Manfredonia
Nota inviata a Stato Quotidiano

M.De Meo “Rispetto norme antisismiche a Manfredonia: questa la situazione”

"Solo gli edifici colorati di giallo e parte dell'arancione chiaro rispettano le norme antisimiche"

Di:

Manfredonia. ”Questa è la tavola del P.U.G. di Manfredonia che mostra quando sono stati realizzati gli edifici fino all’aprile 2009. Il comune di Manfredonia è stato confermato sismico con D.M. 7 marzo 1981. Zona 2, S = 9.

Tutti gli edifici realizzati prima del 1984-85 non rispettano le norme antisismiche.
Solo gli edifici colorati di giallo e parte dell’arancione chiaro rispettano le norme antisimiche.

Cosa si può fare?
La normativa definisce varie categorie di intervento sulle strutture esistenti. In particolare si individuano:

– interventi di adeguamento sismico: sono particolari interventi atti a conseguire i livelli di sicurezza previsti dalle stesse norme tecniche. Si tratta, spesso, di interventi molto onerosi sia dal punto di vista tecnico che economico;

– interventi di miglioramento sismico: sono interventi atti ad aumentare la sicurezza strutturale esistente, pur senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti dalla norma. Sono realizzabili in maniera più semplice rispetto a quelli di adeguamento;

– riparazioni o interventi locali che interessino elementi isolati e che comunque comportino un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti”.

www.comune.manfredonia.fg.it

(Ing. Michelangelo De Meo, Manfredonia 07.11.2016)



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Commenti


  • AFFONDIAMO MANFREDONIA

    bravo ingegnere ora non si possono nascondere dietro un dito


  • Antonino

    Caro ingegnere, mi sa dire che tipo di intervento si può eseguire su di una palazzina di sei piani, costruita negli anni 70 per renderla sicura?.
    Dove è come si interviene?
    Qual’è il costo?.


  • Redazione

    ISTAT, 80% CASE IN ZONE RISCHIO SISMA, METÀ NON A NORMA

    CODACONS: 24 MILIONI DI ITALIANI VIVONO IN ZONE AD ELEVATO RISCHIO SISMICO. NON E’ STATO FATTO ABBASTANZA PER TUTELARE I CITTADINI

    I dati forniti oggi dall’Istat secondo cui il 78,3% delle abitazioni residenziali sono costruite nelle prime tre zone a più alto rischio sismico e oltre la metà non è norma, dimostrano come in Italia non sia stato fatto abbastanza per mettere in sicurezza le case e tutelare i cittadini.

    “Si tratta di numeri vergognosi, che coinvolgono direttamente il 40% degli italiani – commenta il presidente Carlo Rienzi – 24 milioni di cittadini, infatti, vivono nel nostro paese in zone ad elevato rischio sismico, e nonostante ciò più della metà delle abitazioni non risulta a norma. Appare gravissimo che nel 2016 si registri ancora una situazione così pericolosa per la popolazione: il Governo deve mettere in sicurezza la totalità delle case degli italiani che vivono nelle aree sismiche, trovando risorse attraverso l’eliminazione dei bonus a pioggia e degli sprechi miliardari della Pubblica Amministrazione” – conclude Rienzi.


  • ing. strutturista

    il fatto che gli edifici non siano stati costruiti post 2009 non è per forza sinonimo di pericoloso. non è sufficiente conoscere l’anno di costruzione per definire una struttura antisismica o meno. la questione è più complessa di quello che si pensa. la maggior parte delle strutture in rosso sono in pieno centro storico dove la buona qualità costruttiva (murature in blocchi squadrati in tufo) e la presenza di tiranti, possono garantire una ottima resistenza nei confronti delle azioni sismiche (anche superiore a edifici in c.a. costruiti con le prime norme sismiche, che presentavano grosse lacune dal punto di vista concettuale). l’anno di costruzione deve essere un punto di partenza per la definizione di un piano di analisi di vulnerabilità sismica che deve essere assolutamente obbligatorio per tutti gli edifici. ma prima ancora credo sia necessaria la sensibilizzazione dei cittadini nei confronti di un evento naturale che deve essere visto non come un nemico ma come un semplice ospite rumoroso.


  • Luigi

    Un metodo ci sarebbe e cioè costruire case nuove, a norma di tutto, per tutte le famiglie che abitano in case costruite non a norma, ovviamente prima che accada un evento sismico disastroso, lo stato si appropria delle case non a norma e a fine costruzione consegnare le abitazioni di pari metraggio ad ogni famiglia, diciamo una specie di compravendita alla pari, ma con il vantaggio di avere case in regola a norma in tutto e sicure nel tempo…


  • Antonino

    X Luigi :

    E’ anche giusto quello che pensi, ma forse hai dimenticato che lo Stato Italiano non ha i soldi per comprare la carta igienica nelle scuole d’obbligo o mettere in sicurezza le stesse strutture scolastiche, immagina se ti deve finanziare un tale progetto.
    Questo Stato attuale, pensa soltanto a mantenere saldo i propri vitalizi e interessi di famiglia.

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