A cura di Libera Maria Ciociola

Le 21 donne della Costituente

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Foggia. Il 10 marzo del 1946 le donne votavano per la prima volta e nello stesso anno 21 donne (9 comuniste, 9 democristiane, 2 socialiste e una era stata eletta tra i candidati dell’Uomo Qualunque) venivano elette all’Assemblea Costituente; 5 tra queste (Angela Gotelli, Maria Federici, Nilde Iotti, Angelina Merlin, Teresa Noce) rientrarono nella cerchia della ‘Commissione dei 75’ incaricata di elaborare e redigere la Costituzione.

Rispetto agli uomini, le donne rappresentavano non solo i loro partiti ma anche e soprattutto le istanze femminili: sostenevano l’uguaglianza femminile in ambito familiare e lavorativo.
Azioni reali per la tutela della maternità ma anche per i figli nati fuori dal matrimonio, la possibilità di accedere alla Magistratura fino ad allora negata per le donne; La Bianchi e la Bianchini presero parte alla discussione sulla scuola, la Iotti e la Titomanlio a quella sulle Regioni mentre la Guidi si occupò anche dell’organizzazione internazionale del lavoro.

Quasi tutte laureate ma anche giornaliste e casalinghe, giovani donne che avevano preso parte alla Resistenza.

Un precedente che, purtroppo, non ha avuto il seguito che si prevedeva nel nostro Paese: su 136 Paesi, l’Italia occupa ancora un miserabile 71mo posto relativamente alla parità di genere.

Ricordiamo i nomi delle 21 ‘madri costituenti’ del nostro Paese:
Adele Bei
Bianca Bianchi
Laura Bianchini
Elisabetta Conci
Maria De Unterrichter Jervolino
Filomena Delli Castelli
Maria Federici
Nadia Gallico Spano
Angela Gotelli
Angela M. Guidi Cingolani
Leonilde Iotti
Teresa Mattei
Angelina Livia Merlin
Angiola Minella
Rita Montagnana Togliatti
Maria Nicotra Fiorini
Teresa Noce Longo
Ottavia Penna Buscemi
Elettra Pollastrini
M. Maddalena Rossi
Vittoria Titomanlio

(A cura di Libera Maria Ciociola, Manfredonia 08.03.2017)



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Commenti


  • Il giustiziere

    Tutte donne meravigliose stupende e non solo quelle della foto ma anche tante altre eroine che hanno contribuito fattivamente alla nascita della Repubblica Italiana e a combattere i nazifascisti. Se potessero vedere in che stato è ridotta l’Italia si rivolterebbero nelle tombe che custidono le loro spoglie.


  • Antonello Scarlatella

    Donne di poca apparenza e molta sostanza. Hanno combattuto e tante ancora combattono per i diritti delle donne.

    Per molte donne invece è la semplice festa della mimosa, della pizza della baldoria dello spogliarello. Un decadimento sociale unico ……tutto indirizzato alla baldoria segno di una sottocultura che regna sovrana nel nostro paese.

    La festa della donna è una cosa seria.

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