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Dai un passaggio all'arte, visita una mostra

Al Via Mostra Antologica di Salvatore Lovaglio

Rimarrà aperta fino al 20 gennaio 2018, da lunedì a sabato, dalle ore 10 alle ore 13 e il pomeriggio dalle ore 17 alle ore 20 (giorni festivi esclusi)


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Foggia. Arte per ricordare, acclamare, commemorare, o semplicemente per lasciarsi avvolgere da “mondi incantevoli e senza tempo”.

Questo un po’ “il pennello trainante” della mostra di Salvatore Lovaglio innaugurata giovedì 7 dicembre 2017, presso la Galleria Espositiva della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, in via Arpi 152 e fortemente voluta dalla stessa Fondazione.

Salvatore Lovaglio è nato a Troia (Foggia) nel 1947 e vive e lavora tra Lucera e Milano. Pittore, scultore e incisore, si è formato nelle Accademie di Belle Arti di Napoli e Foggia.
Fondatore del Centro studi e promozione arti visive Mecenate a Lucera, Salvatore Lovaglio è da sempre impegnato, in modo attivo e propositivo, anche nell’organizzazione di attività artistiche e laboratoriali.

Svolge attività artistica dalla seconda metà degli anni settanta.

Negli anni Ottanta ha collaborato alla nascita di “Proposte di figurazioni” con Sergio Michilini, Nazareno Di Nardo, Gaetano D’Auria e altri artisti con i quali organizza mostre itineranti presso spazi ed enti pubblici nell’area milanese e varesina. È di quegli anni l’amicizia con gli scultori Franco Fossa e Antonio M. Pecchini e con gli architetti Dario Manzo e Giampiero Spigarelli. Con loro ottiene il primo e il terzo premio nel concorso indetto dall’amministrazione comunale di Busto Arstizio e dalla Regione Lombardia per la sistemazione di un’area della città e la realizzazione di un monumento alle vittime del lavoro. Dal 1992 partecipa, con l’artista Koemon Hattori ad una serie di iniziative intitolate “Senza frontiere” esponendo in vari musei giapponesi, tra cui City Art Museum, Nigata; Ginza Art Gallery, Tokio; Galleria Bumdodo, Tokio.

Nel 2003 organizza presso il Chiostro di Voltorre di Gavirate una emozionante mostra dal titolo “Appunti di guerra”. Nel 2005 ha presenziato, presso la Galleria provinciale d’arte Moderna e Contemporanea del Capoluogo Dauno, la Personale “Geografie”.

Nel 2010 espone, in una mostra itinerante che tocca anche Roma, le sue “Incisioni”. Nel 2011 firma il Manifesto artistico per il XXI secolo Diastema, redatto dal filosofo Romano Gasparatto. Ha partecipato alla cinquantaquattresima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Palazzo delle Esposizioni, “Sala Nervi”, Torino.
Nel 2015 ha realizzato per la città di Manfredonia un’imponente e vibrante statua equestre dedicata a Re Manfredi. La sua pittura, mai “narrativa”, ha sicuramente uno stretto rapporto con l’arte di area lombarda, dove Lovaglio ha vissuto e lavorato a lungo, ma è altrettanto vero che, particolarmente nei paesaggi, dove “natura e pittura diventano una cosa sola”, c’è tutta l’adesione alla sostanza della sua terra.

Curata dal critico d’arte Gaetano Cristino, la mostra è sintesi della ricerca espressiva di Salvatore Lovaglio, volta allo scandaglio del rapporto uomo-natura.

Attraverso le sue opere è possibile ripercorrere non solo la sua singolare poetica, unitaria e nello stesso tempo contrassegnata da una pluralità di approcci linguistici, ma è altresì possibile approfondire alcuni dei capitoli più interessanti dell’arte del secondo Novecento attraversati da Lovaglio, dall’informale alla figurazione esistenziale agli esiti ultimi del naturalismo e del cosiddetto realismo informale.

All’inaugurazione, davanti ad un pubblico di appassionati e addetti ai lavori, hanno preso parte il presidente della Fondazione promotrice iniziativa, dottor Aldo Ligustro, il curatore della mostra Gaetano Cristino, la direttrice del Ma*Ga (Museo d’arte contemporanea di Gallarate) Emma Zanella e Guido Pensato, poeta e curatore. Obbiettivo delle iniziative promosse da questo gruppo coeso e compatto: la promozione delle arti visive “in toto”, ha sottolineato lo stesso il Presidente e, nello specifico, la cura di mostre retrospettive dedicate ai protagonisti dell’attività artistica in Capitanata degli ultimi cinquant’anni che, oltre ad attribuire un riconoscimento alla carriera ai singoli artisti, consentono anche, al di là del loro intento celebrativo, di fornire materiali attraverso i quali, tassello dopo tassello, diventi possibile delineare, nel tempo, la storia della produzione artistica nel nostro territorio e i suoi legami con altri contesti, anche internazionali.

La Mostra Antologica di Salvatore Lovaglio, che ha svolto la sua attività di docente e di artista anche in altri contesti senza mai dimenticare la sua terra d’origine, dove alla fine è rientrato, si colloca in maniera esemplare in questo percorso, ha continuato ancora quest’ ultimo. Parole chiave: L’importanza “di tenere ben piantate a terra le Proprie Radici”.

Fin dagli esordi, nel 1970, ha ricordato, in seguito Gaetano Cristino, la linea espressiva di Salvatore Lovaglio si è sviluppata tra due polarità, astrazione e figurazione, che spesso si ricongiungono, a volte felicemente, a volte drammaticamente, sempre all’interno di un continuum concettuale che ha come centro della sua attenzione l’indagine sul senso dell’esistenza umana e del suo rapporto con il reale.

Anche le opere di oggi, le grandi geografie, i paesaggi magmatici capaci di trascinare lo sguardo in un vortice di luci e di ombre, ha scritto nella sua nota a completamento Opera rappresentata in catalogo Emma Zanella, direttrice MA*GA (Museo d’Arte di Gallarate, Varese), le incisioni libere che paiono forzare i limiti della tecnica a favore della potenza di segno e colore, tutto ciò che Lovaglio è oggi come artista, sono il risultato di un percorso di ricerca in continua evoluzione che parte e arriva sempre all’uomo, alla sua essenza, al suo sentire, anche quando non rappresentato.

L’opera artistica è corredata, inoltre, come hanno rincalzato un po’ tutti i relatori, da un catalogo ricco e corposo, composto da centoventotto pagine, edito da Effebiemme, che comprende, oltre ad una antologia della critica e a un ricco apparato iconografico (riguardante anche la sua attività di scultore), testi a cura di Gaetano Cristino ed Emma Zanella e una riflessione poetico – visiva di Guido Pensato, appositamente scritti per questa mostra. Le prime cento copie del catalogo, inoltre, saranno impreziosite da un’incisione numerata e firmata dall’artista, realizzata per l’occasione.

Durante tutta la durata della mostra sarà possibile visitare anche lo studio dell’artista, in Borgo San Giusto, tra Troia e Lucera, autentica factory dell’arte.

Al Via Mostra Antologica di Salvatore Lovaglio ultima modifica: 2017-12-07T09:37:48+00:00 da Redazione



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