Cinema

Birdman – A. G. Iñárritu, 2014


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Birdman - Poster

Birdman – Poster

Questa scheda è spoiler-free: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere suggerito, a fine articolo, un indice della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione

Titolo originale: Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)
Nazione: Stati Uniti
Genere: commedia, drammatico

AI preliminari trionfatore a pari merito con Grand Budapest Hotel, il Birdman di Alejandro González Iñárritu raccoglie nove nomination per la notte degli Oscar, tra cui film e regia. Dalla scomposta narrazione, la pellicola narra, a cavallo tra commedia e dramma, le peripezie dell’attore Riggan Thompson per portare in scena uno spettacolo teatrale di Rymond Carver, tentativo autoriale e disperato di allontanarsi dal suo passato di interprete per il cinema commerciale, cui contribuì con la serie Birdman. Vita e teatro si confonderanno.

Cosa è accaduto a Los Angeles quest’anno che dovremmo sapere?
Forse un guizzo di emancipazione nei confronti della nobile e blasonata kermesse di Cannes ha svegliato la più famosa e commerciale manifestazione del mondo, la quale, mentre non riesce a rifiutare del tutto i suoi connotati più popolari (ved. The Iimitation Game), mette sul tavolo le migliori scommesse – e per ben due volte! – su titoli di caratura importante e gusto insolito, se non addirittura spiazzante. Se con Grand Budapest Hotel si restava sorpresi ma se ne giustificava le ragioni nell’immediatezza della pellicola di Anderson, lì ad accompagnare la grandezza artistica, con Birdman si resta felicemente spaesati dalla scelta di Los Angeles mentre si assiste ad un copione bizzarro, di rottura, audace e magnificamente centrato, che ricorda il felice tentativo di All That Jazz di Bob Fosse.

Birdman - Locandina

Birdman – Locandina

Birdman è cool jazz, esattamente come gran parte della colonna sonora, che non a caso in più occasioni passa da accompagnamento esterno a oggetto diegetico, frantumando la visione dello spettatore esattamente come la sceneggiatura. Il discorso meta-cinematografico vola di pari passo con il duetto psicotico tra vita e teatro e le realtà si intersecano prelibatamente in un gioco che non annoia mai, anzi spacca l’anima come i curatissimi ritmi anticonvenzionali e dissonanti del jazz strumentale, melodie non facili ma perfette per un soggetto che fa delle associazioni inconsce il metodo narrativo principe. E’ il ritmo delle profondità della mente, è il balletto delle immagini dei ricordi, del flusso di coscienza, che si sposa con un racconto in cui si finisce per perdersi, accettando che la vita, quella di tutti sotto il livello di consapevolezza, non è dissimile da quella di Riggan Thompson, il quale ne varca solo il confine. Birdman è psicoanalisi al cinema, è un vortice di emozioni in cui lasciarsi cadere senza preconcetti: ci si troverà trascinati in una nuova visione del mondo assolutamente coerente e si lascerà la sala, come dopo una lunga seduta di analisi, ancora a preferire libere associazioni piuttosto che le razionali e sicure strutture confortanti dei meccanismi di difesa. Birdman appare il limpido, sano, genuino uragano mentale di un regista dopo il crollo delle barriere del subconscio, gettato nei campi nel giro di due ore, di fila, senza pause, senza meditazioni, senza ricostruzioni. Il pensiero che, invece, tutto questo sia stato frutto di un curato lavoro iniziato nel 2013 colloca Iñárritu in un olimpo cui ad oggi non si era neppure avvicinato nonostante ottimi lavori come Babel.

Birdman - Movie Poster

Birdman – Movie Poster

Due immense opere a confronto fra poche settimane a Los Angeles, ma sostanzialmente candidate su campi differenti. Da un lato Anderson con il suo tripudio di fantasia e tecnica, dall’altro Iñárritu con una regia eccelsa e interpretazioni travolgenti, sbaraglianti, senza gara. Michael Keaton e Edward Norton raggiungono vette mai prima neanche adocchiate, forse le migliori per molto tempo ancora o per sempre. E non sono da meno gli altri interpreti del cast, anche i minori, in una sorta di palco corale altmaniano dove si gioca il gioco della perfezione. Birdman segna e lascerà il segno nelle carriere di tutti gli attori partecipanti, e in questo il film di Iñárritu batte ai punti Grand Budapest Hotel, così come per l’impeccabile direzione che riesce a mantenere le fila di un ‘esplosiva e incontrollabile sceneggiatura che sembra uscita da un sogno a occhi aperti.
Finale grandioso, ancora e imprevedibilmente assassino di sicurezze, che spiazza senza mostrare, in un gioco poetico di sguardi.

CANDIDATURE agli Oscar 2015 – Miglior film (Alejandro González Iñárritu, Arnon Milchan, John Lesher, James W. Skotchdopole), Miglior regia (Alejandro González Iñárritu), Miglior attore protagonista (Michael Keaton), Miglior attore non protagonista (Edward Norton), Miglior attrice non protagonista (Emma Stone), Miglior sceneggiatura originale (Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris e Armando Bo), Miglior fotografia (Emmanuel Lubezki), Miglior sonoro, Miglior montaggio sonoro

Valutazione: 9/10
Spoiler: 3/10

Copertina: Birdman – Cast e regista (fonte: www.roadtvitalia.it)

altreVisioni

Resolution, J. Benson & A. Moorhead (2012) – film del mistero che progredisce come Kill List e lascia un senso di ineluttabilità e sporco. Finale migliorabile * 6.5
Jug Face, C. C. Kinkle (2013) – horror su una setta pagana che non cattura sotto alcun fronte. Nessun merito tranne i titoli di testa * 5

In Stato d’osservazione

Unbroken, A. Jolie (2014) – biografico, drammatico, Oscar 2015 *29gen
Whiplash, D. Chazelle (2014) – musicale, drammatico, Oscar 2015 *12feb
Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza, R. Andersson (2014) – drammatico, Leone d’Oro Venezia 2014 *19feb


Birdman – A. G. Iñárritu, 2014 ultima modifica: 2015-02-08T17:13:38+00:00 da Alessandro Cellamare



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