove. Oltre agli 80 vincitori (che saranno assunti a giorni) ci siamo noi, 25 idonei non vincitori. Noi che riteniamo un successo, dopo tanti anni di studio e di sacrifici, essere arrivati in fondo a questo duro percorso ed aver superato tutte le prove concorsuali. Noi che crediamo ancora nella meritocrazia e che il nostro successo non si trasformi in un amarissimo fallimento. Perché, qualora non dovessimo essere assunti, saremmo tristemente ed assurdamente equiparati a chi del nostro concorso non ha superato nemmeno la prima prova preselettiva, con la beffa ulteriore di aver “speso” inutilmente anni, sogni ed aspettative. Vogliamo e crediamo nel riconoscimento dei nostri sforzi da parte della Regione Puglia.

Regione Puglia che al momento è caratterizzata da un importante sottodimensionamento d’organico e dalla spesa pro capite media per cittadino per il personale molto al di sotto della spesa media nazionale. Continuiamo a chiederci dunque come possa essere un problema assumere sole 25 persone a fronte di questi dati e soprattutto a fronte di centinaia di stabilizzazioni del personale precario in programma. Inoltre ricordiamo che secondo la circolare n. 5 del 2013 della Funzione Pubblica, per salvaguardare un adeguato accesso dall’esterno, alla stabilizzazione del personale precario non può essere destinato più del 50% del budget assunzionale per ciascun anno, dovendo destinare le restanti risorse proprio alle assunzioni dall’esterno (la nostra graduatoria al momento è l’unica “esterna” in corso di validità). Inoltre la stessa circolare sottolinea l’importanza, nel decreto D’Alia, della disposizione che prevede che “le amministrazioni pubbliche sottoscrivono contratti a tempo determinato con i vincitori e gli idonei delle proprie graduatorie vigenti per concorsi pubblici a tempo indeterminato”. A questo punto ci chiediamo come sia possibile rinnovare i contratti a termine dei precari Cat. C ignorando la nostra posizione.

Alla luce di ciò e dei buoni intenti che, con nostra soddisfazione, per la prima volta l’assessore Caroli ha manifestato nelle scorse settimane a favore dello scorrimento delle graduatorie esterne ed interne (per queste ultime è stato chiesto parere alla Funzione Pubblica dato che la legge Brunetta, successiva alla pubblicazione del bando, ne impedirebbe lo scorrimento), chiediamo che siano programmate in maniera concreta ed ufficiale anche le nostre assunzioni, e non solo quelle del personale precario. E chiediamo che questo sia fatto indipendentemente dello scorrimento delle graduatorie interne (alle quali abbiamo l’impressione di esser stati quasi “assoggettati”) in quanto il nostro scorrimento non necessita del parere di cui sopra. Inoltre i soggetti interessati dalle progressioni verticali sono ovviamente già dipendenti regionali (così come i precari), a differenza nostra. E’ triste pensare come proprio gli idonei di pubblico concorso siano al momento gli unici a non avere il lavoro per il quale hanno regolarmente concorso, ed è ancor più triste pensare che nonostante ciò questa categoria pare al momento la meno meritevole d’interessamento (pur rappresentando il problema minore “numericamente parlando”).

Chiediamo che la Regione Puglia dimostri fattivamente di mettere al centro della sua politica la meritocrazia. 25 persone hanno partecipato e superato tutte le prove di un concorso pubblico per contratto a tempo indeterminato per la cui categoria, la C, in pianta organica vi è un vuoto importante. 25 persone (e relative famiglie) attendono un meritato riconoscimento e la certezza di non aver sprecato 6 anni della propria vita credendo che l’impegno e la dedizione portino ai tanto ambiti, cercati e fortemente voluti risultati.

Comitato Concorsi Ente Regione Puglia.

(Nota inviata a Statoquotidiano; Bari, 07 novembre 2014)

Redazione Stato@riproduzioneriservata

“Noi ai margini con un Concorso, la Regione vuole stabilizzare i precari” ultima modifica: 2014-11-07T19:17:50+00:00 da Redazione



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Commenti


  • carloX

    Peppino, recati sul tratturo Monte Barone, angolo ripa di sasso, sta diventando una discarica sulla strada.


  • lucio

    A cosa serve assumere dipendenti alla Regione o alla Provincia se si parla di annullarle, in quanto ritenute inutili?. Infatti sono enti che non fanno altro che aumentano i tempi della burocrazia, arricchendo politici di turno.

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