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Stamani task force regionale a Bari

Solage Manfredonia, sindacati spingono per nuovo piano industriale

Stop lavorazioni a Manfredonia procastinato al 30 novembre; resta lo 'spettro' licenziamenti

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Lavoratori Solage Manfredonia in viaggio a Bari (st)

Lavoratori Solage Manfredonia in viaggio a Bari (st)

Bari/Manfredonia – POSSIBILE presentazione di un nuovo piano industriale: “spiraglio” apertoSI stamani a Bari, nel corso di una task force regionale, per il futuro dei lavoratori della Solage di Manfredonia. L’azienda potrebbe infatti redigere una nuova organizzazione delle produzioni evitando la chiusura dello stabilimento sipontino. Così in teoria. In realtà bisognerà attendere (f)atti concreti.

Presenti stamani a Bari, per la task force sollecitata dai lavoratori, gli avvocati Rocco Santochirico e Giuseppe Mormandi, per la task force, l’avvocato Cugini per la Solage, il consulente del lavoro Giacomo Rossi, per la new-co B4living Massimiliano Bontempi, per il Comune di Manfredonia l’assessore Antonio Angelillis, per la parte sindacale: Fiom Cgil rappresentata dal segretario provinciale Ciro Di Gioia e dalle Rsu Nicola Pasqua, Totaro Matteo e Ognissanti Daniele. Per la Uilm Uil presente Alfonso Galiano, per la Fim Cisl Carabella Carmine e Filomena Campodipietro; per la Cisl regionale Teodoro Di Maria e Cosimo Leone.

L’AZIENDA. Si ricorda come la Solage srl a socio unico di Manfredonia, ex Ingenia del Gruppo Bontempi, è un’azienda del Contratto d’Area di Manfredonia-Monte Sant’Angelo e Mattinata occupantesi nella Zona industriale ex DI46 della lavorazione di Mobili metallici (da raccolta dati, l’azienda ha beneficiato dei fondi del II^Protocollo aggiuntivo con Investimenti ammessi a contributo, migliaia/€, pari a 7.193 e contributi pubblici pari a 5.412 m/Euro). La Solage – specializzata nella produzione e vendita di tavoli e sedie, con stabilimenti a Camerano (AN) e Manfredonia (FG) – aveva presentato un piano concordatario al tribunale di Ancona (“modificato numerose volte”) che prevede una ristrutturazione del gruppo, con fitto di ramo d’azienda alla new-co B4living (di Massimiliano Bontempi) “costituita per permettere una sostanziale continuità aziendale”.

Da qui l’annuncio del licenziamento collettivo per i lavoratori di Manfredonia, all’indomani (6.11.2014) della scadenza della Cassa integrazione straordinaria. Si ricorda come per lo stabilimento di Camerano la società ha chiuso l’accordo con i lavoratori prevedendo la mobilità di 25 unità (invece di 31) su 74, previa elargizione di incentivi per i dipendenti che usciranno fuori dall’organico. Previsto un periodo annuale di Cigs per i lavoratori che non accetteranno la mobilità. Diversamente, quanti non saranno interessati dagli ammortizzatori sociali, dovrebbero passare direttamente alle dipendenze della new-co B4 living.

LA TASK FORCE REGIONALE. Nel verbale sottoscritto al termine dell’incontro odierno di Bari, i sindacati – che hanno contestato la procedura di mobilità dei 55 lavoratori – hanno denunciato “l’assenza in azienda di relazione sindacali” e la “mancata discussione con le stesse organizzazioni della scelta aziendale di avviare la dismissione dello stabilimento di Manfredonia”; i sindacati, invitando la Regione ad intervenire ufficialmente per contrastare le scelte della società, hanno ribadito la necessità di riconsiderare il piano industriale della Solage valutando le attività produttive dello stabilimento sito nell’ex DI46 “utili per consentire all’azienda di agire con efficienza sull’attuale mercato estero e nazionale”. I sindacati hanno dunque richiesto di sospendere la procedura di licenziamento collettivo.

Nel corso del tavolo di Bari, l’azienda – attraverso l’avvocato Cugini – ha evidenziato l’impossibilità per la Solage di interrompere l’iter avviato con il concordato preventivo, che prevede inderogabilmente la mobilità per i lavoratori. L’avvocato Cugini ha ribadito come la newco B4living, fittuaria del ramo d’azienda della Solage, non può sostenere ad oggi i costi del fitto di ramo d’azienda anche a Manfredonia (diversamente da quanto avvenuto ad Ancona).

Come detto, l’unica apertura emersa nel corso del tavolo di Bari è stata la richiesta dei sindacati all’azienda di presentare un nuovo piano industriale che preveda la continuità produttiva dello stabilimento di Manfredonia lasciando inalterato l’attuale livello occupazionale. Qualora si concretizzare la redazione di un nuovo piano industriale la Regione ha comunciato di essere pronta ad intevenire con un sostegno economico mediante la controllata Puglia Sviluppo.

L’ipotetico nuovo piano industriale andrebbe confrontato prima con le parti sociali, a livello territoriale; in caso di approvazione a livello locale lo stesso piano dovrebbe essere presentato alla Regione alla quale spetta l’ultima verifica prima di un’eventuale approvazione finale.

Per i prossimi incontri relativi alla vertenza Solage: il 10 novembre incontro in Provincia a Foggia, tra società e sindacati, per discutere della procedura di mobilità per i 55 lavoratori; il 27 novembre nuovo aggiornamento della task force a Bari.

“I lavoratori – dice a Statoquotidiano l’rsu Nicola Pasqua – preso atto della possibile riapertura della vertenza tramite la presentazione di un nuovo piano industriale da parte della B4living, hanno deciso di sciogliere il presidio dinanzi allo stabilimento di Manfredonia, così tornando al lavoro”. Nonostante lo ‘spettro’ dei licenziamenti, con lettere alle unità che sarebbero dovute partire il 10 novembre, l’azienda ha ritirato la proposta di scaglionamento delle mobilità, procastinando il termine ultimo di lavorazione al 30 novembre 2014 (ufficialmente la Solage, ex Ingenia, chiuderà il 31 dicembre 2014,ndr)”.

Nonostante la riapertura, restano attivi i termini indicati per lo stop delle lavorazioni e lo ‘spettro‘ licenziamenti per i 55 lavoratori. Lavoratori che stamani hanno ricevuto anche il sostegno di Vendola e che comunque continueranno a non mollare: “noi andiamo avanti”.

VIDEO 6.11.2014

g.defilippo@statoquotidiano.it

Solage Manfredonia, sindacati spingono per nuovo piano industriale ultima modifica: 2014-11-07T22:04:28+00:00 da Giuseppe de Filippo



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Commenti


  • Korkmaz Karadeniz

    Complimenti per le sedie che producete sono di ottima qualità e per questo che spero per voi di costituirvi in cooperativa per fare “workners buyout” sono sicuro che avreste successo e fare concorrenza alla Solage sfilandole il mercato dalle mani.


  • Dino

    Giusto combattere per il proprio posto di lavoro.
    Molta gente é in condizione disperata .
    Questo è il fallimento della politica locale e nazionale, compreso i sindacati.
    Senza garanzie,non si danno soldi pubblici a privati imprenditori, perché loro, hanno approfittato delle agevolazioni fiscale per le assunzioni per un buon periodo, poi chi si è visto si è visto.
    Pensano prima alla loro tasca, e cioè al profitto.
    Con tutti i soldi che hanno ricevuto queste aziende,potevamo pagare lo stipendio per trenta anni tutti i lavoratori che hanno visto chiudere l ‘ azienda dove lavoravano. Siamo nel 2014 e permettiamo a questi imprenditori di fare i fatti loro,con i soldi nostri.
    Poi, una persona che viene licenziata, non deve sbattere a DX e SX ,promesse di qua e forse promesse di la.Sindacati su sindacati giù.
    Chi perde il proprio posto di lavoro per cause non sue,deve essergli garantito un reddito di cittadinanza per le proprio tenore di vita prima di essere licenziato,per tre anni.
    In attesa deve dare la disponibilità per un lavoro all ‘ufficio per l’impiego.


  • Tam

    Un forte abbraccio ai lavoratori della solage di manfredonia con l’augurio più affettuoso che la loro tenacia e la loro stimabile dignitá possano portare presto a quanto sperato.
    Forza ragazzi non mollate!!
    Grazie a Stato quotidiano per l’interesse e per i servizi dedicati ai lavoratori della solage.


  • Redazione

    Un ringraziamento a tutti voi per la tenacia con la quale state portando avanti questa protesta; a disposizione; Statoquotidiano.it


  • Cuccurucù Paloma Blanca

    Non mollate ragazzi e vedrete che chi l’ha dura …l’ha spunta !!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    E poi,con una rappresentante come la Filomena ….bella e brava,non si può che volare e sognare in positivo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


  • Mangia Lattuga

    Prima fanno scappare i buoi e dopo chiudono la “varrata”. Le buone notizie quando le dobbiamo sentire?


  • Matteo

    Non metto in dubbio le doti e le capacità dei sindacalisti, tuttavia non comprendo perchè perdere tempo a cercare qualcosa che è stato deciso.

    Perchè non investire il tempo per procedere con il “workers buyout” rilevando l’azienda???
    Se è vero che produceva e i prodotti sono di qualità perchè non iniziare questa nuova sfida?

    @Dino mi spiace ma non sono d’accordo. Condivido il discorso sulla politica e l’incapacità di chi gestisce la cosa pubblica, tuttavia nel meridione c’è l’idea di lavorare senza sacrificio.
    Si continua a dare la colpa agli imprenditori del nord che hanno sfruttato i soldi pubblici per poi andare via e in alcuni casi addirittura non aprire l’azienda.
    La classe dirigente in questo caso ha fallito, in quanto secondo me doveva sviluppare un livello di imprenditorialità locale creando nuove figure professionali, investendo in settori che avessero un più lungo orizzonte temporale e soprattutto che i lavoratori considerassero l’impresa come propria.
    Purtroppo l’idea del posto fisso, magari pubblico o alle poste, la fa sempre da padrona e lo dimostra la perdita di tempo per protestare contro l’imprenditore che vuole chiudere la produzione a Manfredonia.
    Vogliamo comandare con i soldi degli altri?


  • Dino

    APer Matteo,anch’io sono d’accordo per rilevare le aziende che stanno per chiudere,partecipate comunali o altro,dentro ci sono validi maneger e lavoratori.
    Investiamo con il madre in Italy,il nostro prodotto non ha svalutazione.
    Purtroppo siamo in paese dove il marchio Italy non viene tutelato(vedi servizio di reporter su moncler).
    La classe dirigente imprenditoriale ha pensato silo al profitto,senza mai a pensare al valore dell azienda e dei suoi uomini.
    Bontempi è un marchio conosciuto in tutta Italia,ma non investe alla’estero come madre italy,forse perché sta aprendo un azienda in Armenia?
    I soldi della bontempi erano pubblici, le agevolazioni erano per tre anni,quindi hanno sfruttato soldi pubblici.


  • Tam

    Mi scusi matteo ma forse lei come la maggior parte dei politici nazionali non ha ben presente la realtà in cui viviamo che non è i soliti luoghi comuni che lei dice e che tutti i giorni sentiamo dirci dai signori che prima citavo. La triste realtà equella che


  • Tam

    Mi scusi matteo ma credo che lei come la maggior parte dei politici nazionali non avete ben presente la realtà in cui viviamo che non è fatta dei soliti luoghi comuni che lei dice e che quotidianamente sentiamo ripeterci. La triste realtà è quella che dice, solo per rimanere in tema, che la disoccupazione giovanile è al 44%. Perciò non mi sembra che protestare dignitosamente per il proprio posto di lavoro sia una perdita di tempo. Infine mi permetto di dirle che un posto fisso in fabbrica ha delle peculiarità sensibilmente diverse da quelle di un posto fisso alle poste o nel pubblico.

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