Manfredonia

Pinto: “Dopo l’ospedale chiude a Monte la riabilitazione ai disabili”


Di:

A.Pinto, Prosar Foggia (ST)

– Foggia – LA segreteria provinciale del PRO.SA.R. (Professioni delle Sanitarie delle Strutture Riabilitative) di Foggia interviene fermamente sulla chiusura dell’Ospedale di Monte S. Angelo, “in quanto ritiene doveroso e previsto normativamente l’obbligo di garantire l’assistenza sanitaria ai cittadini”.

Mentre è prevista per il prossimo 10 maggio nel centro montanaro la manifestazione ( Focus ) organizzata dal movimento civico (apartitico) “E’ la nostra città” di Monte Sant’Angelo, rappresentato dal dottor Giuseppe Totaro, “ad oltre un anno dall’annunciata chiusura”, la Prosar si interroga sull’attivazione in passato di “comizi di piazza e rassicurazioni da parte dei politici locali (regionali) ed alcune organizzazioni sindacali”.

“Il reparto di geriatria è stato chiuso! Come farà la popolazione ad avere garantita l’assistenza sanitaria? Ed i circa 8.000 anziani presenti in paese, sono stati condannati da Vendola e Fiore? Il paese è logisticamente difficilmente raggiungibile e comunque necessitano i necessari tempi di percorrenza per raggiungere Foggia, San Giovanni Rotondo o Manfredonia. Ma l’Assessore Regionale alla Salute Tommaso Fiore perché non autorizza il direttore generale dell’ASL di FG “Castrignanò” a sospendere la chiusura degli ospedali di Monte S. Angelo, Torremaggiore e San Marco In Lamis, così come ha disposto con provvedimento del 19 aprile 2011, la sospensione temporanea della disattivazione dei Reparti di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale di Ostuni e del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) di quello di Ceglie Messapica, ‘fino all’emanazione, da parte della Giunta regionale, del regolamento di riordino della rete ospedaliera regionale per l’anno 2011”.

Presso lo stesso Ospedale di Monte S. Angelo insiste da decenni, anche il presidio della Fondazione “Centri di Riabilitazione P. Pio”, che ha già ricevuto il “provvedimento di sfratto dei locali e che, quindi, a breve chiuderà, in assenza di concrete e tempestive alternative valide, ipotizzando una possibile interruzione di un servizio importante, quale quello di riabilitazione ai disabili, fino ad oggi garantito ai pazienti, dai 14 fisioterapisti in servizio presso il presidio, coordinati dalla responsanbile dottoressa Giovanna Troiano che si è spesa in prima persona e ad ogni livello, per scongiurarne la chiusura”.

L’Amministrazione comunale, tutti i politici locali (consiglieri comunali, regionali) dovrebbero intervenire con fermezza e determinazione, al fine di scongiurare quanto stà accadendo in queste settimane, ivi compresa la messa a disposizione di nuovi locali da adibire ad ambulatori per consentire il trasloco del presidio dei Centri di Riabilitazione “Padre Pio”, garantendo di fatto la cura dei pazienti in trattamento ed allo stesso tempo il mantenimento dei livelli occupazionali.

Alberto Pinto , Commissario Territoriale della Prosar di Foggia, “è necessario informare e/o ricordare ai cittadini ed agli operatori della sanità privata e pubblica che la riforma della Costituzione del 2001, in particolare dell’articolo 117, ha introdotto la potestà di legislazione concorrente dello Stato e delle Regioni e la potestà regolamentare delle Regioni in materia di tutela della salute”.

“La Regione ha un ruolo fondamentale nella programmazione, organizzazione e gestione dei servizi sanitari. E’ responsabile in via esclusiva dell’organizzazione delle strutture e dei servizi sanitari, è direttamente impegnata ad assicurare l’effettiva erogazione delle prestazioni incluse nei LEA (Livelli essenziali di assistenza) sulla base delle esigenze specifiche del territorio. E’ necessario, quindi, non consentire più che le scelte, in tal senso, non seguano esclusivamente i reali bisogni della popolazione del territorio della nostra provincia, rispetto anche all’estensione del territorio ed all’ubicazione e non ad assurde logiche clientelari e politiche che producono solo contentini di poco conto, attivando servizi inutili e costosi alla comunità, solo per tappare la bocca e placare le manifestazioni di protesta, per poi lasciare al loro destino la delicata utenza a cui detti servizi sono rivolti”.

Redazione Stato, riproduzione riservata

Pinto: “Dopo l’ospedale chiude a Monte la riabilitazione ai disabili” ultima modifica: 2011-05-08T23:31:20+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This