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Forte: Istat dice che non ci si sposa e non si fanno figli

Una legge e tre referendum per il lavoro: raccolta firme CGIL

Difficile se lavoro è pagato con voucher

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Foggia. Da sabato 9 aprile banchetti nelle piazze per promuovere la legge di iniziativa popolare per un nuovo statuto del lavoro e i tre referendum per abolizione dei voucher, obbligo di reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa e responsabilità delle società appaltanti verso le ditte subappaltatrici. “Vogliamo ridare dignità al lavoro e a chi lavora. Non basta fotografare lo stato di salute del paese, conosciamo bene le ragioni di questo malessere”

“La Cgil lo ripete da anni: non è comprimendo i diritti, trattando il lavoro come fattore marginale dell’economia e della società, precarizzando la vita delle persone, che si uscirà dalla recessione. E i risultati ci danno purtroppo ragione. Ma se la politica non intende ascoltarci noi rilanciamo la sfida parlando al paese, ai lavoratori e ai disoccupati, ai giovani e ai pensionati. Da sabato saremo nelle piazze italiane per chiedere una firma a sostegno della Carta dei diritti e di tre referendum abrogativi, per riscrivere le regole del lavoro”.

Carta e referendum per ridare dignità al lavoro. Gianni Forte, segretario generale della Cgil Puglia, presenta così la mobilitazione che prende il via il 9 aprile, con l’obiettivo di raccogliere migliaia di firme a sostegno “di una legge d’iniziativa popolare che punta a un nuovo statuto del lavoro, un quadro giuridico e valoriale dove il valore e la qualità del lavoro siano al centro delle politiche economiche. Partendo dallo straordinario risultato della consultazione sulla Carta fatta tra i nostri iscritti”. Ma assieme “chiederemo le firme per tre referendum – spiega Forte – per l’abolizione dei voucher, esplosi in maniera incontrollata nel paese e anche in Puglia, quasi 500mila venduti nel solo mese di gennaio 2016. Per il diritto di reintegro in caso di licenziamento ingiustificato, norma di civiltà cancellata dal Jobs Act. Infine per l’attivazione della responsabilità delle società appaltanti nei confronti di quelle subappaltatrici, lì dove assistiamo a forti violazioni delle norme e contrazione di diritti”.

Le piazze in Puglia. Nella regione saranno numerose le piazze dove la Cgil allestirà punti informativi e gazebo per la raccolta firme sabato 9 aprile. A Bari in piazza Cesare Battisti, dalle ore 10, con un’assemblea pubblica alla quale parteciperà il segretario generale del Nidil nazionale, Claudio Treves. Il 9 raccolta firme anche a Mola di Bari, mentre domenica 10 iniziative a Cassa delle Murge, Bitonto, Gioia del Colle e Terlizzi. Nella Bat sette le città coinvolte nella giornata di sabato: Andria, Barletta, Bisceglie, Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia, Spinazzola e Trani. A Brindisi dalle ore 9 in Corso Umberto, con la presenza del segretario generale della Cgil Puglia, Gianni Forte. In provincia iniziative nella piazze anche a Francavilla Fontana e Ostuni. A Foggia, dalle ore 10 e per tutta la giornata gazebo all’isola pedonale di Corso Vittorio Emanuele. A Lecce appuntamento sabato e domenica in Piazza Sant’Oronzo dalle ore 11. A Taranto appuntamento in mattinata in Piazza Maria Immacolata; nella provincia banchetti Grottaglie, Martina Franca, Ginosa, Manduria e Massafra.

La raccolta firme proseguirà presso tutte le sedi Cgil e con altri appuntamenti pubblici fino al mese di luglio per i referendum, e fino ad ottobre per la proposta di legge.

Così i giovani condannati a non avere futuro. “Siamo continuamente sommersi da fotografie sullo stato di salute del nostro paese e del Sud in particolare, che non è certo buono, per usare un eufemismo”, afferma Forte. Vorremmo che qualcuno però si interrogasse ogni tanto sulle ragioni, sul perché – come si legge nel rapporto Istat diffuso oggi – Non ci si sposa e non si fanno figli. Ma come si fa ad affrontare un progetto di vita con lavori precari, poveri, pagati con voucher? Com’è possibile sostenere i consumi se non s’investe sulla qualità del lavoro e su una politica dei redditi? Serve ben altro a questo paese, al Mezzogiorno. Servono politiche industriali vere e non interventi episodici. Serve sostenere chi investe in ricerca, in buona occupazione, e non gettando soldi a pioggia, come nel caso della decontribuzione, finita la quale calano le assunzioni e le stabilizzazioni. Il nostro obiettivo è riunificare il lavoro e rimetterlo al centro della vita del Paese, perché con gli slogan e gli annunci non si danno risposte al grave disagio sociale che vivono le persone”.



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