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"Carrozze cinema e poltrone sempre più comode che non hanno nulla a che vedere con gli "innumerevoli comfort" riservati ai passeggeri dell'intercity"

Ferrovie, ritardi sempre più frequenti nelle tratte dirette al Sud

"Il fatto che il locomotore si sia rotto a distanza di pochi minuti dalla partenza testimonia chiaramente la mancanza e l'inefficienza dei controlli da parte della compagnia"


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Roma – Ha del paradossale la disavventura che stanno vivendo i passeggeri a bordo dell’Intercity 723 Roma-Palermo, fermo da quasi due ore a Stazione Casilina. Erano le 7:26 quando il convoglio parte regolarmente per il lungo tragitto che ha di fronte, solo 2 minuti dopo, però, si blocca causa guasto al locomotore. Il treno è tuttora fermo a Stazione Casilina. Un episodio inaccettabile: che mostra la disattenzione e la noncuranza delle Ferrovie nei confronti dei sempre più rari treni diretti al Sud.

Il fatto che il locomotore si sia rotto a distanza di pochi minuti dalla partenza testimonia chiaramente la mancanza e l’inefficienza dei controlli da parte della compagnia, ormai attenta solo a curare i dettagli delle ben più remunerative tratte dell’alta velocità.

Carrozze cinema e poltrone sempre più comode che non hanno nulla a che vedere con gli “innumerevoli comfort” riservati ai passeggeri dell’intercity, a bordo del quale non è possibile acquistare nemmeno una bottiglietta d’acqua. Un servizio indegno di questo nome. Esistono treni di serie A e treni di serie D, non a caso questi ultimi sono spesso quelli diretti al Sud. Forse l’azienda sta mettendo in campo un perverso piano di “selezione naturale”, a furia di guasti, ritardi e disservizi i passeggeri si stancheranno di viaggiare verso il Sud. A confermare tale strategia vi è la ricerca dell’O.N.F.- Osservatorio Nazionale Federconsumatori reperibile a questo link: http://www.federconsumatori.it/ShowDoc.asp?nid=20140729145004&t= che mostra la le diverse velocità delle tratte italiane.

Per far comprendere cosa significhi realmente viaggiare a bordo di questi treni della speranza bisognerebbe disporre una severa sanzione: costringere l’Amministratore Delegato a parire, almeno una volta al mese, vesto Palermo, verso Lecce o, peggio che mai, verso Matera. Così forse capirà la necessità di investire su tali tratte, per offrire un servizio dignitoso ai passeggeri e ai tanti turisti che visitano il nostro Paese, nonostante le carenze di Trenitalia. Ricordiamo, in ogni caso a tutti i passeggeri che possono richiedere il rimborso del biglietto: dopo 2 ore di ritardo (già trascorse) hanno diritto al 50% dell’importo.

(ufficio Federconsumatori)

Ferrovie, ritardi sempre più frequenti nelle tratte dirette al Sud ultima modifica: 2015-04-08T14:19:02+00:00 da Redazione



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