Foggia, appalto senza gara: indagata la ‘Vecchia’ Giunta
di Girolamo Romussi
Pubblicato il 8 febbraio, 2010
Foggia – I militari della Guardia di Finanza di Foggia hanno notificato 15 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, con valore di informazione di garanzia (l’informazione di garanzia, o cd avviso di garanzia, è un istituto disciplinato dall’art. 369 del Codice di Procedura Penale italiano attraverso il quale una persona viene avvertita di essere sottoposta a indagini preliminari, ossia di quella fase processuale in cui si raccolgono elementi utili alla formulazione di una imputazione.Tale informazione garantisce alla persona cui viene spedita dal Pm (“in piego chiuso raccomandato con ricevuta di ritorno”) la possibilità di essere assistita da un proprio difensore di fiducia, e contiene un invito ad esercitare tali facoltà. L’informazione indica inoltre le norme che si intendono violate e la data e il luogo di tale violazione) emessi dalla Procura della Repubblica di Foggia ai danni di componenti della passata giunta di centrosinistra di Foggia: l’ex primo cittadino, Orazio Ciliberti, nonchè tre dirigenti comunali e 11 ex assessori della passata giunta comunale (maggioranza di centrosinistra)..
L’INDAGINE – L’indagine fa riferimento ad un affidamento a trattativa privata alla società “Luceria Falco srl“, con sede Manfredonia (società a responsabilità limitata ‘Servizi di sicurezza Luceria-Falco‘, con sede legale in Largo Nicastri, con attività di portierato ad uffici ‘non armati’) per un appalto di guardiania di immobili comunali, tra i quali il Palazzo di Giustizia di Foggia. In questo caso l’appalto avrebbe interessato un periodo compreso tra l’inizio del 2005 e l’ottobre del 2009. Nei confronti degli 11 indagati (oltre all’ex sindaco Ciliberti, anche Angelo Benvenuto, Raffaele Capocchiano, Michele Del Carmine, Alfredo Grassi, Luigi Il Grande, Ciro Mundi, Assunta Pinto, Giovanni Ricci, Giulio Scapato, Claudio Sottile e Italo Pontone, nonchè gli ex dirigenti ai servizi integrati e affari economici Matteo Ercolino e Antonio Stanchi e Fernando Corvino ex dirigente del settore facente lavori pubblici: fonte Teleradioerre) si sono ipotizzati, a vario titolo, reati di abuso d’ufficio, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e turbata libertà degli incanti. In particolare, per l’affidamento del bando alla “Luceria Falco s.r.l.’ di Manfredonia non si sarebbe proceduto a regolare gara pubblica. Per l’appalto si sarebbe proceduto tramite “numerose proroghe”. Per il comando provinciale della Finanza di Foggia il danno erariale emerso causa l’irregolarità nell’affidamento del bando sarebbe pari a un milione e 300mila euro, relativo alle varie somme percepite per i lavori. Alla Luceria Falco (grazie alla deliberazione di giunta del 4 agosto del 2005 con proroga del servizio per il periodo dall’11 luglio al 30 settembre del 2005) sarebbe stato pertanto procurato un “ingiusto vantaggio patrimoniale per un importo di 138mila euro circa”. Le successive proroghe alla stessa ditta avrebbero procurato ulteriori vantaggi nei rispettivi periodi per somme pari a 339mila euro e 257mila euro e l’ultimo periodo fino all’aprile del 2006 di 67mila euro. Nel dicembre del 2008 il Comune di Foggia bandì una gara triennale per l’assegnazione dei servizi di portierato, guardiania e reception per alcuni immobili della stessa amministrazione, con affidamento della gara ad inizio del 2009. Il provvedimento venne in seguito revocato, dall’attuale amministrazione comunale, a causa della mancata copertura finanziaria relativa al 2010. La revoca fu stabilita tramite una delibera di giunta di fine novembre 2009. Difatti, lo scorso 30 novembre, la giunta Mongelli, su proposta del vicesindaco Lucia Lambresa, aveva deliberato di affidsare il servizio di custodia e portierato degli istituti scolastici e degli immobili comunali alle ditte Eurosrvice e alla ditta di vigilanza Centrotrentatre, per un periodo di 4 mesi, dal primo dicembre del 2009 al 31 marzo del 2010. In questo periodo, l’amministrazione si sarebbe impegnata a bandire una gara d’appalato che la giunta municipale ha revocato con un atto di “auto tutela” (fonte: GdM). La spesa stanziata per questo servizio è stata di 200mila euro, con un taglio del 30% in merito al rispetto dello stanziamento previsto dal precedente contratto.
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