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Cariello “La Banca Popolare di Bari rischia la fine della Popolare di Vicenza”

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Bari. “La Banca Popolare di Bari rischia la fine della Banca Popolare di Vicenza”. E’ quanto denuncia il capogruppo del M5s in Commissione Bilancio Francesco Cariello in una interpellanza alla Camera sulla situazione della banca pugliese. “La vigilanza della Banca d’Italia – continua – già tre anni fa aveva segnalato le “criticità” della Banca fra prestiti incagliati, perdite di bilancio e conflitti d’interesse. I risultati sono questi: valore del titolo ridotto del 20%, divieto di recesso perchè non ci sono compratori, rischio concreto per i risparmiatori di vedere completamente azzerati i propri risparmi”.

“Lo scenario – conclude il deputato – è stato inoltre aggravato dall’azione del governo che, con il decreto banche popolari, ha imposto la trasformazione delle principali banche popolari in società per azioni entro dicembre 2016. Uno scenario surreale poiché i primi di dicembre dovrebbe tenersi l’assemblea dei soci i quali non sono a conoscenza del prezzo delle proprie azioni né hanno la possibilità di recedere e liquidare le proprie azioni”.



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Commenti


  • Antonello Scarlatella

    Ma che -dice questo ignorante in materia. La Popolare di Bari ha un CET 1 di 11.96 pari a quello di Unicredit.
    Banca Popolare di Bari ha fatto una operazione di acquisizione di 2 banche fallite.. O quasi.
    Il titolo è sceso del 20 % per effetto della riforma di trasformazione delle popolari in S.p.A.
    Stiamo parlando del 20% non come è successo in altri istituti.
    Chi acquista azioni deve aver ben chiaro che può avere delle performance in positivo o può subire delle perdite.
    NON SONO OBLIGAZIONI SUBORDINATE.
    Il movimento 5 stelle doveva essere un faro nel mentre queste gratuite castronerie dette da persone di scarsa competenza mi fa realmente pensare mio malgrado che siamo passati dalla padella nella brace.
    ….e ve lo dice un vostro elettore.


  • Aurelio Altieri

    probabilmente ignorante in materia sarà lei – ma di quale CET sta parlando l’unica accetta che attualmente può essere valida è quella che usano i taglia bosco ma non per gli alberi ma per la testa del cda e del sig. IACOBIONI.


  • Raffaele Vairo

    Caro Antonello,
    hai ragione quando dici che occorrerebbe evitare di proferire castronerie soprattutto quando non si hanno conoscenze e competenze adeguate per affrontare l’argomento. Nella mia esperienza di vita posso assicurarti che molte mi è capitato d’incrociare persone che, pur atteggiandosi ad esperti, non sapevano di che cosa stessero parlando. Ciò detto, permettimi di fare qualche considerazione sull’argomento. Dico subito, e sarai d’accordo con me, che la stragrande maggioranza dei lettori non conosce il significato dell’acronimo CET1 che hai citato. Mi permetto di spiegarlo brevemente in questa sede.
    L’acronimo CET1 ratio sta in realtà per Common Tier Equity 1 ratio ed è il principale indice di solidità di una banca. Questo rapporto, espresso in percentuale, viene calcolato rapportando il capitale ordinario versato (Tier 1) con le attività ponderate per il rischio.
    Tuttavia, il CET1 da solo non è sufficiente per rilevare la solidità della banca. In Italia vi sono istituti che presentano CET1 ratio “normali” che non riflettono però l’ammontare di crediti deteriorati posseduti dalla banca che potrebbero mettere seriamente a rischio la normale gestione dell’attività.
    È utile e corretto, quindi, non limitarsi esclusivamente alla visione del CET1 ratio per valutare una banca ma è consigliabile leggere con attenzione le relazioni finanziarie infrannuali e i bilanci d’esercizio. In particolare, si deve monitorare anche:
    • la qualità degli impieghi;
    • la redditività;
    • il valore del capitale;
    • notizie riguardanti la banca.
    La qualità degli impieghi è inversamente proporzionale all’incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei crediti. La redditività invece suggerisce la capacità della banca di creare valore sia per gli azionisti che per i risparmiatori.
    Il capitale più alto è un indicatore non solo della capacità della banca di erogare prestiti e mutui ma anche di porsi a garanzia dei depositari. Infine, le notizie vanno controllate costantemente in quanto va valutata sempre la capacità del management e l’andamento del mercato verso l’istituto oggetto di analisi.
    Saluti.


  • Marco

    A noi piccoli risparmiatori che al momento dell’acquisto i vari direttori di filiali della banca pop di bari ci avevano assicurato che mai le azioni sarebbero scese di prezzo perchè non quotate in borsa ce ne frega del CeT. Rivogliamo indietro i nostri soldi cosi come ci avevano garantiti al momento dell’acquisto quei delinquenti di direttori capito caro il saputello Antonello Scarlatello? E riferisci al tuo padrone Jacobini che non finisce qua!!!


  • Antonello Scarlatella

    Concordo ovviamente con Raffaele.
    Se non erro Popolare Pugliese ha ceduto circa 330 milioni di Euro di NPL..”crediti deteriorati” certo in una operazione di cessione di NPL non si recuperano 330 milioni forse un 10% ma si toglie dal groppone del bilancio una passività che mai potrà’ recuperare migliorando il rating diminuendo i costi di eventuali approvvigionamenti (funding)
    Ci sarebbe da scrivere un libro sugli NPL.
    La maggior parte dei crediti deteriorati sono frutto della crisi.
    In sostanza prestiti ed affidamenti concessi alle imprese che non sono più stati restituiti per i motivi che tutti noi conosciamo.
    Banca Popolare di Bari (che non è il mio padrone) come qualche fuori di testa ha scritto, gode di ottima salute. Non ho conti in Popolare di Bari È una delle banche più solide in Italia e sicuramente nel centro sud.
    Ovvio è in difficoltà “momentanea” come tutte le altre Banche.
    Considerate che forse la più solida è Istituto San Paolo. Le altre hanno chi più e chi meno hanno tutti problemi.
    Probabilmente in molti non si rendono conto che miliardi di euro prestati, impiegati nelle PMI non sono tornati a canossa.
    Caro Marco. Le azioni non sono mai sicure neanche quelle della BEI (banca europea degli investimenti) c’e’ scritto anche sull abecedario di Pinocchio.
    Ad oggi se fai un investimento BEI non azionario la Banca Europea degli Investimenti ti ristora in termini di interesse -0,40.
    Interesse per modo di dire visto che il termine interesse è il compenso per chi presta per un certo periodo di tempo una certa qualità di denaro.
    Ipotizziamo che la Banca Popolare di Bari oggi permetterebbe la vendita delle azioni non tutelerebbe principalmente gli azionisti visto che genererebbe panic selling, praticamente tutti venderebbero ed il prezzo delle azioni crollerebbe dell 80 per cento altro che il 20 inoltre genererebbe una catastrofe sia a livello territoriale, per i dipendenti e per i correntisti, senza considerare il rischio di un effetto domino per altre banche.

    I risparmiatori hanno acquistato azioni, altri hanno acquistato case a 300mila euro e ad oggi ne vale 150mila. In tempo di crisi tutti hanno lasciato qualcosa sul campo.
    La differenza è che le azioni della popolare di Bari torneranno a crescere le case non torneranno mai più al valore di acquisto di dieci anni fa.

    L Onorevole che ha fatto questa esternazione sbagliata paragonando la Banca Popolare di Bari alla Popolare di Vicenza, è un TERRORISTA.

    Raffaele, è sbagliata l analisi al netto del Terrorista pentastellato?


  • FRANCESCO PELLEGRINI

    Non so se mai riuscirò a rientrare nei 65mila euro (già al netto del deprezzamento) investiti in azioni di questa Banca ma è stata l’occasione di vedere come Bari è stata “comprata” —: nessun quotidiano locale o emittente locale, in primis TELENORBA, ha mai preso questo argomento e soprattutto nessuno sostiene alcuna delle azioni intraprese dai risparmiatori -. Questa si chiama


  • Paola

    Mi associo a marco ci avevano assicurato che non rischiavamo nulla,perché non erano quotati in borsa. Dopo dieci anni ho perso il venti x cento e non so se lo riavrò il resto del capitale. Noi ci siamo fidati di loro ma la banca si è comportata da delinquente incallito , non è possibile che nessuno ci tutela! Noi siamo disposti a tutto x recuperare i nostri risparmi non ci arrenderemo facilmente.


  • Alfredonia

    Dopo tutto quello che e’ successo in Italia, dalla PARMALAT ad oggi, mi chiedo: come fate a fidarvi degli investimenti in AZIONI BANCARIE che vi vendono i ciarlatani delle banche?.
    Quando abbiamo uno Stato che offre dei BOT allo 0,05 % di interessi annui, vuol significare che se investi 100, fra un anno potrai ritirare 99,5, rimettendoci anche lo 0,5.
    Oggi, con le leggi che non abbiamo a garanzia del cittadino, conviene non entrare in un sistema d’investimento bancario, e’ come se si vuole affidare in custodia un agnello al lupo.


  • Nicola Tanno

    Avviso importante azionisti banca popolari di Bari
    Manifestazione a Bari 10 novembre 2016
    Tutti in massa per adesione
    Email (ferego1953@libero.it)
    Solo c’è adesione in massa si fa
    Tutti Bari ultima possibilità
    Grazie
    Fate girare tutti


  • Carmela

    Sarebbe utile ed importante che anche a Manfredonia ed in Provincia di Foggia si costituisse un gruppo di soci/azionisti per ragionare insieme su cosa fare. Gli interessati possono telefonare al numero 346.7952207


  • Raffaele Vairo

    Caro Antonello, la tua analisi è corretta. Tuttavia, sottovaluti gli effetti dei crediti deteriorati (NPL) sul nostro sistema bancario (nel suo complesso) e sui risparmiatori, soprattutto dopo l’introduzione del bail-in (salvataggio interno), nel nostro ordinamento bancario e finanziario, in caso di dissesto degli istituti di credito.
    Credo, inoltre, che sull’argomento sia importante una precisazione: quando si parla comunemente di crediti deteriorati spesso ci si riferisce “solo” ai crediti in sofferenza (di fatto inesigibili per le banche), e non già a tutti i crediti deteriorati (che comprendono anche i crediti incagliati, le esposizioni ristrutturate e le esposizioni scadute e/o sconfinanti).
    Circa un anno fa, in una audizione al Senato Roberto Nicastro, ex direttore generale di Unicredit, ha lanciato un vero e proprio allarme dichiarando: “La massa di crediti deteriorati ha raggiunto in Italia livelli assolutamente record, 350 miliardi di euro a fine 2014, massa che assorbe e congela moltissimo capitale”.
    In questi casi per risolvere il problema si costituisce una “bad bank”, direttamente partecipata dallo Stato e/o dalle banche (che conferirebbero i crediti deteriorati a valore di mercato), al fine di “ripulire” i bilanci delle medesime banche e sbloccare nuove risorse per finanziare imprese e famiglie. Noi, com’è noto, abbiamo costituito il Fondo Atlante (fondo alternativo di investimento formalmente privato, nato sotto impulso del governo italiano per intervenire nelle crisi bancarie, provocate dalla grossa quantità di NPL detenuti dagli istituti, sostenendo la loro ricapitalizzazione e rilevando i crediti in sofferenza). La bad bank per acquistare i crediti deve emettere obbligazioni suddivise in diverse fasce di rischio (in particolare dalle meno rischiosa: senior, mezzanine e junior). Sovente, per favorire l’investimento in questo tipo di strumento finanziario i titoli sono garantiti dal solito Pantalone (lo Stato, cioè noi contribuenti).
    Caro Antonello, i NPL rappresentano per il sistema bancario e finanziario italiano ed europeo una “bomba termonucleare” che va al più presto disinnescata!
    Cordialità


  • Domenico

    Chi fa paragoni tra azioni della banca e investimenti in immobili è in malafede oppure è ignorante perchè se mi hanno detto prendi le azioni, facendomi firmare cose false sul mio profilo convincendomi poi della sicurezza totale del prodotto, è ovvio che la banca HA APPROFITTATO perchè questi non hanno fatto sottoscrivere obbligazioni ma azioni…dopodichè possiamo parlare di ingenuità, superficialità eccc… ma guai a dire che dall’altra parte c è stata data informazione corretta chi lo afferma dice IL FALSO, essendone consapevole!!!!! CI HANNO PRESI IN GIRO E QUALCUNO PAGHERA’ IL CONTO…..


  • Antonella

    I semplici correntisti come me capiscono poco o nulla di sigle, acronimi e quant’altro e tutte queste risultano solo parole vuote e difficili da capire. Quello che ci interessa è però SAPERE se la banca è a rischio e cosa rischiamo noi correntisti.

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