Foggia

Don Uva situazione sempre più critica

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Foggia. ”Dopo quasi 3 anni di Amministrazione Straordinaria si tirano le somme per valutare cosa sia stato fatto e cosa ci sia ancora da fare. Troppo poco è stato fatto, ed in verità il lavoro del Commissario all’inizio è stato soddisfacente. Dopo, come spesso accade, sono subentrati gli interessi e la politica a scapito del bene della Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza.

Il 27 luglio 2015 presso il Ministero dello Sviluppo Economico venne dichiarato un esubero di 40 unità a Foggia (110 per le 3 sedi). Le figure individuate e comunicate alle organizzazioni sindacali erano principalmente il frutto di una scellerata politica di assunzioni clientelari avvenute nel corso degli anni. Un numero di amministrativi eccessivo sproporzionato rispetto al numero di dipendenti, un numero di caposala e di educatori professionali di circa il doppio rispetto a quelli realmente necessari, animatori non presenti tra le figure necessarie nei reparti ed insieme ai logopedisti non previsti negli accreditamenti con la Regione Puglia, un DAI – Dirigente Ufficio Infermieristico con categoria E, in pratica un dirigente con nessun compito tra l’altro figura non presente tra l’altro nelle strutture di Potenza e Bisceglie, un secondo Direttore Amministrativo di struttura (serve un direttore di riserva?), un responsabile del servizio di prevenzione e protezione pagato tramite incarico esterno di collaborazione quando abbiamo personale interno qualificato che potrebbe ricoprire la stessa mansione senza un aggravio sulle casse dell’Ente. Ed a questo punto entrano in campo gli interessi e la politica. Erano necessari due anni fa e lo sono ancora adesso i cambi di qualifica, bisogna demansionare e recuperare personale addetto all’assistenza rimettendo al lavoro nei reparti i caposala ed il DAI Dirigente Ufficio Infermieristico facendoli ritornare a fare gli infermieri e qualificare tramite corsi di formazione il personale amministrativo in eccesso per poi utilizzarlo nei reparti.

Come mai il Don Uva mantiene solo a Foggia la figura del DAI – Dirigente Ufficio Infermieristico, figura da 3.500€/mese (45.000€ annui) invece soppressa nelle sedi di Potenza e Bisceglie? Come mai paghiamo caposala inutili senza rimetterli nei reparti a lavorare? E di tutto il resto del personale in esubero cosa si fa? Troppi gli interrogativi non ancora chiariti a distanza di circa un anno e mezzo dal quel 27 luglio 2015, tanti i dubbi e poche le certezze. Certo è che l’onere dei tagli doveva essere del Commissario Straordinario, figura con poteri appunto “straordinari” che aveva il compito di sistemare la situazione debitoria e portare al pareggio di bilancio tramite una rimodulazione dell’eccessivo costo del personale e consegnare l’Ente al nuovo proprietario già “ripulita”, senza problemi e soprattutto più appetibile. Ma la teoria è diversa dalla pratica. La strada per la nuova proprietà dell’Ente sarà tutta in salita sperando che questo “non fare” non porti ad un ripensamento da parte degli acquirenti che potrebbero vederla “meno appetibile” a danno di tutti i dipendenti dell’Ente”.

(COMUNICATO STAMPA)



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