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50 e 50, Laddomada: la battaglia prosegue

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Il consigliere regionale Franco Laddomada (archivio, fonte image: pugliapress.org)

Bari – “E’ andata in fumo un’importante occasione di riscatto per la classe politica dirigente pugliese con la bocciatura in Consiglio regionale della proposta di legge di iniziativa popolare che introduceva la doppia preferenza per l’elezione del consiglio e del presidente della giunta regionale. 30.000 cittadini e cittadine pugliesi ci davano la possibilità di non incorrere più nello scempio istituzionale di un’assemblea regionale costituita da 67 consiglieri maschi e 3 consigliere donne”. Lo dice in una nota il consigliere regionale de La Puglia per Vendola, Francesco Laddomada.

“L’ iniziativa popolare, che personalmente ho sostenuto contribuendo a raccogliere le firme, avrebbe dovuto trovare un canale di preferenza sia procedurale che sul piano dei tempi, rispetto alle proposte o disegni di legge, che, invece, il Consiglio regionale, per di più con il voto segreto richiesto dal centrodestra, ha respinto. Un’occasione mancata che ci fa meritare in tutto e per tutto il cinquantasettesimo posto dell’Italia nel mondo per quote rosa, rilevato dall’ultimo rapporto dell’ONU e dell’Unione interparlamentare, secondo il quale le donne elette nei Parlamenti nazionali nel 2011 sono state il 19,5 per cento, ben lo 0,5 in più rispetto all’anno precedente e in testa alla classifica ovviamente ci sono i soliti Paesi: Svezia, Norvegia, Finlandia”.

“Da osservare in tale contesto c’è, inoltre, che tra i posti quarantaduesimo e il quarantacinquesimo, che precedono l’Italia, ci sono Cuba, Andorra, Belgio e Mozambico. Nei Paesi arabi e nel Medio Oriente, nonostante il vento della primavera araba, che ha visto una massiccia partecipazione delle donne alle proteste e alle manifestazioni di piazza, alla fine del 2011 la percentuale di quelle elette è appena del 10 per cento. Restando in Europa, in Francia già dagli anni novanta c’è una legge che richiede un numero uguale di candidati, maschi e femmine, e i partiti che non ottemperano sono penalizzati con una decurtazione massima del 50% del contributo elettorale ricevuto dallo Stato”.

In Spagna nel 2004 Zapatero è stato il primo premier a costituire un Governo in completa parità tra Ministre donne e Ministri uomini e nel 2007 la Spagna ha approvato una legge che prevede che nessun sesso possa avere una rappresentanza superiore al 60 o inferiore al 40 per cento. L’Italia quindi confermandosi fanalino di coda in temi di parità di genere anche in Europa ha una proposta di legge approvata alla Camera, che giace in Senato, che prevede che gli statuti degli enti locali dovranno definire norme volte alla promozione delle pari opportunità tra i sessi nelle giunte, nelle aziende locali e nelle istituzioni da esse partecipate. Palpabile è dunque la constatazione di quanto l’Italia in tema di diritti, uguaglianza e parità si muova tra infinite lentezze e discussioni senza mai giungere a destinazione. Basti pensare a come è finita la festa di popolo e di democrazia che la raccolta firme per la proposta di iniziativa popolare 50/50 aveva animato tra i promotori e i trentamila firmatari, dalla quale si è avvertita viva la voglia di partecipazione democratica e di cittadinanza attiva”.

Ma non sarà la brutta pagina di politica consumata negli ultimi giorni in Consiglio regionale a fermarci, continueremo la nostra battaglia di democrazia tutti i giorni, fuori e dentro le istituzioni, come abbiamo sempre fatto. Nella storica Società operaia di Mutuo Soccorso di Crispiano ho l’onore di essere stato il primo presidente che nel 2002 ha portato le donne a votare e ad eleggere in consiglio di amministrazione 4 consigliere; per il 14 dicembre ho organizzato un importante dibattito sul fenomeno dello stalking in Puglia, che tra le vittime conta molte donne. La nostra battaglia, pertanto, riprenderà e proseguirà con una nuova proposta di legge, affinchè sia presa in considerazione la rivendicazione di 30.000 pugliesi di un Consiglio regionale più paritetico e più democratico, che non possiamo ignorare”.


Redazione Stato



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Commenti


  • Redazione

    Care amiche,
    la nostra “avventura” legata alla legge di iniziativa popolare su 50/50 e doppia preferenza,
    malamente archiviata durante la recente seduta del consiglio regionale, non si è certo conclusa.
    Come ci siamo dette e scritte in questi giorni, non intendiamo affatto mollare, la nostra non è stata
    una sconfitta. La nostra battaglia (forse la più significativa degli ultimi anni per la trasversalità, la
    compattezza e la tenacia che noi donne, militanti dei partiti, appartenenti ai movimenti, alle
    associazioni, singole cittadine abbiamo dimostrato) è stata strenuamente combattuta e oggi è
    opportuno che venga “raccolta” dai nostri rappresentanti istituzionali e che prosegua.
    Abbiamo quindi convocato, come Conferenza delle Democratiche, GIOVEDI’ 13DICEMBRE una
    “Conferenza Regionale delle Democratiche” monotematica per consentirci di discutere e
    proporre le nuove strategie di intervento.
    Questa volta, essendo il tema così importante per tutta la società, abbiamo deciso di strutturare la
    Conferenza come una assemblea aperta, includendo tutte le realtà associative che si sono
    impegnate nella questione e le singole donne che, anche da non iscritte al nostro partito, hanno
    vissuto, seguito e condiviso la battaglia.
    Naturalmente abbiamo ritenuto necessario anche invitare i nostri rappresentanti istituzionali a tutti
    i livelli: è a loro che dobbiamo rivolgere le nostre istanze e proposte, perchè nelle loro mani, oggi, è
    la possibilità di cambiare la legge elettorale inserendo la nostra proposta sulla parità di genere.
    A tal proposito, siete tutte convocate per la

    Conferenza Regionale delle Democratiche di Puglia
    GIOVEDI’ 13 DICEMBRE
    alle ore 16
    presso l’Hotel Excelsior
    a Bari

    Saranno presenti anche Sergio Blasi, segretario regionale PD, Antonio De Caro, capogruppo PD in
    consiglio regionale, Elena Gentile, la nostra combattiva componente della giunta regionale e l’On.
    SESA AMICI, da sempre impegnata sulle questioni delle pari opportunità.
    Naturalmente vi invito ad estendere il presente invito a tutte le amiche impegnate nelle
    associazioni e nei movimenti che hanno condiviso con noi la battaglia del 50/50, a partire dalla
    raccolta firme. Dobbiamo essere in tante e aprire la politica alla più ampia partecipazione
    A giovedì!

    Antonella Vincenti
    Coordinatrice Donne Democratiche Puglia

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