Il Luc, nel cuore, di Manfredonia (I)

di Silvio Cavicchia
Pubblicato il 8 febbraio, 2010

Luc, dal sito del Comune di Manfredonia

Luc, dal sito del Comune di Manfredonia

Manfredonia – DOMENICA 31 gennaio 2010 grande festa a Manfredonia: si è inaugurato il L.U.C. (Laboratorio Urbano Culturale) presso l’ex mercato ittico, totalmente ristrutturato a tal fine. Era veramente strabiliante la folla presente, sia per dimensione che per la sua tipologia. Moltissima gente è rimasta fuori dal salone dell’incontro e, per fortuna ed intelligenza previsionale, era stato allestito all’esterno un maxi schermo (senza audio?) che ha ovviato a questo inconveniente, almeno in parte. C’erano giovani, per lo più trentenni, adulti ed anziani, donne, autorità politiche-amministrative, civili, religiose, dipendenti e funzionari comunali, politici per passione e per mestiere e semplici cittadini curiosi, professori ed insegnanti, l’intellettualità locale, esponenti dell’associazionismo, del volontariato e della cooperazione sociale di Manfredonia e dintorni, qualche professionista ed imprenditore, pensionati, lavoratori, L.S.U. e disoccupati, forze dell’ordine, esponenti laici e religiosi delle parrocchie e della chiesa locale, ecc, ecc. C’era proprio la folla delle grandi occasioni; mai vista tanta gente “viva”, neanche all’inaugurazione del Lungomare del Sole e Viale Miramare. Insomma materialmente e simbolicamente c’erano tutti. L’ordinaria e straordinaria umanità di Manfredonia, almeno quella visibile e conosciuta.

.

SI RESPIRAVA UN CLIMA DI GRANDE ENTUSIASMO quasi simile ai migliori e più positivi momenti della mobilitazione cittadina dell’ 88 e/o della nascita del cinema e delle proiezioni dei primi grandi film a Manfredonia nel dopoguerra; un clima di grande attesa di un evento straordinario al quale nessuno voleva mancare, un evento di cronaca locale vissuto come fatto storico, quasi unico, a cui è necessario partecipare, esserci, per poter dire “c’ero anche io e, quindi, sono un protagonista virtuale”, anche se reale comparsa e semplice spettatore. In quest’attesa la gente discuteva di tutto piacevolmente ed intensamente. I più appassionati (ed impegnati) di politica parlavano del significato sociale e del valore politico-culturale dell’iniziativa (L.U.C.) e, soprattutto, del momento di speranza e di rinnovamento innestato dalle primarie per scegliere il candidato del Centro-Sinistra alla Presidenza della Regione Puglia e dal conseguente eccezionale risultato, senza voler ascoltare ed analizzare anche i limiti di tale momento politico. L’unica cosa che valesse in queste discussioni era vivere il vento dolce della primavera, il risveglio della natura e della politica annunciato dalle primarie, considerate un segnale vero, forte, palpabile e carnoso contro gli apparati e la casta, un soffio di aria pulita e fresca, un sorso di acqua cristallina necessari a rinvingorire il cuore e la mente per prendere con più forza il cammino della partecipazione attiva e democratica per cambiare (o almeno migliorare) questo mondo ingiusto. L’esigenza principale in queste discussioni per lo più tra adulti era l’emergere del proprio desiderio, il principio del piacere, il “Carpe Diem”, il cogli l’attimo, quasi come se questo momento di gioia e speranza dovesse ripagare di tante sofferenze, ripiegamenti, silenzi, sottomissioni, finalmente liberi dagli apparati e dagli opportunismi e da ogni forma di autoritarismo politico, liberi di sognare un mondo nuovo. Era Vendola il nuovo Messia? Il moderno Capopolo? Il leader carismatico in assenza di partiti veri, radicati nel territorio? O era una semplice trasfigurazione e proiezione personale del profondo desiderio di aria nuova e sana, il bisogno naturale della primavera dopo il grigio inverno? Le primarie erano l’arcobaleno che annuncia il sole? C’era da vivere un inedito ’68? Ma come lo sapete che a Manfredonia, una delle pochissime eccezioni dell’intera Puglia, ha vinto Boccia e non Vendola? Lo sapete che a Manfredonia c’è stata una grandissima partecipazione alle primarie, avendo votato quasi lo stesso numero di persone che a Foggia (quattro volte più grande) ed i due/terzi ha votato per Boccia? Non è questo un segnale che a Manfredonia ha vinto l’apparato, quei tanti o pochi politici che hanno saputo indirizzare l’elettorato verso le decisioni partitiche, dimostrando un’ottima capacità di controllo? E allora dov’è questo cambiamento? Dov’è questa primavera a Manfredonia?
Si, ma non importa: c’è stata grande partecipazione alle primarie e con essa si può cambiare tutto, il mondo, anche il presente grigio ed angosciante per tanti; non importa oggi è il giorno della speranza, del rinnovamento politico e personale, è un giorno di festa da godere in tutta la sua pienezza, col cuore più che con la testa.

.

ED ERA PROPRIO COSI’ A GUARDARSI INTORNO: tutti vestiti a festa (forse perchè era anche domenica?) cortesi, disponibili e sorridenti anche se stretti, quasi pigiati e per molti senza visuale del palco; neanche qualche invito urlato a sedersi o a spostarsi fuori dal salone rivolto a chi era in piedi davanti, senza posto a sedere, scalfiva l’atmosfera di festa, pacatezza ed attesa speranzosa. In fondo al salone o fuori, i capannelli di giovani che parlavano del più e del meno avevano un atteggiamento rilassato e disteso, in attesa e pronti a festeggiare, subito ed anche dopo, l’inugurazione.

.

LUC E NEW LOOK, DICERIE E PENSIERI NOBILI. “Stai proprio bene stasera. E il vestito poi è bellissimo! Dove l’hai comprato? Hai cambiato parrucchiere?” “Si, hai proprio ragione, stasera sto bene con me stessa. Voglio proprio divertirmi e fare le ore piccole… Ma “va là, va là”… Certo c’era anche un dialogare, prima leggero e poi sempre più intenso e spinto sull’avvenimento, riprendente anche commenti su internet dei mesi e giorni scorsi.
“Ma la struttura ARV (il Centro Giovanile di Piazza Mercato) che fine farà? L’ARV cavalcando il giusto sentimento popolare era riuscito per un pò (con la grande e pluralista partecipazione realizzata) a creare qualcosa di veramente vivo per i giovani, per poi inaridirsi. Staremo a vedere, non bisogna essere disfattisti sempre, ma visto le esperienze negative precedenti. Non c’è molto da sperare dai soliti noti…”
“Secondo me questo LUC è un’altra cosa inutile, atta solo a dare lavoro ai soliti noti, ed ai loro figli e parenti. Ho già visto questi centri culturali… abbandonati. la solita politica della sinistra… L’inaugurazione a poche settimane dalle elezioni.. Una occulta campagna elettorale… è solo fumo negli occhi. Ho sentito dire che in realtà i lavori non sono completamente terminati, e, quindi, ci vorrà un pò di tempo per l’uso del LUC. Sembra che il sindaco ci tenesse moltissimo ad essere lui ad inaugurarlo, visto sta per scadere il suo mandato.” “E che vuol dire? E’ giusto che sià così, visto che l’iniziativa è stata promossa da questa amministrazione.” “Questi progetti sono realizzati con i soldi di tutti… Speriamo che non sia un ulteriore spreco di denaro pubblico per cose che non servono alla comunità, o fatte male, come la pista ciclabile a Siponto. Speriamo che il LUC sia aperto a tutti, anche a chi la pensa diversamente da chi gestirà, da chi comanda al comune. Io sono di destra e temo che non potrò mai frequentarlo.”

Pagine: 1 2

Parole chiave: , , , ,




Stampa questo articolo Stampa questo articolo