Pd, Ragni Presidente, Campo for Ognissanti, ma vacilla il fattore ‘unità’

di Nicoletta Marchitelli
Pubblicato il 8 febbraio, 2010

campopaoloFoggia – IL primo atto della Direzione provinciale del Partito Democratico è stato quello dell’elezione, per acclamazione, del proprio presidente, individuato nella persona del viestano Aldo Ragni. Venerdì 5 febbraio, alla presenza del segretario regionale, Sergio Blasi, è stato infatti compiuto l’ultimo adempimento della “lunga e complessa vicenda congressuale – come ha commentato il segretario provinciale, Paolo Campo, nella sua relazione introduttiva – il cui esito unitario ci consente ancor più di concentrare le energie del partito sulla scadenza elettorale”. Due i temi affrontati dall’organismo: la composizione della lista per le Regionali e le opzioni programmatiche. “Abbiamo bisogno di candidature autorevoli – ha sottolineato Campo – per almeno tre ragioni: aiutare Vendola a diventare il presidente della Regione Puglia, rafforzare la funzione di architrave della coalizione naturalmente assegnata al PD, consentire alla Capitanata di contribuire direttamente al governo regionale”. Scontata la presenza in lista di tutti gli uscenti – ad eccezione di Angelo Riccardi, in corsa per diventare sindaco di Manfredonia – il partito “dovrà impegnarsi a garantire pari dignità e uguali condizioni di partenza a tutti”. “Decisiva” è stata qualificata dal segretario provinciale la presenza femminile: “Donne da eleggere e non solo da candidare”. Sotto il profilo territoriale, sono due i criteri generali da considerare: “Tutti i grandi centri devono essere rappresentati e Foggia dovrà esprimere più d’una candidatura: per rafforzare il suo ruolo di capoluogo e perché vi si concentra un terzo dell’elettorato provinciale – ha indicato Paolo Campo – E’ opportuno, inoltre, che aree omogenee territorialmente e socialmente esprimano una sola candidatura”. Infine, un inciso di carattere personale: “Ho detto a più riprese che non mi candido – ha scandito il segretario provinciale – ma c’è chi continua a diffondere questa voce per alimentare polemiche: a Manfredonia è opportuno ci sia un solo candidato ed è Franco Ognissanti” (oltre naturalmente alle candidature sipontine di Giandiego Gatta (An/Pdl) e Giuseppe Dicembrino per l’Udc). La composizione delle liste, però, “non deve essere vissuta come un’operazione burocratica o come l’ennesimo esercizio di equilibrio interno – è stata l’esortazione di Sergio Blasi – dobbiamo cogliere l’occasione per animare la discussione, seria e aperta, nei circoli”; perché la partecipazione dei militanti alla definizione delle candidature e dei programmi “è decisiva per la vittoria del PD, della coalizione e di Vendola”. “E’ tempo di iniziare a parlare meno di noi e più della nostra comunità e dei nostri territori – ha proseguito il segretario regionale – per avviare la costruzione di un partito decisivo nelle scelte di governo e capace di fornire contributi innovativi e ponderati su temi centrali come l’acqua, l’energia o la sanità”. Rientra in questa strategia la richiesta avanzata al segretario nazionale, Pierluigi Bersani, di mettere in agenda “una manifestazione nazionale dedicata all’agricoltura da svolgersi in Capitanata, dove i nodi stretti dalla crisi possono essere sciolti dalle tante competenze politiche e tecniche esistenti”.

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MOZIONE MARINO: MANCA NEL PD POSIZIONE UNITARIA -”Nonostante l’ostinazione del Segretario Campo che impropriamente continua ad utilizzare l’aggettivo unitario, il Partito Democratico di Capitanata non ha una posizione unitaria. E lo dimostra l’estromissione dell’intera Area Marino dagli organismi provinciali – segreteria, direzione ed assemblea – in evidente violazione del principio statutario del rispetto di tutte le componenti del PD. Senza commentare la rozzezza con cui i dirigenti foggiani interpretano e praticano il concetto e, soprattutto, il valore del pluralismo, ed in attesa del pronunciamento della Commissione Nazionale di Garanzia, cui l’Area Marino Provinciale e Nazionale ha fatto ricorso, spero che da oggi in poi Paolo Campo ed ogni altro dirigente e responsabile del PD rispetti la lingua italiana, utilizzando termini appropriati e veritieri. La mancanza di unitarietà all’interno del Partito Democratico di Capitanata è un problema cui Paolo Campo dovrebbe dedicare maggiore attenzione, sia per il ruolo di responsabilità che ricopre, sia per scongiurare il pericolo di cattiva sincronizzazione di tempi, modalità e contenuti nel corso della prossima campagna elettorale. Un appuntamento importantissimo rispetto al quale l’Area Marino intende profondere un impegno straordinario come ha dichiarato lo stesso Ignazio Marino, chiudendo i lavori del seminario politico di Orvieto di sabato e domenica scorsi. Per tale ragione, lunedì 15 febbraio il coordinatore nazionale dell’Area Marino, On. Michele Meta, insieme all’Onorevole Paola Concia ed ai coordinatori provinciali dell’Area, presenteranno a Bari il nuovo portale http://www.cambialitalia.it/, strumento a partire dal quale inizia la campagna elettorale per Nichi Vendola Presidente”.
CAMPO PROPOSITORE, IN PRECEDENZA, DI CLASSI DIRIGENTI ASCETICHE – Il segretario provinciale del Pd Campo era rifuggito infatti di recente (almeno a livello mediatico, così erigendosi a propositore di un clima di non belligeranza in seno al vertice del partito) da ogni forma “di stress”, di foggia e stile correntizia, in corso attualmente nelle logiche dei Democratici; specie ora, in considerazione dell’attuale posizione del segretario, da poco riconfermato (proprio ai danni del presidente viestano Ragni) nelle ’stanze dei bottoni’ del Pd provinciale. “Io non mi sento il capo di una corrente, non voglio dirigere un partito stressato dalle discussioni correntizie e non intende perpetuare la logica che ha governato il partito fino al congresso”. Questa la premessa di Campo alla indicazione della Segreteria provinciale la cui missione sarà “eminentemente operativa”, vale a dire quella di “propulsione di linfa vitale” nelle arterie dello stesso partito.

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I COMPONENTI DELLA SEGRETERIA PROVINCIALE, LA VITTORIA DI CAMPO AI DANNI DELLO STESSO RAGNI – Questo l’elenco dei componenti: Iaia Calvio, Mauro Clemente (Turismo), Gianni di Bari (Comunicazione), Maria Di Foggia, Francesco Di Noia (Scuola e Università), Franco Forte, Tino Grisorio, Grazia Lodato, Michelangelo Lombardi, Salvatore Mangiacotti, Lucio Pacilli, Tommaso Pasqua (Politiche sociali, welfare e cultura), Rino Pezzano (Enti Locali), Raffaele Piemontese (Coordinamento segreteria), Enzo Quaranta, Enzo Rizzi (Ambiente), Gianluca Ruotolo (Organizzazione), Antonio Stornelli, Antonello Summa (Tesoriere). A questi si aggiungono i responsabili dei dipartimenti: Mirko Di Cataldo (Agricoltura), Rocco Di Brina (Sanità), Valentina Lucianetti (Legalità, Sicurezza e Innovazione amministrativa). Le designazioni vennero contestate dai sostenitori di ‘Area Democratica’, la componente congressuale rappresentata dallo stesso Ragni, che abbandonaro l’Assemblea, bloccando, di fatto, la nomina della Direzione provinciale e l’elezione del presidente dell’Assemblea stessa. La riunione fu aperta all’esito delle primarie dei Democratici, nelle quali “l’elettorato del Pd – come disse Campo – ha inequivocabilmente indicato di non voler rinunciare a quanto rappresentato da Nichi Vendola in nome del progetto di allargamento della coalizione di centrosinistra”. Il segretario provinciale del PD ringraziò, nell’occasione, il candidato Francesco Boccia (sostenuto anche contro la volontà del popolo dall’intero Partito) per “il coraggio, la generosità e l’impegno” e il gruppo dirigente foggiano per “lo sforzo teso a rafforzare l’identità del partito”. Il risultato, però, ha fatto emergere “l’evidente negazione, da parte di molti, di un principio elementare: essere leali e coerenti con le decisioni assunte all’esito di una discussione articolata e complessa. Se un gruppo dirigente non ha la capacità e l’intelligenza di portare a compimento le scelte maturate, si mette in discussione la ragione stessa dello stare insieme”. Si ricorda che, per la segreteria del partito, il segretario uscente del Pd Campo era stato rieletto segretario provinciale del Partito, lo scorso 22 dicembre, all’esito dei 51 congressi di Circolo celebrati in Capitanata. I 4.969 iscritti che parteciparono al voto (su 9.481 tesserati) attribuirono infatti il 71,3% dei voti al segretario uscente e il 28,7% ad Aldo Ragni, ex responsabile organizzativo della sezione di Vieste.

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