Cronaca

San Severo, “morto 1 dei randagi reimmessi per protesta sul territorio”

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San Severo – IL Comune di San Severo chiederà nelle prossime ore l’intervento della Presidenza Nazionale dell’Enpa, della Prefettura e valuterà se costituirsi con l’avvocatura dell’Ente parte lesa in un eventuale procedimento legale a seguito della morte di uno dei randagi rilasciati sul territorio nelle scorse settimane dai dirigenti della locale sede Enpa.

“Dei dieci cani reimmessi sul territorio – spiega l’assessore con delega al randagismo, Lino Albanese – abbiamo chiesto immediatamente il recupero. Tuttavia di questi solo sette sono stati accalappiati, mentre tre risultavano smarriti. Lo scorso 5 novembre uno di questi tre randagi è morto. Dal referto medico è emerso che l’animale era in una situazione critica perchè malnutrito da oltre un mese e quindi non pronto per la reimmissione sul territorio”. Nell’accertare le responsabilità di quanto accaduto l’Amministrazione Comunale mette in evidenza un’altra ombra che aleggia sull’accaduto, chiedendo lumi.

“Il cane in questione – aggiunge l’assessore Albanese – è stato sterilizzato e microcippato il 25 marzo del 2014, ma è stato registrato all’anagrafe canina solo il 5 novembre del 2014, giorno in cui è morto. Inoltre ci chiediamo come mai il randagio ritrovato moribondo la sera del 4 novembre da alcuni volontari non è stato accolto, nonostante le richieste, nel canile sanitario. Nelle ultime ore di vita ad occuparsi del cane sono stati infatti alcuni cittadini tra cui anche ex dipendenti di Enpa, che su richiesta dell’amministrazione hanno fatto assistenza nell’ambulatorio del veterinario Carafa”.

Una situazione che ha spinto gli amministratori comunali a dissociarsi e condannare fermamente questo modo di agire che è contro la tutela e il benessere degli animali.

“Su quanto accaduto – conclude il sindaco Francesco Miglio – andremo fino in fondo e se sarà necessario ci costituiremo anche parte lesa. Gli animali, in quanto esseri viventi, meritano rispetto e assistenza, soprattutto perché la loro tutela e il loro benessere è garantito dalle tasche dei contribuenti sanseveresi che con le loro tasse sostengono il servizio. Noi amiamo gli animali e non permetteremo che il loro benessere diventi una mera questione di business”.

Redazione Stato



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