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L’11 settembre dei rossoneri: crolla anche l’ultima speranza


Di:

Marco Sau (ph: Roberto Moretto, Sudsport)

Foggia – OUT of business. Il Foggia di Zeman stagione 2010-2011, a questo punto, deve mettere in un cartone i sogni di serie B e, malinconicamente, lasciare lo stabile delle speranze. A questo punto, infatti, inutile anche puntare sul punto eventualmente in arrivo dal Tnas. Lo 0-0 allo Zaccheria contro il Taranto, maturato al termine di una partita inguardabile ed infiacchita da residui quanto flebili aneliti gloriosi e da un caldo più che primaverile, ha despoto la pietra tombale sulla fossa rossonera. E, in definitiva, posto anticipatamente fine ad una stagione bellissima e maledetta che ha portato i satanelli a sfiorare il grande salto nella rediviva gestione casilliana. Patron che ha già fatto sapere che, il prossimo, sarà l’anno buono. Nulla di eclatante, certo. Ma attendersi il balzo immediato di categoria, per giunta da una compagine tutta nuova e con pochi veri professionisti, era ben lungi dalle aspettative di società e tifosi.

L’amaro in bocca scaturisce dalla dolcezza invece assaporata per lunghi tratti della stagione. Porre fine al limbo lega pro e tornare nel calcio dei grandi. Nulla da fare, non per quest’anno. Il Taranto abbassa la saracinesca, il Foggia dimentica il passamontagna ed il piede di porco non è quello buono per sventrare la solida difesa ionica. Perciò, alla fine, a fare festa sono soltanto i rossoblù. Che in serie cadetta non sono ancora approdati. Ma che, almeno, avranno la possibilità di tentare ad uscire indenni dalle foche caudine dei play off. Dove, però, non ci saranno gare come quella di oggi in terra dauna.

LA PARTITA. Zeman sorprende tutti. Tiene Tomi e Candrina in panca e decide di far sudare la pagnotta, sulla destra di difesa, al ridicolo Caccetta; in porta, Ivanov viene preferito a Santarelli. Per il resto, il ritorno di Romagnoli (coppia centrale con Torta) e l’impiego dal primo minuto di Burrai in vece dell’infortunato Salamon, completano il solito schieramento a zona. In avanti, ancora fiducia a Farias, in trio con la coppia del gol Sau-Insigne. Ma il 4-3-3 del boemo è stranamente inoffensivo. Burrai non riesce a dettare i tempi, ed anche Laribi è visibilmente confuso. Tanto che bisogna pazientare 26′ per ammirare il primo tiro della partita. Caccetta duetta con Farias, palla a Kone che la restituisce all’avanti brasiliano che serve sul vassoio un assist magistrale ad Insigne. Lo scugnizzo di Frattamaggiore sciupa tirando alto a Bremec battuto. Dieci minuti dopo, i rossoneri rischiano di imbarcare. La difesa dorme, Rantier s’invola come un felino verso la prateria monitorata dal piccolo suticate bulgaro, che esce alla disperata, salvato da una ciabattata dell’attaccante ionico che gli spara indosso. Due minuti dopo, siamo al 39′, è il coiffeur Laribi a fare la barba al palo della porta di Bremec dopo aver concluso con un tiro dal limite. In chiusura di tempo, la stagione dei foggiani si fotografa in un episodio. Grande giocata di Insigne, che sfonda da sinistra e serve palla a Farias che conclude centrando in pieno il palo; la palla torna in gioco e nel cuore dell’area piccola Sau, solo soletto, impacchetta con tanto di fiocco un tiro facile facile per l’estremo tarantino.

La musica non cambia neppure nella ripresa. Le squadre camminano e danno vita ad una partita scialba e confusa. Il primo sussulto arriva al 74′ ed è di marca rossoblù, con la zuccata di Prosperi che lambisce il palo alla destra di Ivanov. Lo Zaccheria, già freddo, s’ammutolisce, il tifo si spegne e partono i primi fischi. Gli ultras foggiani reclamano rispetto. Dagli spalti parte il coro “Meritiamo di più”. Ma i ragazzini di Zeman non ne hanno più. Vani anche gli inserimenti di Varga ed Agodirin, che entrano in campo al 77′ per gli applauditissimi Farias e Sau. All’89’ Insigne prova a dare un senso estremo alla trasferta di Cosenza della prossima settimana, ma la sua conclusione scagliata dai 16 metri, va sul fondo di un nulla. I cinque minuti di recupero sono solo una formalità sbadiglievole, per allungare di qualche secondo la sofferenza dei tifosi. Quando il fischietto Santocito decreta l’ora della doccia, lo stadio è pressocché vuoto. Chi c’è, fischia. Chi non fischia, comunque non applaude. Zdenek il talismano imbocca il tunnel degli spogliatoi in silenzio, testa bassa, senza un cenno verso la curva.

L’amore dovrebbe essere finito qui.

TABELLINI. US FOGGIA: Ivanov, Caccetta, Regini, Burrai, Torta, Romagnoli, Farias (dal 77´ Varga), Kone, Sau (dal 77´ Agodirin), Laribi, Insigne. In panchina: Santarelli, Tomi, Candrina, Marinaro, Agostinone, Varga, Agodirin. All. ZEMAN
A.S. TARANTO: Bremec, Cutrupi (dal 46´ Sabatino), Prosperi, Branzani, Coly (dal 33´ Colombini), Garufo, Antonazzo, Giorgino (dal 79´ Di Deo), Girardi, Rantier, Sy. In panchina: Barasso, Colombini, Sabatino, Di Deo, Russo, Chiaretti, Guazzo. All. DIONIGI

Ammoniti: al 18´ Romagnoli (Fg) al 47´ Torta (Fg) al 93´ Sy (Ta) e Burrai (Fg)

Note: 3500 spettatori circa, caldo. Terreno in ottime condizioni.

L’11 settembre dei rossoneri: crolla anche l’ultima speranza ultima modifica: 2011-05-08T23:34:06+00:00 da Piero Ferrante



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