‘Donne, violenza e vita’
di Lucia Piemontese
Pubblicato il 8 marzo, 2010
Manfredonia – LA terribile immagine di un occhio pesto a deturpare un bel viso femminile su un manifesto, mentre a lato due parole che non dovrebbero mai stare assieme: violenza e donna. L’impatto è forte, così come quello suscitato dagli interventi che si susseguono all’interno di Palazzo Celestini, imprimendosi nella memoria del pubblico intervenuto per seguire l’evento.LA SCORSA domenica 7 marzo, vigilia della festa della donna, l’auditorium sipontino ha ospitato infatti un convegno- spettacolo organizzato dall’associazione culturale “Angeli”, presieduta dalla regista Annarita Caracciolo. Il tema scelto, quello odiosissimo della violenza sulle donne, non è facile da trattare, soprattutto in una realtà in cui l’argomento appare ancora tabù. Introdotti da monologhi recitati da attori e da brevi clip ( tra cui “Primadonna” che vede protagonista la bravissima artista Her), i relatori offrono il loro contributo di esperienza e conoscenza ad un pubblico attento e partecipe.
LA VIOLENZA SULLE DONNE – L’AVVOCATO STARACE E IL CASO DI GIUSY POTENZA – Importante l’intervento dell’avvocato Innocenza Starace ( autrice del libro “Non ce lo dire a nessuno” sulla tragica vicenda di Giusy Potenza), che squarcia il velo di omertà e ignoranza su una realtà di Manfredonia poco conosciuta: i tantissimi, troppi casi di maltrattamenti in famiglia subiti dalla donne. “La violenza è la prima causa di morte delle donne in Italia”- dice il legale sipontino- Come possono confermare anche i miei colleghi, nella nostra città tante donne subiscono violenza, di vario tipo, ma specialmente in ambito familiare. Si rivolgono a noi, ma messe di fronte alla necessità di denunciare, il più delle volte non tornano. Sono schiacciate dalla paura del dopo: innanzitutto del dover tornare a casa, cioè nel luogo della violenza. Ma la loro è anche paura della solitudine e, cosa non trascurabile in una realtà provinciale come la nostra, paura del giudizio degli altri. Manfredonia è una realtà piccola, dove l’”apparire” a volte pare contare più dell’essere. Ebbene, a frenare queste donne è anche, se non soprattutto, la paura di apparire “sbagliate”, dopo la denuncia, agli occhi degli altri “.
L’avvocato Starace ricorda anche la recente introduzione del reato di stalking, che permette, finalmente, di fermare l’autore delle persecuzioni prima che possa arrivare a compiere un omicidio, come troppe volte avveniva in precedenza. Quel che viene sottolineato nei vari interventi, sia in quello dell’avvocato Starace, che in quello successivo della presidentessa della Commissione regionale per le Pari Opportunità, dottoressa Rosa Cicolella, è il diffuso retaggio culturale che addossa alla donna una (cor)responsabilità per le violenze ricevute e per l’essere trattata come oggetto.
SETTE MILIONI DI DONNE VITTIME DI VIOLENZA IN ITALIA – “Quasi sette milioni sono le donne in Italia che nell’ultimo anno sono state vittime di violenza”- comunica la dottoressa Cicolella- “La Commissione riceve ogni giorno valanghe di segnalazioni riguardanti violenze fisiche e psicologiche sulle donne, anche sui luoghi di lavoro. Ma la realtà più inquietante è data dal persistere di un sentimento diffuso di vergogna e di colpevolizzazione, quando in realtà le donne non hanno nessuna colpa per quanto loro accaduto. Mi accorgo che alla donna, in troppi casi, non è ancora concesso di essere bella tout court, o di essere spregiudicata o semplicemente orgogliosa. Quelle che vengono considerate quelità negli uomini, sono “colpe” nelle donne. C’è bisogno allora di un approccio culturale e sociale diverso.” La presidentessa della Commissione Pari Opportunità ha poi sottolineato la necessità di sostenere e supportare le donne che hanno compiuto la difficile scelta di denunciare le violenze subite, in primis attivando nelle varie realtà cittadine i Centri antiviolenza, anzichè lasciare che chiudano per mancanza di fondi.Qualunque discriminazione subita dalla donna è a ben vedere una forma larvata di violenza: quelle sui luoghi di lavoro, ad esempio, che si traducono in un trattamento deteriore ricevuto, soprattutto in occasione della maternità.
CICOLELLA: LA CAPACITA’ DI PROCREARE UN FATTORE DI DISCRIMINE SUL LAVORO – “Quello che dovrebbe essere considerato un valore aggiunto- ha detto Cicolella – cioè la capacità di procreare, è causa ancor oggi di discriminazioni sul lavoro inaccettabili. Troppe volte alle donne vengono impediti gli avanzamenti di carriera a causa della gravidanza, o addirittura è a rischio il mantenimento del posto di lavoro”. Segue l’intervento del responsabile del dipartimento di malattie infettive dell’Ospedale Riuniti di Foggia, il dottor Grisorio Benvenuto, al quale spetta il difficile compito di far luce sul mondo della prostituzione. Sia le strade di Foggia che quelle circostanti sono quotidiano luogo di lavoro di tante donne, soprattutto straniere, molte delle quali minorenni. “Alcuni anni fa il progetto Roxana, finanziato dall’amministrazione foggiana, si propose il pericoloso obbiettivo di strappare dalla strada e di aiutare le donne che accettavano il nostro aiuto”- ricorda il medico- “molte delle quali sono tuttora seguite. In alcuni casi si tratta di donne sieropositive. Su questo tema, oggi quasi dimenticato, occorre puntare i riflettori: le donne sono a forte rischio di malattie infettive, tra cui l’AIDS, per colpa di mariti e compagni che incoscientemente hanno rapporti non protetti, trasmettendo loro tali malattie”. E’ commossa l’organizzatrice Annarita Caracciolo ( che ha presentato lo spot “Io sono donna” e il corto “Cade l’albero” dedicato ad una storia di violenza su una giovane disabile), nel salutare e ringraziare i presenti :”Non è stato facile decidere di festeggiare l’8 marzo parlando di violenza sulle donne, ma la grande partecipazione, anche di pubblico maschile che vedo stasera mi dà motivi per credere che le nostre parole non siano cadute nel vuoto.”
GIORNATA DELLE DONNE – LE NOTE DI MONGELLI E BARBIERI – “In questi anni sono stati fatti grandi passi in avanti in direzione della parità di genere, ma la strada da percorrere è ancora lunga e passa inevitabilmente da una maturazione culturale della nostra società. Il mio augurio è che si continui con maggiore impegno ed alle donne sia riconosciuto il giusto ruolo di protagoniste del mondo sociale, politico ed economico”. Lo afferma il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, nel messaggio augurale inviato alle donne in occasione del centesimo anniversario della festività dell’8 Marzo. “Le donne hanno dimostrato di sapere assumere un ruolo guida per i processi di trasformazione sociale che hanno investito il nostro Paese ¬– continua il sindaco – Hanno conquistato uno spazio che rischia di tornare a restringersi a causa dello squallido mercimonio emerso più volte dalle cronache di questi giorni. A maggior ragione dobbiamo impegnarci a rivalutare la figura femminile quale centro delle dinamiche della società e della famiglia. Un’operazione che passa dall’educazione dei giovani alla valorizzazione delle differenze tra i sessi”. “La ricorrenza dell’8 marzo è un’occasione per rammentare l’importanza della rivoluzione accaduta negli anni scorsi nel rapporto tra donne e uomini, che può essere riassunta come fine del patriarcato”. Così il candidato al Consiglio Regionale di Sinistra ecologia e libertà, Marco Barbieri. “Sempre più, naturalmente e persino inconsapevolmente, la tradizionale concezione della supremazia del maschile, assunto come parametro universale, è scomparsa nelle convinzioni delle donne stesse”.
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