Manfredonia

Attolini: Manfredonia? 329 parti nel 2011; leggere prima di parlare

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L'assessore alla sanità Attolini con il presidente Vendola (ST)

Bari/Manfredonia – “IN sostanza, le decisioni prese sono a garanzia delle donne pugliesi e dei loro bambini, affinché abbiano i massimi livelli di sicurezza e di qualità in uno dei momenti più importanti della vita. E sarebbe opportuno che prima di fare dichiarazioni improprie ci si documenti accuratamente con i dati delle rilevazioni che puntualmente l’assessorato e l’agenzia elaborano”. Lo ha detto in una nota l’assessore alla Sanità pugliese E.Attolini, dopo la disattivazione dei punti nascita nell’ambito della seconda fase del Piano di rientro.

IL PROVVEDIMENTO, TUTTI I TAGLI IN PUGLIA

Politici locali in protesta, e prima?. Come prassi, in seguito all’approvazione del provvedimento regionale (nella giunta di martedì 5 giugno), numerose le proteste dei politici locali: dal consigliere Ognissanti a G.Gatta (“mi batterò per salvare l’Utic a Manfredonia“), dall’assessore Anna Rita Prencipe (“ne parlerò anche con Di Pietro, assurdo il taglio di ostetricia e ginecologia al San Camillo“) fino al sindaco Angelo Riccardi: “necessario un confronto fra le parti, per la salvezza dell’ospedale pronti a ricorrere alla Magistratura. Tuttavia le proteste sembrano tardive, e forse ingiustificate, nelle parole di Attolini, in considerazione del numero di parti nell’ospedale di Manfredonia: 329 nel 2011, nonostante la necessità di superare i 500 all’anno. Il problema trova origini antiche e spesso, da voce dei ginecologi, le donne di Manfredonia hanno preferito partorire nella vicina San Giovanni o addirittura a Foggia. “Per mancanza di fiducia, per luoghi comuni, per diffidenza sul servizio”. Ora invece la protesta collettiva, nonostante la problematica era presente anche negli anni passati. Al riguardo, un piano di comunicazione avrebbe agevolato il servizio al San Camillo, nel quale oggi è a rischio anche l’Utic (Unità Terapia Intensiva Coronarica).

Posti letto ospedale civile San Camillo De Lellis (da 2010 a 2012 dopo P.rientro II - STATO@)

“I criteri per la rimodulazione dei punti nascita in Puglia sono inderogabilmente definiti dalle Linee Guida Ministeriali e dall’Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari) e nello specifico riguardano: il numero dei parti annuali di ciascuna struttura, che non deve essere inferiore ai 500 parti l’anno; la numerosità del bacino di utenza per ciascun punto nascita, per cui si prevede un punto nascita ogni 220.000 abitanti, e la territorialità. La Regione Puglia ha istituito circa due anni fa una Commissione regionale che studiasse la situazione pugliese ed elaborasse un piano di riorganizzazione della rete, secondo i criteri stabiliti, finalizzato a garantire la sicurezza del percorso nascita, a tutela della salute delle donne e dei bambini. La Commissione ha evidenziato che a fronte di 37.500 parti nel 2010 e 36.119 parti nel 2011, quindi con un trend in diminuzione, il numero di 42 punti nascita, fra pubblici e privato accreditato, era fortemente in esubero”, dice Attolini.

“Pertanto, attenendosi ai criteri ministeriali su indicati, la Commissione ha stabilito di dover disattivare 10 punti nascita pubblici (la definizione dei punti nascita del privato accreditato eventualmente da disattivare deve essere fatta entro il 31/12/2012, contestualmente alla riduzione dei posti letto nel privato accreditato, come da Piano di Rientro). Nello specifico, vengono disattivate le strutture nelle quali si è registrato un numero di eventi nascita inferiori alla soglia dei 500, così come indicato nelle linee guida ministeriali: è il caso di Ostuni che nel 2011 ha fatto registrare 378 parti, peraltro con un tasso di tagli cesarei dell’80 %; è il caso anche di Manfredonia (329 parti nel 2011), Lucera (278 nel 2011), Fasano (310 nel 2011), Manduria (222 nel 2011), Gallipoli (389 nel 2011) e altri”.

“Siamo ben consapevoli che sui dati di attività prodotta dai punti nascita in precedenza elencati sicuramente avrà influito la carenza di personale, che però riguarda tutte le strutture ospedaliere e non solo i punti nascita, ed è questa la vera criticità in questo momento del sistema sanitario regionale, conseguenza diretta del blocco del turn over imposto alla nostra regione dal Piano di rientro. Le uniche eccezioni ai criteri indicati sono Scorrano (439) e Canosa (537), per due ordini di ragioni differenti. Per Scorrano è prevalso un criterio di garanzia per la copertura territoriale della rete di assistenza nella zona salentina. Per quanto riguarda Canosa, invece, che si attesta poco sopra la soglia dei 500 parti (537) nel 2011, c’è da dire che la provincia Bat aveva 4 punti nascita (Bisceglie, Barletta, Andria e Canosa), assolutamente eccedenti rispetto al criterio di un punto nascita ogni 220.000 abitanti”.

“Seguendo questo criterio, infatti, il piano di rimodulazione avrebbe dovuto prevedere solo 2 punti nascita per tutta la provincia, ma abbiamo deciso comunque di tenerne aperto uno in più e abbiamo privilegiato le strutture che effettuano un maggior numero di parti ogni anno”. “Infatti, Bisceglie si attesta sui 990 parti, Barletta su 955 e Andria 896, e due di questi punti nascita vengono individuati come punti nascita di secondo livello, ovvero dotati di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale (UTIN). Va inoltre specificato che in tutti gli Ospedali che conservano i punti nascita, si è deciso di attivare unità di Pediatria e di Neonatologia, a tutela della salute dei nascituri e dei bambini”.

g.defilippo@statoquotidiano.it



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Commenti


  • per vendola

    lasciacia almeno le mutande…grazie


  • per tutti

    alle prossime votazioni cadrai come una mela cotta…chiedo al PD di estraniarsi da questi uomini…


  • fattinonparole

    Sono proteste all’acqua di rose,tutti sapevano tutto,adesso fanno finta di voler andare in guerra senza sparare un colpo.
    Appena muore qualcuno,tutti al suo capezzale.
    Questo paese e’ morto,siamo soltanto dei morti che camminano senza sapere dove andare.


  • fattinonparole

    per vendola:se controlli bene,le mutande sono sparite da tanto tempo,quello che vedi e’ soltanto cio’ che e’ rimasto di una vecchia abbronzatura.


  • naty

    VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!


  • fattinonparole

    Una chicca per i Sindaci:per scongiurare la chiusura dei reparti credo sia urgente emanare un’ORDINANZA TASSATIVA “TUTTE LE COPPIE SPOSATE E NON DEVONO ASSOLUTAMENTE ACCOPPIARSI SENZA PRESERVATIVO O ALTRA BARRIERA PROTETTIVA,DEVONO FARLO PER 8 VOLTE AL GIORNO,ININTERROTTAMENTE.
    LE FARMACIE DEVONO BRUCIARE TUTTI I RIMEDI ANTI-FIGLI”.
    SICURAMENTE ALLA FINE DELL’ANNO LE NASCITE SUPERERANNO IL MINIMO SINDACALE PREVISTO DAL MINISTERO.
    I REPARTI DI OSTETRICIA TORNERANNO AD APRIRSI:MA CHIUDERANNO FABBRICHE E UFFICI;PERCHE’ FARE SESSO PER 8 VOLTE AL GIORNO ININTERROTTAMENTE TOGLIE SICURAMENTE ENERGIE.
    QUINDI SIAMO SEMPRE AL PUNTO DI PARTENZA.


  • D&D

    Purtroppo i numeri dicono tutto, numeri reali (329 parti), a differenza di quelli citati da politici che parlano a vanvera del nostro bacino citando numeri ben al di sopra della realtà. Il nostro ospedale è indifendibile i tagli sono necessari avvengono per Manfredonia e per altre importanti città. I politici invece di fantasticare su numeri battaglie e proteste si facciano un esame di conscienza poichè i tagli alla sanità son dovuti allo “sperpero” causato in vari modi propio da loro.. in sanità così come in altri settori.. un esempio su tutti? “Le municipalizzate”. Ritengo che a Manfredonia così come nelle altre città non devrebbero essere chiusi questi reparti che, comunque, registrano numeri importanti, anzi, il servizio va incrementato, migliorato, un servizio che va potenziato è quello del 118… Per fare ciò bisogna gestire al meglio le finanze.. come? mettendo fuori dalla gestione di questi enti proprio la politica ed i suoi attori che non fanno altro che straparlare e che per assurdo sono la causa che provoca i disservizi!!!


  • fattinonparole

    Una CHICCA PER I DIRETTORI GENERALI:PER SCONGIURARE LA CHIUSURA DEI REPARTI DI OSTETRICIA;DURANTE LE VACANZE ESTIVE BASTA ACCORPARE I REPARTI DI OSTETRICIA CON QUELLI DI UROLOGIA,INFATTI CON UNA FAVA SI PRENDERANNO DUE PICCIONI,”I FIGLI AUMENTERANNO E GLI ……………….


  • analista

    Analisi dei numeri

    Caro assessore regionale Attolini,certe volte i numeri non sono delle entità astratte ma sono figli di premeditazioni fatte a tavolino,potando a giustificare ciò che si vuole.
    Il Sg.Vendola inviando in capitanata il suo fido scudiero Castrignanò come Direttore Generale dell’ASL ,non ha fatto altro che inviare un curatore fallimentare che è riuscito in maniera incontrastata a raggiungere tutti i suoi obbiettivi.
    Il reparto di ginecologia-ostetricia negli anni precedenti al 2011,manteneva dei numeri molto superiori alla soglia minima,solo nell’ultimo anno il numeri sono ridotti,ma le cause possono avere diverse matrici telecomandate:
    1)Non sono stati rinnovati i contratti ai medici in scadenza fino alla chiusura
    del reparto per due mesi.
    2)Mancanza del primario inindispensabile per dettare i tempi della macchina organizzativa.
    3)Diffusione continua di notizie che proclamavano la chiusura immediata del reparto,incutendo incertezze nelle puerpere,le quali si rivolgevano ai ginecologi dei nosocomi vicini.

    Cosi il dado è tratto!!!

    L’unico sbaglio fatto dai politici di qualsiasi colore e razza è stato quello di non aver preso a calci in tempo utile
    questi Baresi o Leccesi e di non aver copiato la politica dei nostri cugini Cerignolani e Sanseveresi che hanno fatto ciò che hanno voluto.L’unica cosa non riesco ha capire perchè ha parlatosolo dei numeri dell’ostetricia e non hanno fatto il confronto con quelli della Cardiologia -UTIC.
    Beviamoci sempre tutto quello che ci dicono,senza reagire mai!!!!!!Ok


  • Redazione

    La ringraziamo per la Sua analisi; Red.


  • naty

    pienamente d’accordo con l’analista!!!!!


  • sipontino 40

    Siamo una città di pecore…abbiamo dato i voti necessari x far eleggere Vendola… e ora!!!… La citta di Foggia è la meno vivibile d’Italia se non del mondo e noi facciamo di tutto x emularla a differenza di altre come San Severo e Cerignola che cercano di sopravvivere e noi invece seguiamo a ruota i foggiani obbedendo a chi continua a declassarci…tanto qualcuno è contento e continua a guadagnare in città…vale a dire politici ..costruttori…il resto è giusto che sprofondi nel buio!!


  • Alternativa

    Anch’io sono daccordo con analista. E poi ha ragione chi dice che questi i numeri li usano a modo loro. Ho sentito oggi la radio e ho capito due cose. Una che questo Attolini vuole usare i numeri del 2011 e invece deve pensare a quelli del 2010. Due che se vogliamo prendere i numeri del 2011 allora perchè non conta che per quattro mesi a Manfredonia era chiusa l’ostetricia? 329 parti in otto mesi sono uguali a 493,5 parti all’anno. Ce l’ho solo io la calcolatrice?


  • JELY

    Concordo pienamente con l’analisi fatta dall’analista. Manfredoniani svegliatevi! Ci vediamo alle prossime votazioni. Grillini preparatevi e mandiamo a casa questi vecchi e incapaci politici!!


  • io

    L’unica soluzione e distaccarci dalla Puglia,come?unirci con il Molise per far nascere la Moldaunia,i nostri politici,perchè noi abbiamo dei politici…………


  • venere

    CARI CITTADINI,BISOGNA ESSERE REALISTI,PER POTER AVERE UN REPARTO DI OSTETRICIA LA CITTADINANZA DEVE SACRIFICARSI AD UNA VITA PIENA DI SESSO SENZA PROTEZIONE,VEDRETE CHE NESSUN ASSESSORE POTRA’GIOCARE SUI NUMERI.


  • saionara

    Attolini fa quello che altri gli dicono di dire e fare. Secondo voi perchè Fiore si è dimesso? Per stare li devi abbassare la testa e dire tanti si ai 4 politici che VERAMENTE comandano la Puglia e tantissimi NOOOOOOOOOOOOO al popolo.

    Vendola hai perso il mio voto, lo darò ai 5 punti di stella


  • Muammar

    alle prossime elezioni votiamo in massa movimento 5 stelle


  • jbl

    alle prossime elezioni nn dobbiamo votare nessuno andiamo li..e prendiamoli tt a calci nel c..lo…lo stato e nostro…io pago le tasse e voglio prenderli tt a calci nel popò

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