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Cerignola, perseguita giovane imprenditrice, arrestato 31enne (F-V)

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Cerignola, tentata estorsione, un arresto (st)

Cerignola – BRUTTA avventura per una giovane donna di 32 anni, da poco trasferitasi a Cerignola, dove, oltre ad aver rilevato l’azienda agricola del padre, ha avviato una nuova cantina vinicola, creando nuovi posti di lavoro per i giovani del Basso Tavoliere.

La giovane imprenditrice, prese in mano le redini dell’attività, non avendo amici o conoscenti che potessero darle sostegno, sia morale che lavorativo, aveva pensato bene di utilizzare le conoscenze che man mano faceva in campo lavorativo, anche per trascorrere qualche ora del suo tempo libero in serenità.

Ed è stato proprio in questo modo che la stessa, ha conosciuto Rizzo Gennaro, il quale, fin da subito, si è dimostrato molto disponibile con la donna, aiutandola anche nei lavori manuali dell’azienda, ma soprattutto facendole trascorrere un po’ di tempo in compagnia di alcuni amici o facendo con lei qualche uscita fuori porta. E’ stato in questo modo che l’uomo, giorno dopo giorno, si è “infatuato” della giovane imprenditrice, la quale, fin da subito, aveva messo le cose in chiaro, facendo capire a Rizzo che non ci sarebbe stato nulla al di fuori di una semplice amicizia e collaborazione.

L’uomo, pur di continuare a frequentare la donna, fingeva di accettare le condizioni “dettate” dalla stessa, fino a quando la giovane non gli confidava di avere conosciuto un ragazzo che le piaceva e con il quale aveva intenzione di instaurare una relazione che andasse al di fuori della semplice amicizia. L’uomo, a questo punto, ha continuato a fingere, dandole informazioni sulla famiglia del ragazzo e sul comportamento da tenere.

Tutta è andato per il meglio fino a quando, l’otto dicembre scorso, la donna non ha comunicato a Rizzo di aver deciso di uscire sola con il ragazzo che le interessava. Da quella sera sono cominciati una serie di avvenimenti “strani” contro la donna e la sua famiglia. Proprio quella sera, subito dopo che la ragazza aveva lasciato la sua abitazione, il padre aveva udito dei rumori provenire dal vicino terreno, coltivato a vigneto. Uscito di casa per controllare cosa stesse accadendo, non riusciva a scorgere nessuno, anche se, suo malgrado, si è visto precipitare sulla testa alcune pietre e zolle di terreno, accompagnate da strane urla provenire dalla medesima direzione. Impaurito per quanto stava accadendo, allertava immediatamente la sala operativa del locale Commissariato di Polizia, che faceva intervenire sul posto una Volante, che non poteva far altro che constatare la presenza dei sassi e delle zolle di terra lanciate.

Successivamente a questo avvenimento, la donna ha subìto il danneggiamento dei tiranti di un suo terreno coltivato a vigneto e dell’autovettura di proprietà del proprio padre, tutti regolarmente denunciati. Impaurita per quanto le stesse accadendo, la donna si confidava nuovamente con Rizzo Gennaro, il quale, nell’occasione, oltre ad esternarle la sua gelosia nei confronti del suo nuovo fidanzato, tentava di far ricadere sullo stesso le colpe dei danneggiamenti subìti. La donna, a questo punto, comprendendo che con Rizzo Gennaro non ci poteva più essere nulla, decideva di troncare qualsiasi tipo di rapporto. Questo mandava su tutte le furie il giovane innamorato che cominciava a molestare la donna tramite SMS o con l’utilizzo dei moderni sistemi di comunicazione.

Il tutto è andato avanti in questo modo fino al giorno di San Silvestro, quando, all’ora di pranzo, sia la giovane donna che il padre, ricevevano due SMS anonimi, dove venivano apostrofati entrambi con parole volgari e nei quali vi era anche una richiesta di 100 mila euro da pagare entro 10 giorni, altrimenti ci sarebbe stata un’esplosione. Durante la notte sia la donna che il padre ricevevano delle telefonate anonime, alle quali non rispondevano; il giorno di capodanno, invece, intorno all’ora di pranzo, ricevevano ulteriore SMS con la scritta “MENO 9 POI BOOM”.

Rizzo Gennaro (st)

La stessa cosa si ripeteva nei giorni a seguire, fino al 4 gennaio scorso, quando gli uomini della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Polizia di Cerignola, agli ordini del Vice Questore Aggiunto Loreta Colasuonno, che nel frattempo avevano attivato una serie di attività tecniche per risalire al responsabile degli eventi, non hanno chiuso il cerchio intorno a Rizzo Gennaro, il quale veniva immortalato, da una telecamera del sistema di video-sorveglianza in uso alla sala operativa del Comando Polizia Municipale del Comune di Cerignola, mentre digitava gli ultimi SMS ed effettuava le ultime telefonate anonime. I Poliziotti, dopo aver visualizzato le immagini, si recavano presso il domicilio dello stesso non trovandolo in casa.

Ritornavano in serata, sorprendendolo mentre chattava proprio con la mamma della sua amata, alla quale cercava di far capire quanto grande fosse l’amore che provava per la figlia e quanto gli facesse male sapere che fosse finita in mani poco sicure. Per lui si sono aperte le porte del carcere di Foggia, dove è stato messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che procede. I reati per i quali Rizzo Gennaro è indagato sono: Tentata Estorsione, Danneggiamento aggravato e atti persecutori (Stalking).

Redazione Stato@riproduzioneriservata

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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Un corteggiamento esasperante e non gradito può “sconfinare” nel reato di stalking !

    Le Sezioni Unite della Cassazione hanno recentemente stabilito che un corteggiamento troppo pressante integra il reato di stalking quando la vittima, pur non modificando le proprie abitudini di vita, vive in maniera ansiosa le attenzioni non gradite, tanto da provocare in lei timore o paura.

    La vicenda su cui si è pronunciata la Cassazione è singolare: un magistrato che tartassava di messaggi e di richieste di incontri una collega del medesimo ufficio, creando in lei uno stato di ansia e timore per la propria incolumità. (Cass. S.U., sent. n. 7042/2013 del 21.03.2013)

    Secondo i giudici della Cassazione, il reato di stalking consiste in una serie di atti persecutori compiuti in maniera abituale dallo stalker e si compone di tre condizioni che possono verificarsi in maniera alternativa. Quindi non è affatto necessario che essi accadano tutti e tre insieme.

    Le tre condizioni dello stalking sono:
    1) il cagionare un perdurante e grave stato di ansia nella vittima;
    2) l’ingenerare nella stessa un fondato timore per la propria incolumità o per quella di un prossimo congiunto;
    3) l’alterazione delle abitudini di vita della vittima.

    È sufficiente che si realizzi uno di questi tre fatti perché si abbia stalking.

    La vittima, perciò, può essere intimorita da un corteggiatore che non ne vuole sapere di lasciarla in pace, ma il timore provato può anche non arrivare al punto di far cambiare le proprie abitudini.

    Inoltre, sempre secondo la Cassazione, lo stato di ansia della vittima può emergere dalle stesse dichiarazioni che questa rilascia davanti al giudice durante il processo. In pratica, per provare lo stato di ansia non si richiede un accertamento medico né che la vittima abbia sviluppato, in seguito agli atti persecutori subiti, una malattia psicologica, poiché è sufficiente che sia stata alterata la sua serenità quotidiana.

    Per queste motivazioni, i giudici hanno stabilito che anche un corteggiamento troppo serrato, fatto di sms, incontri non graditi e telefonate continue, è stalking se la vittima inizia a intimorirsi e non gradisce le attenzioni moleste.

    Attenzione, dunque, a non insistere troppo se l’oggetto del vostro desiderio non apprezza la vostra corte: il limite tra un corteggiamento lusinghiero e la molestia è molto sottile!
    Foggia, 15 gennaio 2014 Avv. Eugenio Gargiulo

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