Cultura

Foibe, deVito, Pepe: “Mai dimenticare quegli orrori”

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Foggia – “E’ fondamentale per tutti conoscere a fondo le vicende del nostro passato per meglio comprendere la storia, affinché queste tragedie non si ripetano più”. Così in una nota Luigi deVito, Segretario cittadino de “La Destra”, nel Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe.

“In questo giorno, come ogni anno, Noi de “La Destra” vogliamo commemorare le migliaia di connazionali uccisi tra il 1943 e il 1947 in Friuli Venezia Giulia e Dalmazia dai partigiani slavi del regime comunista di Tito. Tra le vittime dei massacri – ricorda deVito – non ci furono solo esponenti fascisti, ma anche funzionari pubblici, partigiani, alti dirigenti italiani e cittadini comuni, che si batterono contro il comunismo”. “Ma perché non sia solo una celebrazione sterile – prosegue deVito – è necessario rifarci a quelle triste pagina della storia italiana come monito per il futuro.”

Domenica 10 febbraio alle ore 10 e 30 in Piazza dei Martiri triestini (di fianco al Comune di Foggia). “La Destra e tutti coloro che disdegnano e rinnegano tali barbarie si riuniranno per ricordare i Martiti delle foibe”.

Giorno del ricordo in memoria dei martiri delle Foibe, il messaggio del presidente della Provincia, Antonio Pepe. “Mantenere viva la memoria della tragica vicenda storica delle Foibe è un dovere non solo delle istituzioni ma di tutti gli italiani, affinché questa orrenda pagina pregna di sangue di nostri connazionali, colpevolmente dimenticata e volutamente taciuta per decenni, venga costantemente portata alla luce e fatta conoscere tanto alle giovani generazioni quanto a tutti coloro i quali desiderano conoscere la verità”. E’ quanto afferma il presidente della Provincia di Foggia, Antonio Pepe in occasione del Giorno del ricordo che si celebra il 10 febbraio in memoria dei martiri della Foibe, migliaia di italiani uccisi e gettati nelle famigerate grotte carsiche all’indomani della fine del secondo conflitto mondiale dalla rappresaglia dai partigiani jugoslavi del dittatore comunista Tito. “Da ormai molti anni l’Italia ricorda questi martiri il 10 febbraio attraverso numerose e sempre utili iniziative in tutto il Paese. Ma la memoria è un principio che ormai deve cessare di fondarsi su una sterile contrapposizione politica per diventare valore condiviso.

Il rispetto per la sacralità della vita è degno di un ricordo che sia di monito affinché tali tragedie, scatenate dalla follia e dal razzismo, non abbiano mai più a ripetersi in qualsiasi parte del mondo. Ecco perché solo attraverso la conoscenza di una storia senza filtri e mendaci revisionismi potremo consegnare alle generazioni future l’eredità del nostro passato per costruire un futuro migliore”, conclude Antonio Pepe. Domenica 10 febbraio alle ore 12.00, il presidente della Provincia di Foggia, Antonio Pepe sarà al fianco del sindaco di Foggia, Gianni Mongelli che deporrà una corona di alloro in piazza Martiri triestini dinnanzi al monumento dedicato ai martiri delle Foibe.

Redazione Stato



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Commenti


  • Ferruccio Gemmellaro

    Certo, gli errori-orrori del passato non bisogna assolutamente dimenticarli; occorre ricordarli, senza tregua, alle nuove generazioni, insomma agli studenti sin dal primo anno.
    Ricordare loro, anche, che dagli errori-orrori fanno sorgere altri errori-orrori.
    L’esempio eclatante del nostro passato prossimo è la tragica connivenza del fascismo-nazismo portatrice d’inaudite ingiurie all’essere umano, dalle quali sono scaturite le drammatiche reazioni.
    Non sarebbero nati insomma i movimenti partigiani in tutta Europa e non ci sarebbero state pertanto quelle maledette deviazioni in questi ultimi.
    Si sa, però, che la rabbia atroce, per un proprio caro eliminato dai servi di un regime, può nell’uomo provocare tantissimo odio sovente incontrollabile.
    Lo hanno vissuto i libici a seguito della vendetta contro la dittatura, lo stanno vivendo oggi gli arabi nella loro primavera.


  • Boris

    Faccio umilmente osservare che la foto che avete usato per le foibe e’ errata , in quanto si tratta di militari italiani che fucilano civili sloveni durante l’occupazione militare della Slovenia fatta dal regio esercito italiano.


  • Redazione

    Grazie Boris, foto eliminata, ciao, a disposizione; Red.Stato

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