Foggia
"Purtroppo la legge attuale prevede solo una denuncia penale per chi commette questo tipo di reato"

“Oro rosso”, Landella incontra i vertici della Polfer

Il primo cittadino si congratula con le forze di polizia che hanno sequestrato materiale ferroso che spesso causa disagi ai cittadini ed alle aziende locali

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Foggia. Questa mattina il sindaco di Foggia, Franco Landella, ha incontrato una delegazione della Polizia Ferroviaria, che assieme al Corpo Forestale dello Stato, hanno eseguito un imponente sequestro di rame avvenuto all’interno di una azienda di recupero di materiale ferroso. «Ho voluto ringraziare personalmente ed a nome dell’intera città il dirigente del Compartimento della Puglia, della Basilica e del Molise della Polizia Ferroviaria, Giancarlo Conticchio per l’operazione “Oro rosso” – ha commentato il primo cittadino – e per l’attenzione prestata verso la nostra città, dove già da alcuni mesi si registrano numerosi furti di cavi di rame che spesso creano disagi ai cittadini ed alle aziende che operano nel territorio. Situazione che ho già denunciato più volte sia al ministro degli Interni, Angelino Alfano, che al sottosegretario Gianpiero Bocci, senza però ottenere grandi risultati». «Purtroppo la legge attuale prevede solo una denuncia penale per chi commette questo tipo di reato – sottolinea il sindaco Landella – mentre in alcuni Paesi dell’Est Europa, dove si concentra il mercato nero del rame, questi fenomeni vengono puniti con pene molto più severe. Sono sicuro che le forze di polizia che operano sul territorio riusciranno a contenere un fenomeno che ha condizionato negativamente migliaia di persone e che, come è stato giustamente sottolineato dalla Polizia ferroviaria, in provincia di Foggia ha assunto dimensioni emergenziali».



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Commenti


  • Pasquale

    Non sono mesi che avvengono questi furti, ma bensì circa 7/8 anni.
    E’ logico che non si possono definire soltanto dei furti, ma ci vorrebbe anche la condanna di tentata strage per il rischio che comporta un incidente ferroviario.
    Pertanto una condanna di una ventina di anni al fresco dell’ Hotel Casermette gli rinfreschera’ quel poco di cervello che hanno.
    Speriamo che tutti i componenti non vengono lasciati agli arresti domiciliari, altrimenti staremo di nuovo al gioco che il gatto rincorre il topo.

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