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Sembrerebbe, già in questi primi mesi del 2016, che sia possibile tirare una prima ipotesi - positiva - sulla situazione economica italiana

Chi ha approfittato della crisi economica

Ma anche in periodi di crisi, e soprattutto in questi periodi, c’è sempre chi riesce a trarre vantaggio

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Sembrerebbe, già in questi primi mesi del 2016, che sia possibile tirare una prima ipotesi – positiva – sulla situazione economica italiana e, soprattutto, su un tema delicato e a cui siamo ben abituati oramai, che è quello della crisi economica in cui siamo affossati da dieci anni e, nello specifico, sull’uscita da questa situazione a cui ci siamo abituati e di cui non vediamo ancora la fine. Non bastano certo le parole di Renzi che cercano di rincuorarci e farci credere che la crisi sia passata, però – c’è un però – se la politica ancora fatica a trovare soluzioni, dal mercato dell’automobile si sta assistendo ad un ennesimo segno positivo che ci fa davvero intravedere quella luce in fondo al tunnel, togliendoci -almeno si spera- finalmente fuori da questa situazione di stallo economico.

A febbraio si è registrato un bel +27,3% di auto vendute rispetto allo stesso mese nel 2015, la bellezza di 172.241 auto vendute; un risultato che prosegue la scalata positiva per la quattordicesima volta consecutiva! Era proprio il 2006 l’anno in cui cominciava a manifestarsi apertamente lo spettro della crisi, e che aveva fatto registrare l’ultima crescita consecutiva del mercato dell’auto in Italia. Finalmente, dopo dieci anni, ecco che si prospettano dei segnali di uscita e di ripresa, seppur per certi aspetti ancora timidi rispetto a paesi europei economicamente “più forti” come Gran Bretagna e Germania.

Ma anche in periodi di crisi, e soprattutto in questi periodi, c’è sempre chi riesce a trarre vantaggio, più o meno onestamente, da chi se la passa male o comunque si ritrova in condizioni precarie. Non a caso in questi ultimi anni c’è stato il boom dei “Compro oro” così come di qualsiasi altro acquirente che ha speculato sull’instabilità economica, e spesso conseguente instabilità mentale, di poveri cittadini costretti a vendere a prezzi stracciati i propri averi, spesso veri e propri tesori di famiglia.

Ma non sempre gli acquirenti si sono rivelati speculatori, ed anzi, con le loro iniziative sono riusciti pure a mantenere a galla un mercato, quello automobilistico ad esempio, che ha accusato notevolmente della crisi che ha coinvolto in particolar modo i paesi occidentali. Nel settore automotive si può prendere il caso di noicompriamoauto.it, che con la sua politica di acquisto di auto usate, sia in buone condizioni che arrivate al capolinea, da rottamare o incidentate, ha permesso a molti cittadini in tutta Italia di vendere la propria quattroruote, spesso e volentieri invendibile per mezzo di altri canali, e ricavarne il giusto guadagno per il valore del veicolo, sulla base degli indici di mercato.

Questo ha contribuito a mantenere vivo, in un certo modo, il mercato dell’auto in Italia, permettendo ai cittadini di guadagnare dal proprio usato e reinvestire i soldi in nuove auto, scegliendo
modelli più avanzati e conformi alle direttive europee, continuamente in evoluzione. E la procedura adottata dall’azienda, decisamente user-friendly, non solo ha permesso agli utenti di vendere la propria auto in maniera semplice e veloce, ma ha garantito un veloce sviluppo dell’azienda, che in meno di due anni si è vista costretta ad aprire sedi in ogni parte d’Italia per poter venire incontro ai cittadini di ogni angolo dello Stivale. Questo è il segnale più esplicito del fatto che noicompriamoauto.it ha lavorato sodo, ottenendo risultati e crescendo a macchia d’olio non solo in Italia ma in gran parte d’Europa. Se delle tante start up che nascono ogni anno solo poche sopravvivono ai due anni di attività, alcune, come la suddetta, si impongono sui mercati attuali mettendo in campo strategie di marketing all’avanguardia e creando numerosi posti di lavoro. E anche se si riesce finalmente ad intravedere la luce in fondo al tunnel, di posti di lavoro ce né ancora tanto bisogno in Italia; le buone start up sono la porta d’accesso al mondo del lavoro per tanti giovani creativi e laboriosi.

Chi ha approfittato della crisi economica ultima modifica: 2016-03-08T22:30:30+00:00 da Redazione



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