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Marino: dal Pug verso una città più sostenibile

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San Severo – RIFLESSIONI del consigliere regionale Pd, Dino Marino, sullo strumento urbanistico di recente approvato a San Severo.

“Si è finalmente votato il Piano Urbanistico Generale. Devo dare merito all’assessore Montorio che ha voluto finalmente portare questo strumento alla ratifica del consiglio comunale definendolo una tappa obbligata sulla strada di una nuova programmazione urbanistica”. Si aprono così le considerazioni del consigliere regionale Pd, Dino Marino, in merito alla recente approvazione del Pug da parte del consiglio comunale di San Severo. “Naturalmente ho votato a favore, perche almeno in questo settore si sono definite regole certe.

Ma allo stesso tempo ci dobbiamo porre una domanda: ha ancora senso approvare strumenti di pianificazione pensati in un’altra epoca? Devo dire che la compartecipazione della Regione e più propriamente quella dell’assessore regionale, Angela Barbanente, ha ridotto il PUG di circa 70 ettari ed ha spezzato in parte la contrattazione di alcuni politici del centrodestra con i possessori delle aree che avrebbero potuto diventare edificabili.

Non è un caso che all’approvazione del PUG erano presenti in consiglio comunale due o tre imprenditori edili che avranno benefici diretti da questo strumento. Gli altri non ci sono più, sono già stati mangiati dalla crisi oppure sono rimasti vittime della cesoia della Barbanente”, afferma Marino che delinea una riflessione più generale sulla struttura urbanistica di San Severo: “Oggi che la deregulation è cosa fatta, grazie agli anni berlusconiani ma anche agli errori del campo riformista, la nostra città resta preda di contraddizioni evidenti: l’eredità dei condoni, un forte bisogno di abitazioni popolari, un forte stock di case invendute e lo sgonfiamento della bolla immobiliare. Ora però, si tratta di affermare un nuovo ordine urbanistico, ma anche una questione di giustizia, se non si vuole escludere in ghetti insicuri e precari una buona fetta di popolazione, come in parte é avvenuto per la lottizzazione “Città Giardino”.

Perciò secondo il consigliere regionale Pd “bisogna fare di San Severo la città dei cantieri di riqualificazione, annullare il legame identitario tra proprietari delle aree e autori della trasformazione urbanistica. Mettere in sicurezza idrogeologica e antisismica il territorio, con al centro di ogni trasformazione la qualità architettonica e l’efficienza energetica. Prendere in mano le orrende periferie di questi anni, ristrutturandone servizi e trasporti pubblici. Insomma ripensare al valore della bellezza e della efficienza, anche con una nuova visione dell’ edilizia sociale”. Per questo Marino si dice perplesso in merito alla “polemica sui piani di settore orchestrata da parte di alcuni del centrodestra. Il compito della politica in questo momento non è quello di affermare le ragioni del passato – ammesso che ce ne siano – ma occorre partire dalla crisi per investire sulle potenzialità del nostro territorio.

Bisogna abbandonare gli strumenti di crescita esagerata e pensare di riqualificare la città, partendo dalla sua identità: un Pug che non ha in considerazione le costruzioni storiche della nostra città e il riutilizzo delle tante cantine patrimonio della nostra identità, trovando così i luoghi alla possibile istituzione e crescita del Distretto dello Spumante. Questa programmazione non sarà efficace e non avrà senso: se non si pensa di abbellire e rendere funzionali i quartieri dormitorio della periferia, anche in sinergia con l’affermazione di una figura come Andrea Pazienza; se non partiamo dal mantenimento e dalla fruizione del nostro patrimonio artistico, culturale e letterario; se non siamo in grado di disegnare dentro il Pug la città dei bambini, se non diamo impulso alla commercializzazione dei nostri prodotti, costruendo servizi; se non aiutiamo dentro questo nuovo disegno della città i giovani a trovare luoghi dove sperimentare le nuove imprese legate all’informatica; se non modifichiamo le politiche degli ultimi anni e costruiamo una città veramente sostenibile.

Ecco queste sono poche idee per iniziare a ragionare del nostro futuro partendo da noi e mettendoci veramente in gioco. Altro che commissione tecnicopolitica lanciata da Damone e accolta dal consiglio comunale, insieme ad essa, serve tenere aperta la porta ai cittadini con forum specifici per renderli attori di un cambiamento e del futuro di una città, che deve riscoprire la propria bellezza, rilanciare l’ economia e attivare servizi”.

Redazione Stato



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