Capitanata

Metti una domenica a piedi. A Foggia fra bici e sottosegretari assenti


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Una bimba con la mamma nell'isola pedonale di Foggia (St)

Foggia – Metti una domenica senz’auto, con le strade invase dalle bici e dalla gente. Metti che, in una giornata assolata, si concentrino tante iniziative stimolanti. Metti l’isola pedonale del Capoluogo allargata ad ampi stralci del centro. Metti la gente che rifiuta l’assalto al palazzo d’inverno del commercio frettoloso e si riversa alla ricerca dei primi raggi riscaldati. Mamme che si scambiano gli auguri, galanterie su galanterie di amici, addirittura piccoli pensieri floreali.

Le domeniche senz’auto sono trovate che si parano come palliativi, ma in effetti sono soltanto cerotti senza più colla. Inutili, certo, al fine del miglioramento effettivo dell’aria. Ma, se non altro, aiutano a portare sotto il cielo di maggio una massa ampia di persone, evasi dalla tecnologia. Stamane, per tutto il capoluogo, era un incedere di famiglie e carrozzini saltellanti da un gazebo all’altro.

BIMBIMBICI. Fra associazioni di volontariato e mercatini di beneficenza, due le iniziative principali. La prima, di carattere nazionale, è “Bimbimbici”. Una pedalata per fanciulli in età scolare per le vie del centro, organizzata, a Foggia, dalla sezione locale della Fiab, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Magliette e giubbetini, bandierine tricolori, scarpette ginniche, il cappellino con adesivo del Comune di Foggia regalato ai piccini. Malgrado le comunioni, malgrado l’annunciato arrivo della sottosegretaria (una delle tante) Roccella, malgrado la vicinanza del mare, già attorno alle 9.30, con mezz’ora abbondante di vantaggio sul programma ufficiale, l’imbocco di Corso Vittorio Emanuele è un ribollire di velocipedi. L’iniziativa è organizzata per i più piccini, ma molti genitori li accompagnano. Inforcano le bici gli uni accanto agli altri, in una ressa ecologica di movimento muscolare. Il più piccolo ha appena 17 mesi e si rintana del seggiolino della bici di mamma. Il più grande è un pensionato che fa il diavolo a quattro con gli organizzatori per avere il cappello blu con visiera, pure riservato ai soli bimbi. Tony Dembech, super indaffarato, trotta fra un papà sfuggito alla registrazione assicurativa ed una bimba senza cappellino. E’ comntenuto, come sempre, ma comunque soddisfatto. Non si aspettava tutta questa gente. Quando partono sono addirittura 140, all inclusive. Da Corso Cairoli a Corso Garibaldi, ritorno in Villa Comunale e conclusione in isola pedonale. A gestirli, con una pazienza infinita, un muro di cortesia e risolutezza, è l’associazione di Protezione Civile Radio Club “Marconi” di Foggia. Sono ausiliari, per lo più ragazzi. Volontari dell’ordine che si servono della dolcezza per domare una massa ingorda di gadgets.

Il sindaco Mongelli ed il Vescovo Tamburrino (St)

IL VILLAGGIO DELLE MAMME. E’ quello che si basa sulle fondamenta dell’allattamento. E’ da Foggia, infatti, che parte il secondo anno del progetto del Ministero della Salute dedicato alla valorizzazione della pratica di allattamento al seno. E parte nel giorno simbolo di questo rapporto magico, ovvero nella giornata dedicata a tutte le genitrici. In calendario, fino a questa mattina, era data Eugenia Roccella. Che, però, non si fa vedere. Ufficialmente, impegnata a Roma da urgenze del ruolo. Ufficiosamente, chissà. Ci sono il sindaco Gianni Mongelli, la vicesindaco Lucia Lambresa e l’Assessore alle Politiche Sociali Pasquale Pellegrino; poi il Vescovo della Diocesi Foggia – Bovino, il Presidente di Palazzo Dogana Antonio Pepe, il Direttore del Conservatorio Mario Rucci. Ci sono tantissime donne fra gli stand colorati di rosa dai palloncini regalati ai bambini. Un tripudio d’amore familiare che, però, è in parte rovinato dalle dimenticanze parzialissime dell’inaugurazione dell’iniziativa, quella che avrebbe dovuto spiegare le motivazioni. Ovvero, l’importanze dell’allattamento al seno come ritorno alla natura, certo. Ma anche come critica al sistema, ormai imposto, del latte in polvere. Quello stesso latte che le grandi multinazionali dell’alimentazione impongono ai bambini nei paesi del Secondo e Terzo Mondo. Un obbligo, spesso, che coatta i primi mesi di vita del fanciullo, staccandolo dalla madre e regalandolo in pasto ad un cibo artificiale da cui prende a dipendere e che, al contrario, gli viene sottratto giusto nel momento del bisogno. Finendo per provocare milioni di morti. Di fame.

Questo passaggio nessuno lo compie. E tutto si riduce ad una semplice santificazione del carattere religioso, quasi teologico del rapporto Madre-figlio. Non poteva dirlo Tamburrino, certo. Che infatti la pone in questi termini: “Allattare è assecondare la natura. Ed assecondare la natura è nell’ordine della creazione divina”. Quel che è strano è che nessuno batte ciglio. Dal Ministero, il Direttore Generale per la Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione Silvio Borrello, controfigura in sede dauna della Roccella, prima tira le somme, ricordando che “stranamente, le punte più basse di allattamento sono nel Meridione, con picchiate addirittura in Sicilia”, poi, senza dire come, ricorda che “l’intento è quello di far crescere le stime dell’allattamento al seno”. Ed allora, di fronte a tanta grazia logorroica, è Denni Procaccini, il numero due dell’Asl foggiana, ad approfittare: “Noi abbiamo già più volte lanciato il discorso dell’individuazione di spazi, sui posti di lavoro, per l’allattamento. Ora aiutateci economicamente”. A pochi metri, ragazze vestite da Biancaneve e Cenerentola giocano con le bimbe che le ammirano estasiate e fanno foto. Come dire: basta crederci.

Metti una domenica a piedi. A Foggia fra bici e sottosegretari assenti ultima modifica: 2011-05-08T17:44:40+00:00 da Piero Ferrante



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