Manfredonia
"Per i manfredoniani che conoscono da tempo la litoranea di Siponto è facile constatare il processo di trasformazione in corso"

Manfredonia, “Cymodocea e sfalci di verde:possibile risorsa per il territorio”

"E’ risaputo che il compost naturale di origine prettamente vegetale costituisca un ottimo fertilizzante naturale per i terreni"


Di:

Manfredonia, 08 maggio 2017. Per i manfredoniani che conoscono da tempo la litoranea di Siponto è facile constatare il processo di trasformazione in corso: la vegetazione autoctona selvatica sembra invadere la spiaggia.

Si constata a colpo d’occhio la vegetazione avanzare verso il mare. Le condizioni biologiche naturali, vale a dire: il substrato sabbioso bagnato dall’acqua marina, dovrebbero costituire in teoria
un habitat ostile alla flora, in particolare a quella autoctona locale, ma così non è.

Quali condizioni hanno contribuito alla fertilizzazione del citato substrato?

Dell’utilizzo della cymodocea nodosa e del possibile riciclo di questo residuo organico, presente in grandi quantità da Siponto alla Riviera Sud, si era parlato in un progetto sostenuto in via sperimentale dal Comune di Manfredonia, a partire dal 2011 (delibera di G. C. n° 234 del 26/07/2011; delibera di G.C. n°162 del 19/06/2012).

Nella prima fase dell’intervento si era previsto l’utilizzo di questo materiale organico per il ripristino del cordone dunale di una porzione di litorale sabbioso (ripascimento) a nord della foce del fiume Candelaro.

Inoltre, l’azienda sperimentale “La Noria” si fece carico al tempo – con un gruppo di ricercatori DELL’ISTITUTO DI SCIENZE DELLE PRODUZIONI ALIMENTARI (Ispa) del Centro Nazionale Ricerche – della sperimentazione per valutare il possibile riutilizzo in agricoltura dei residui di cymodocea nodosa,trattata e trasformata in compost.

Al momento i risultati di questa sperimentazione non sono noti.

Ciò che si rileva, agli occhi dell’osservatore esterno, sono gli effetti sulla trasformazione dell’ecosistema per un probabile processo di ammendamento naturale del substrato sabbioso delle spiagge, che progressivamente mutano in ambiente favorevole alla vegetazione.

Oltre ai residui marini, in particolare dall’avvio della raccolta differenziata, il Comune di Manfredonia – mediante la partecipata in house ASE SpA – deve fronteggiare anche la riduzione di conferimento in discarica di altri materiali organici vegetali: gli sfalci di verde provenienti dalla manutenzione del verde pubblico e finanche dalla cura degli spazi verdi privati,abbondanti questi ultimi, in particolare nei nuovi aggregati urbani della città (si pensi ai Comparti CA), ma anche Siponto, Riviera Sud, Zona Scaloria, Monticchio (San Giuseppe-quartiere Anas); sfalci di verde difficilmente conferibili nei piccoli mastelli per l’organico dati in dotazione.

E’ risaputo che il compost naturale di origine prettamente vegetale costituisca un ottimo fertilizzante naturale per i terreni.

La domanda che l’osservatore esterno si pone: perché in un area geografica a vocazione agricola, quale la nostra, in un’Italia dichiarata “territorio ad alto rischio di desertificazione” non si pensa, anche attraverso incentivi pubblici mirati, di favorire l’insediamento di industrie ecologiche operanti nella trasformazione di detto materiale organico?

Per la nostra città, per Manfredonia, potrebbe significare l’avvio di una nuove attività economiche capaci, da un lato, di dare proficuo utilizzo ai tanti capannoni industriali, ormai abbandonati, presso le aree industriali nate con il Contatto d’area, dall’altro una fonte occupazionale di lungo periodo,capace di portare alla città un antidoto contro lo spopolamento ed ai tanti disoccupati la speranza di ricollocarsi.

(Cittadino, Manfredonia 08.05.2017)

SCHEMA

SCHEMA

FOTOGALLERY

redazione stato quotidiano.it

Manfredonia, “Cymodocea e sfalci di verde:possibile risorsa per il territorio” ultima modifica: 2017-05-08T15:55:38+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
13

Commenti


  • Disoccupato ma lavoro e non pago

    Tutti gli anni si ripete la Stessa cosa


  • Sipontino indignato

    Il cittadino sembra ignorare totalmente che oltre a mamma natura c’è stata anche la mano dell’ uomo a quella porcheria! Oltre un decennio fa il fenomeno riguardava solo il tratto di orto delle brecce! Ora alghe putrefatte e paludi si notano su tutto il litorale sono spariti anche gli scogli! E una vergogna!


  • Il lungomare degli orrori sipontini

    Ma chi ha scritto l’articolo? Qualche genio del Comune?


  • Zuzzurellone Sipontino

    Scusate la mia onesta ignoranza: vi è salinità residua, o troppo alta, nella Cymodocea e Posidonia spiaggiate? I terreni agricoli non soffrono già di crescente salinità?


  • Mai più PD

    Ottimo fertilizzante con cagate di cani


  • ezio

    Il naturale fenomeno dello spiaggiamento
    dei resti vegetali riveste una particolare rilevanza ecologica, in quanto contribuisce a
    proteggere le coste dall’erosione. Il progetto l’intuizione a cui l’articolo aspirava venisse dibattuto, evidentemente, non è alla portata del quoziente d’intelligenza degli ambientalisti – naturalisti di Manfredonia, preoccupa anche il silenzio del personale competente.


  • L'uomo palustre

    Ha ragione Ezio comunque quelli con il quoziente intellettivo molto alto stanno tutti a palazzo S.Domenico. Io da anni aspetto la consegna dei pitoni piccoli, dei caimani piccoli e D gli ippopotami da introdurre nella palude di Manfredonia del lungomare del sole. Quanta ignoranza! Un parco naturale sorto in pochi anni sotto i piedi della città e non lo sappiamo sfruttare! Non toccate niente anzi recintiamo la zona e incrementiamo la fauna delle paludi e canneti e pubblicizziamo a livello mondiale questa meravaglia!


  • Domenico

    Si debbono togliere quelle maledette famigerate barriere frangiflutti! Punto e basta!


  • Lecchino

    bonificare e rimuovere le bariere frangiflutto a spese dello studio che le ha progettate così capiranno cosa succede a fare i dilettanti allo sbaraglio e che non basta essere amici di amici per avere l’immunità…..


  • Distruzione Manfredonia ultimo atto.

    Le barriere frangiflutte sono un disastro, a mio umile parere e molti non lo notano, sono un disastro perchè costruire diversamente da tutte le altre che si servono dei mezzi navali per dislocare orrizzontalmente al mare e tra una barriera e l’altra c’è il vuoto assoluto in maniera tale che il mare possa tranquillamente respirare a beneficio soprattutto dei fondali. A Manfredonia sono stati utilizzati i camion per costruire una barriera ad arco e tra una barriera e l’altro anche se non si nota ci sono massi sotto il livello del mare che impediscono un sano penetrare parziale del mare, passa solo un pochino di mare che vanno dalle barriere sommerse alla superficie del mare e se non si prendono seri e drastici provvedimenti la situazione peggiorerà sempre di più! Gli effetti sono visibilissimi, un moria biblica mai vista nella storia di Manfredonia di posedonia e inoltre anche per via del braccio di ponente del porto turistico, basta affacciarsi dal ponte di fronte il Cesarano per notare tutti gli effetti negativi scaturite dalle innovative opere. E che dire del maestoso cannetto e alberi selvatici tra poco avremo la jungla sipontina! La ex scogliera lucente è totalmente ricoperta da alghe in avanzato stato di putrefazione che emana un lezzo particolare, e nessuno muove un dito! Tutti i passeggiatori e passegiatrici i turisti notano quella incredibile porcheria che per qualcuno addiritura sembra un preteso di vanto e fucina di posti di lavoro!
    Temo che il peggio per la nostra città non abbia ancora toccato il suo apice! Perchè noi continuamo a sostenere gli amministratori locali che in pochi hanno sono stati capaci di trasformare la costa sipontina in un ammasso di cemento, paludi, canneti!


  • Indignato

    Altro che manna divina quella schifezza è una maledizione per Manfredonia. Per fortuna ho un utilitaria che mi permette di allontanarmi da Manfredonia per qualche chilometri e godermi un pò di mare e sole.


  • Footing man

    Paesaggio terrificante. Vista imminenza arrivo caldo africano suggerisco dotare il lungomare di distributori pubblici e gratuiti liquido anti punture zanzare e mascherine protezione dalla puzza.


  • Fulci Romero Dario

    Ideale per riprese film del genere horror!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi