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Acqua passète, i racconti di Nunziata Quitadamo

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Acqua passète (st)

Manfredonia – DOPO i proverbi ecco i racconti. Nunziata Quitadamo prosegue nel suo viaggio a ritroso nella memoria popolare garganica, nello studio del tempo che fu e degli usi e costumi che lo hanno caratterizzato. Un lavoro meticoloso, certosino, autentico, condotto ascoltando i parenti innanzi tutto, il papà e la mamma, ma anche il policromo mondo contadino dal quale ella stessa proviene, riportando fedelmente nello sviluppo dei ricordi e nella parlata originale, i racconti tramandati dalla tradizione popolaresca. Un contributo di grande valore documentale ma anche di sistemazione metodica di testimonianze che altrimenti sarebbero andate disperse.

Cosi dopo “Ditte e scritte” un vademecum di oltre tremila tra massime e sentenze popolari, ecco “Acqua passète” (350pp, Sentieri Meridiani Edizioni) una raccolta di 108 racconti con prefazione di Raffaele Nigro, tra i più accreditati e sensibili storici della cultura lucana e pugliese.

“Venivano narrati – richiama Quitadamo – specie d’inverno, dopo il lavoro, intorno al braciere per riposarsi, scaldarsi e chiacchierare. Racconti semplici che divertivano e avevano valore formativo. Storie ascoltate, trasformate o inventate, ma sempre calate in una realtà storicamente vissuta”. La gran parte sono contenuti in una pagina: a sinistra la versione in dialetto, a destra quella in lingua. Si leggono velocemente, col sorriso sulle labbra, gustando i modi di esprimersi che accentuano “i valori e i significati didattici” del racconto che si concludono invariabilmente con un insegnamento, una massima educativa. Coinvolgono per la loro vivacità e profondità di analisi tratte dalla quotidianità che per tanti aspetti si rivelano, ad una più attenta lettura, validi ancora oggi.

“Il risultato – osserva Raffaele Nigro – è un patrimonio sapienziale che fa da quadro psicologico di una intera società, un mondo attraversato da una furberia spiccia e franca, dove la risposta è pronta e il battibecco altrettanto frequente”. Nella pagine di “Acqua passète” vi è tutta la tavolozza variopinta dei sentimenti, delle passioni, delle debolezze umane riportate pari pari con tutte le battute scurrili e salaci del racconto originale. “Una realtà non molto lontana – osserva Nigro – da quella trecentesca descritta dal Boccaccio”.

Il volume di Nunziata Quitadamo sarà presentato martedì 11 dicembre, alle ore 18, all’Auditorium dei Celestini. Saranno presenti il Sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, con l’Assessore alla Cultura, Paolo Cascavilla, il giornalista e scrittore Raffaele Nigro, il Presidente della Società di Storia Patria della Puglia, Cosimo D’Angela, e l’attrice Dina Valente che leggerà alcuni racconti.


Redazione Stato



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Commenti


  • Louis

    Dovremmo essere fieri dei nostri concittadini.. Abbiamo un patrimonio unico che ci stanno regalando, la Prof. Quitadamo cosi come fece il Preside Serricchio. I loro libri e le loro testimonianze sono da salvaguardare!

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